La partita della Casertana con la Paganese dalla… A alla Z!

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Le proteste dei calciatori rossoblù nei confronti dell’arbitro Collu in occasione della concessione del calcio di rigore alla Paganese (Foto Giuseppe Scialla)

Tutto (o quasi tutto) quello che si è visto al “Pinto” nel confronto con gli azzurrostellati

A come Arbitro – il signor Giuseppe Collu di Cagliari. Entrando più avanti nella disamina tecnica è l’atteggiamento a non essere assolutamente piaciuto. Ancora di più nella ripresa piuttosto che nella prima frazione di gioco. Non si punta l’indice solo ed esclusivamente nei confronti del singolo, ma dell’intera categoria e ribadiamo un concetto di fondo espresso in tempi non sospetti. Non c’è malafede, sono soltanto scarsi. Molto scarsi.

B come Bagarre – non pochi i momenti in cui si è rischiato il contatto fisico. Alla fine del primo tempo ed anche al termine dell’incontro. La “bagarre”, e non poteva essere altrimenti, è continuata negli spogliatoi. Il tutto sotto gli occhi dei commissari di campo e della Procura federale.

C come Castaldo – alla lunga l’infortunio dell’attaccante sta pesando sull’economia della Casertana e sul gioco offerto dalla compagine di Ginestra. Con quella di ieri sono sei le gare di fila che Castaldo ha saltato e, stando alle dichiarazioni del tecnico, non ci sarà neanche nel prossimo turno a Terni. Non avendo un naturale sostituto è e rimane indispensabile nella formazione rossoblù.

D come Doppia ammonizione – due le espulsioni ed entrambe evitabili con un pizzico di maggiore attenzione da parte di tutti, arbitro compreso. Santoro colleziona due ammonizioni nel giro di pochi secondi: la prima per proteste, la seconda per “fallo tattico” considerato dai più veniale. Stesso discorso per Alberti con l’attaccante azzurrostellato che, già ammonito, si toglie la maglia dopo la rete dell’1-3 beccandosi correttamente il secondo “giallo”.

E come Ex dirigenti – dopo la sconfitta di ieri con la Paganese “qualcuno” non ha perso l’opportunità di ricordare che “i derby non si giocano, si vincono”. Il tutto dimenticando che in molte altre partite le figure “barbine” (evitando di utilizzare un termine più colorito) non sono mancate. Nel calcio, purtroppo, c’è ancora gente a cui basta una scrivania per sentirsi chiamare “direttore”. Perso l’ennesima occasione per restare zitto.

F come Floro Flores – in certi momenti dell’incontro prova a fare reparto da solo. Qualche spunto buono ma giocando sempre molto lontano dalla porta avversaria. L’impressione di fondo è che ci sia ancora moltissimo da lavorare soprattutto sotto il profilo della condizione fisica.

G come Ginestra – “abbiamo perso meritatamente. La colpa è mia, sono io l’allenatore e me ne assumo la responsabilità”. A fine gara il tecnico si carica integralmente sulle spalle il peso della sconfitta interna con la Paganese. Ginestra si conferma anche in questo caso un “signor allenatore”. Complimenti.

H come Horror – mutuiamo il titolo della Gazzetta dello Sport. La prestazione della Casertana, soprattutto nel pacchetto difensivo, è stata da “film horror”. Troppo brutta per essere vera.

I come Immodestia – nel dopo-gara il concetto di fondo resta lo stesso in tutti i protagonisti dentro e fuori dal campo. Per far bene la Casertana deve avere “fame”. Sentirsi appagati dopo il successo contro l’Avellino ed il pari esterno col Catania significa peccare di presunzione. E questa squadra può peccare in tutto, meno che di immodestia.

L come Laaribi – le condizioni del manto erboso del “Pinto” non possono che condizionare un giocatore tecnico come lui. Nella ripresa diventa spesso l’ultimo uomo nello schieramento tattico di Ginestra. Ma è lecito attendersi qualcosa in più da un calciatore che abbiamo ammirato nella sua precedente esperienza col Rende. E’ ancora lontano.

M come Manto erboso – che l’erba sia… cresciuta è pacifico. Che il manto del “Pinto” si presenti bene è un eufemismo. Sufficiente ricordare le parola dell’allenatore azzurrostellato Erra per descrivere il terreno di gioco del “Comunale”. Non idoneo.

N come Nervosismo – ha ragione Ginestra quando dice “la squadra deve prima correre e poi giocare bene”. Ma fondamentale non farsi mai prendere dal nervosismo che ha attanagliato i calciatori rossoblù per il resto dell’incontro dopo la concessione del rigore alla Paganese. Lottando contro gli avversari si può vincere, pareggiare o perdere; giocare “contro l’arbitro” non serve a nulla. Si rischia solo di peggiorare le cose, come puntualmente è avvenuto.

O come Origlia – dopo le ottime prestazioni con Avellino e Catania per lui un primo tempo con pochi spunti stretto nella morsa difensiva della Paganese. Sacrificato ad inizio ripresa nello schieramento tattico rossoblù.

P come Panariello – di nome Aniello. Il 50% del merito nella seconda marcatura azzurrostellata è da attribuirsi al difensore classe 1988 che si fa quaranta metri di campo prima di fornire l’assist vincente. E l’altro 50%? A mezza squadra rossoblù. Panariello anticipa Starita, salta in velocità Santoro e D’Angelo, approfitta della scivolata di Clemente e dell’intervento a vuoto di Silva e poi confeziona anche un tunnel a Caldore. A segnare ci pensa poi il giovane Guadagni, ma il “regalo” era già stato confezionato.

Q come Quattro minuti – in cui si capovolge completamente Casertana-Paganese. Dal 43′ (seconda rete azzurrostellata) al 47′ del primo tempo (espulsione di Santoro). In mezzo anche il “rosso” rifilato a Ginestra.

R come Rigore – quello concesso alla Paganese. Definirlo “generoso” è anche troppo: il tocco di Adamo è netto sul pallone e lo stesso prende una direzione completamente differente da quello coerente con un’azione fallosa. Il direttore di gara è anche piazzato bene, ma concede frettolosamente la massima punizione. La partita, a questo punto, cambia volto.

S come Starita – l’attaccante rossoblù sale ad otto realizzazioni in campionato. La rete di Starita l’unica nota positiva di una giornata che è da dimenticare in fretta.

T come Tre partite – alla fine dell’anno calcistico 2019. Si comincia domenica prossima al “Liberati” di Terni. A seguire l’ultima del girone di andata col Bari in casa e poi l’altra sfida interna col Potenza. Sarà fondamentale muovere la classifica.

U come Ultima sconfitta al “Pinto” – la Casertana “macchia” il cammino interno con la prima sconfitta al “Comunale” della stagione. L’ultima volta era accaduto il 31 marzo scorso col Rende (1-2 il finale) in occasione dell’esordio sulla panchina di Pochesci.

V come Ventidue punti in graduatoria – lo stop con la Paganese fa scivolare al decimo posto in classifica la Casertana. Tralasciando quelle che sono avanti come Catania, Catanzaro e Vibonese (oltre che Teramo, ma queste debbono recuperare una partita), importante non perdere l’attenzione sulle squadre che sono alle spalle dei falchetti. La zona “play-out” resta distante cinque lunghezze.

Z come Zito – suo l’assist in occasione della rete di Starita. La partita del mancino, però, non dura neanche mezz’ora: problema al polpaccio e sostituzione quasi immediata. E senza di lui si spegne la luce offensiva della Casertana.

Iannitti & Fiorentino