La partita al “Massimino” della Casertana dalla… A alla Z!

Tutto (o quasi tutto) quello che si è visto nel fango del “Cibali” nel corso dell’incontro con la formazione etnea

A come Angelo Massimino – l’impianto etneo non è stato mai avaro di risultati nei confronti della Casertana. Il bilancio all’ex “Cibali” col Catania ora si presenta in perfetta parità: quattro vittorie siciliane, quattro pareggi e quattro successi dei falchetti.

B come Biondi – di nome Kevin, classe 1999. Schierato in campo al posto di un Calapai non al meglio della condizione, il ragazzo mostra un impegno alla pari (se non superiore) a quello dei propri compagni di squadra. Forse è arrivato il momento che pure il Catania inizi a puntare sul vivaio: oltre a Biondi ci sono Noce, Pino e Distefano, senza dimenticare quel Pecorino ora in prestito alla Primavera del Milan e lanciato in prima squadra da Novellino lo scorso anno. Il nuovo, prima o poi, avanza sempre.

C come Caldore – autore del gol rossoblù al “Cibali”. Il difensore, comunque, non è nuovo a prodezze offensive. Lo scorso anno nel campionato di serie D due reti con la maglia dell’Altamura. L’ultima il 24 marzo contro il Gragnano; si ripete giusto a distanza di otto mesi. Preciso.

D come Davis Curiale – assente Di Piazza ci pensa l’attaccante classe 1987 a rendere “amaro” il pomeriggio della Casertana. Le quindici reti col Catania nella stagione 2017-2018 sono per lui un lontanissimo ricordo. Lo scorso anno appena quattro gol e ben due di questi, tra andata e ritorno, rifilati alla Casertana. Ancora a “secco” di marcature in campionato fino a ieri si sblocca proprio contro i falchetti. Allora ce l’hai con noi? 

E come Esposito – non Andrea, difensore catanese, ma Raffaele, ex calciatore etneo ed allenatore della Casertana. Nelle vesti di doppio ex viene intervistato da un sito siciliano e torna a parlare della sua esperienza sulla panchina dei falchetti dichiarando “avevo in rosa giocatori come Floro Flores, Castaldo e D’Angelo, ma se non ti cali in realtà dove ti aspettano col coltello tra i denti non è facile andare a vincere su certi campi. Devi avere in organico giocatori abituati a vincere la categoria”. Se n’è accorto oggi? Ha perso una buona occasione per stare zitto.

F come Fango – in settimana eravamo stati facili profeti. Martedì sera l’Under 21, mercoledì impegno nella manifestazione tricolore con la Sicula Leonzio e domenica la gara con la Casertana. Il terreno di gioco del “Massimino”, complice la copiosa pioggia, non poteva non risentirne. L’errore di fondo è stato richiedere lo spostamento della partita di Coppa dal 6 al 20 novembre. Il calendario del “Cibali”, di fatto, già era pieno. Il risultato è stato una “battaglia nel fango”.

G come Ginestra – Lucarelli prova a sorprenderlo schierando due mezze punte alle spalle dell’unico attaccante Curiale. La sua Casertana, invece, prende bene le contro misure e concede pochissimo alla formazione catanese soprattutto nel primo tempo creando una “diga” al limite dell’area di rigore con cinque difensori e tre centrocampisti che, cortissimi, chiudono tutti gli spazi. La squadra rossoblù molla “qualcosa” nella ripresa, ma il pari è assolutamente meritato.

H come Hai visto proprio male – la giacchetta nera Moriconi di Roma 2 sorvola su due falli in area catanese meritevoli di una massima punizione. Il primo (netto) su Zito ad opera di Biondi ed il secondo (evidente) nella ripresa di Pinto su Starita. Ginestra, alla fine, s’incazza pure un bel po’ lamentando il fatto che “in sedici giornate abbiamo avuto solo un rigore”. Arbitro, hai visto proprio male.

I come Infortunati – la lettera “I” continua ad essere riservata a questo triste capitolo che sta caratterizzando la storia rossoblù già dalla scorsa stagione. Per la gara col Catania “out” i giovani Lezzi e Cavallini, ma pure gli esperti Rainone e Castaldo. Presentarsi in Sicilia senza questi ultimi due “pezzi da novanta” rappresentava un rischio notevole. Anche per questo motivo il pareggio è da considerarsi positivo.

