La partita della Casertana a Terni dalla… A alla Z!

Tutto (o quasi tutto) quello che si è visto al “Liberati” nella gara tra Fere e Falchetti

A come Amicizia – in un calcio dove vigono divieti e restrizioni, tessere del tifoso e quant’altro, lo spettacolo offerto dalle tifoserie di Ternana e Casertana prima, durante e dopo rappresenta “merce rara”. Suggellata per l’ennesima volta una amicizia che va avanti nel tempo e per una volta gli spettatori sono stati i calciatori in mezzo al campo. Non è stata solo una partita: è stata una festa.

B come Bomber D’Angelo – la “zuccata” vincente in mezzo a tante teste avversarie, l’esultanza e la corsa verso il settore del “Liberati” occupato dalla tifoseria casertana. Una forzatura racchiudere in pochi secondi la prestazione del capitano rossoblù, ma è la migliore manifestazione della vittoria conquistata contro la Ternana. I “fantasmi” della passata stagione non ci sono più, oggi ci sono i calciatori. D’Angelo è l’espressione più significativa, non solo per i cinque gol in campionato fino ad ora.

C come Crispino – il portiere rossoblù era finito “sotto processo” per qualche prestazione apparsa al di sotto delle attese. La gara di Terni rappresenta per lui quella del riscatto: due gli interventi salva-risultato. Il primo su Defendi (60′) ed il secondo quando neutralizza Ferrante che si era presentato solo davanti alla porta al 71′. Sicurezza.

D come Di Maio – squalificato Ginestra, è toccato al suo secondo guidare la Casertana dalla panchina nella prima vittoria stagionale lontano dal “Pinto”. A fine gara non ha esistato a dedicare la vittoria proprio a Ginestra, anche se non nascondiamo che fa un certo effetto vederlo sulla panchina dopo aver fatto la trafila dalle giovanili alla prima squadra con la maglia rossoblu addosso. Figliol prodigo.   

E come Esperienza – nella prima vittoria in trasferta della stagione, l’esperienza, soprattutto quella accumulata nelle gare dove il successo era sfumato per un nulla, è servita. Tanto cuore e corsa senza dimenticare un pizzico di fortuna: e soprattutto qualche pallone allontanato senza badare all’estetica. Insomma, il fine giustifica sempre i mezzi.

F come Floro Flores – un paio di “guizzi” all’interno di una partita dove, comunque, si è visto poco contro una difesa rossoverde che lasciava pochi spazi. Ad inizio ripresa, dopo uno scatto susseguente ad azione di contropiede, si ferma risentendo, a quanto pare, di un problema muscolare. Si spera che non sia nulla di grave.

G come Ginestra – il lavoro più difficile per un giornalista casertano sta diventando quella di… ipotizzare il sabato la formazione che il tecnico rossoblù schiererà la domenica. Ginestra sorprende tutti schierando sin dal primo minuto Varesanovic e Floro Flores all’interno di una formazione compatta come non mai. Domenica scorsa si era addossato (ingiustificatamente) tutte le colpe della sconfitta con la Paganese; oggi, a maggior ragione, i meriti sono tutti suoi. Complimenti ancora mister.

H come Hai visto (quasi) tutto bene – Marcenaro, di nome Matteo, direttore di gara della sezione Aia di Genova. L'”arbitro bravo è quello che si nota meno” recita un antico brocardo. La prestazione della giacchetta nera non è stata del tutto scevra di piccoli errori (sotto forma di un paio di falli non fischiati in mediana alla formazione rossoblù), ma avercene in futuro di arbitri così. La luce in fondo ad un tunnel di prestazioni negative in Lega Pro.

I come Imborghesimento – “se questa squadra ha perso la fame e si è imborghesita vuol dire che non ha capito niente” tuonava il responsabile dell’area tecnica Salvatore Violante dopo la sconfitta interna con la Paganese. Memore di quello stop la Casertana torna ad essere “proletaria” nel giro di sette giorni sfoderando una partita tutta corsa e sacrificio. La classe operaia va sempre in Paradiso.

L come Laaribi – ancora lontano dagli standard che abbiamo imparato ad ammirare con la casacca del Rende nelle ultime due stagioni. Fatto sta che quando manca la sua assenza si sente e non poco. L’auspicio è che nel girone di ritorno possa essere il valore aggiunto ad una squadra che ha bisogno della sua qualità. 

M come Mammarella – Carlo, trentasettenne mancino delle Fere. A dispetto dell’età il terzino sinistro della Ternana è stata una “spina nel fianco” dello schieramento difensivo casertano. Dal suo piede sono partiti una serie di (insidiosi ma infruttuosi) traversoni nell’area rossoblù. Prestazione davvero positiva. Highlander.

N come Nervosismo giornalistico – al termine di una gara dove è prevalsa la festa ed il rispetto reciproco, il “nervosismo” sfocia in sala-stampa dove un giornalista umbro (con tanto di cappello da “cow-boy”…) manifesta a chiare lettere il suo disappunto per il protrarsi delle interviste “sponda Casertana”. “Sono le otto e mezza e vorremmo anche andare a casa” commenta il personaggio in questione. Lapidario il commento di Giuseppe Frondella, addetto-stampa della società rossoblù: “non ho il piacere di conoscerti, e non ho nemmeno interesse a conoscerti”. Il tutto in bello stile!

O come – ottavo (o settimo, il Catanzaro, attualmente in “condominio” con i falchetti, recupera mercoledì la partita con la Vibonese) posto della graduatoria per la Casertana. L’obiettivo della salvezza non cambia, ma guardare la classifica ritrovando i falchetti nella parte sinistra è motivo di soddisfazione per tutti.

P come Partipilo – di nome Anthony, classe 1994. “Vecchia” conoscenza dei tifosi casertani: suo il gol della Virtus Francavilla che nella scorsa stagione ha estromesso al primo turno i falchetti dai “play-off”. Il mancino umbro sembra essere “morso dalla tarantola” nel primo tempo sfuggendo più volte alla guardia dei difensori rossoblù ed anche nella ripresa sembra il più pericoloso dei suoi. Il tutto fino a quando Gallo lo sostituisce (62′): ci ha fatto un favore. Grazie.

Q come Quinta gara senza prendere gol – dopo Rende, Bisceglie, Cavese ed Avellino quella di Terni è stata la quinta gara stagionale della Casertana senza prendere gol. Dimenticati gli “obbrobri” visti nella partita con la Paganese. La retroguardia rossoblù non ha fatto passare (quasi mai) uno “spillo”: e quando è proprio passato… ci ha pensato Crispino.

R come Rainone – in panchina “per onor di firma”, come aveva detto Ginestra alla vigilia, nelle battute conclusive del concitato finale, quando bisognava aumentare la roccaforte rossoblù per difendere il risultato, non si è tirato indietro. La speranza è che quei pochi minuti in campo possano essere il preludio di un suo ritorno in campo già da domenica contro il Bari. Il capitano serve come il pane!

S come Starita – i voti dei quotidiani oggi in edicola lo penalizzano in maniera a dir poco ingiusta. L’attaccante napoletano ha svolto un lavoro (nemmeno tanto) oscuro di pressione sui difensori rossoverdi cercando, inoltre, di sfruttare quelle rare ripartenze rossoblù. Esce nel finale stremato ed in preda ai crampi. Gara di sofferenza.

T come Tabù trasferta – se all’inizio del campionato ci avessero detto che la Casertana avrebbe dovuto attendere tutto il girone di andata per conquistare una vittoria esterna avremmo storto il naso. Il successo (bello ed importante), alla fine, è arrivato ed anche su un terreno di gioco difficile come il “Liberati” e contro una squadra forte come la Ternana. Chapeau.

U come Ultime due volte al “Liberati” – gli ultimi due precedenti sul manto erboso di Terni eravano favorevoli ai falchetti anche se risalivano, ormai, alla “notte dei tempi”. Chi è più avanti, come noi, nell’età ricordavano le reti di Campilongo e Ravanelli nell’anno di Caramanno, ma pure la rotonda vittoria per 6-1 la stagione della promozione in serie B. Ora da ricordare ci sarà pure il successo firmato da D’Angelo.

V come Varesanovic – da “oggetto misterioso” a protagonista assoluto del successo di Terni. Il ragazzo classe 1998, alla prima da titolare in campionato, si cala perfettamente nel ruolo di “regista” ed interpreta alla perfezione la sua gara di coordinatore della manovra casertana. Nell’ultima mezz’ora Ginestra gli cambia anche le mansioni e l’ex Udinese non fa una piega continuando a dare il suo prezioso contributo. Ottimo.

Z come Zito – molto esterno ma anche un po’ mezzala. Dalle sue parti c’è il temibile Parodi, ma l’ex Feralpisalò non trova grossi spazi per pungere sulla corsia di competenza. Tre le azioni che rimangono impresse nella giornata: la prima è l’assist per la testa vincente di D’Angelo (18′). La seconda è una chiusura in angolo grazie ad una bella scivolata proprio su Parodi. Infine una bella sgroppata sulla fascia con conseguente conclusione che termina sull’esterno della rete (65′). Prestazione positiva.

Iannitti & Fiorentino