L come Lucarelli – l’ex bomber de “Tenetevi il miliardo” prova, nelle vesti di allenatore, a rivitalizzare una squadra che sembra avere la testa da un’altra parte. Qualche esclusione eccellente (Lodi) in uno modulo che, almeno nel primo tempo, non ha né capo nè coda. Raddrizza qualcosa, risultato compreso, nella ripresa, ma il Catania si rivela poca “cosa” nel contesto di un campionato difficilissimo. Epurazione in vista.

M come Minutaggio under – come domenica scorsa con l’Avellino una botta al “cerchio” (sotto forma di risultato) ed uno alla “botte” (relativamente all’impiego dei giovani). L’obiettivo minimo di 270′ di gioco di minutaggio-under è raggiunto.

N come Non va bene – vedendo e rivedendo l’azione del gol catanese si nota l’anticipato (ed errato) spostamento sulla destra di Crispino che lascia scorrere il traversone di Mazzarani. In questa prima parte della stagione il portierone casertano sta alternando cose pregevoli ad errori importanti. Non va bene. Ma il campionato è lungo ed avrà occasione di riscattarsi.

O come Origlia – riproposto da Ginestra nell’undici di partenza, il ragazzo classe 1999 fa vedere ottime cose nella prima frazione di gioco dove prova a farsi vedere in mezzo ad una difesa “tosta” come quella catanese (Esposito, Biagianti e Silvestri). Nella ripresa, un po’ per stanchezza, un po’ per scelta tecnica, viene sostituito. Ma non aveva demeritato.

P come Palle inattive – su un terreno di gioco simile i gol non potevano che arrivare su calci piazzati. Caldore sblocca l’incontro su una punizione dalla sinistra di Zito conquistata dallo stesso mancino rossoblù; Curiale fa lo stesso su traversone di Mazzarani susseguente ad azione fallosa di Adamo. Copioni già letti.

Q come Qualificazione – neanche il tempo di riprendersi dalla fatica della trasferta e la Casertana già deve iniziare a pensare all’impegno di Coppa Italia in programma mercoledì prossimo a Catanzaro. In palio una prestigiosa qualificazione ai quarti di finale della manifestazione tricolore. I giallorossi hanno riposato, la Casertana ha speso importanti energie a Catania. Compito proibitivo o quasi: si accettano miracoli.

R come Risultato – il risultato di ieri conferma la Casertana all’ottavo posto della classifica. Catania e Catanzaro debbono ancora recuperare una partita (contro Paganese e Vibonese), ma la graduatoria a questo punto della stagione non può che essere soddisfacente per la squadra rossoblù. E c’è pure da “mangiarsi le mani” per un paio di vittorie sfumate di un soffio contro Picerno e Viterbese.

S come Steward – la società etnea ha fatto una pessima figura davanti ai suoi 5.600 abbonati ed all’intera Lega Pro. Dopo che il Prefetto già nel pomeriggio di venerdì ha reso noto la disputa dell’incontro con la Casertana a porte chiuse, solo nella giornata di sabato il club rossazzurro comunica tale circostanza lamentando il “diniego consigliato ricevuto da tanti steward catanesi contattati”. Tifosi sì, crumiri no.

T come Tabù Trasferta – il quotidiano “Il Mattino” stamattina titola “La Casertana non punge e si accontenta del pari”. L’ha vista giusta? Fatto sta che, numeri alla mano il “tabù trasferta”, comunque, continua. In nove gare esterne cinque pareggi e quattro sconfitte. La formazione rossoblù arrivava da due stop consecutivi lontano dal “Pinto” (Teramo e Reggina): tornare a far punti proprio a Catania non era assolutamente facile.

U come Undici ore – di pullman che diventano il doppio considerando anche il ritorno. Quelle affrontate dal gruppo rossoblù per arrivare nella tarda serata di sabato a Catania e rientrare in sede nella notte tra domenica e lunedì. Il tutto in condizioni meteo pessime. Il pareggio è buono anche per questo motivo.

V come Ventidue punti – quelli che ha attualmente in classifica la Casertana. La scorsa stagione, dopo la disputa di sedici incontri di campionato, il “bottino” in campionato era lo stesso. Ma con una squadra che, almeno sulla carta, era molto più competitiva di quella attuale.

Z come Zito – riproposto come esterno per poi essere spostato nella ripresa a ridosso dell’attacco. Prestazione di sostanza e di sacrificio: su di lui ci sarebbe (anzi c’è) un rigore grosso come una casa. Ultimi dieci minuti in “apnea” ma aveva davvero speso tutto.

Iannitti & Fiorentino