Catania-Casertana: ecco il vero motivo per il quale si gioca a porte chiuse

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I tifosi casertani presenti la scorsa stagione al “Massimino” in occasione di Catania-Casertana (Foto Giuseppe Scialla)

Società etnea in ritardo col pagamento degli steward: i tifosi rossoblù restano a casa e con loro 5.600 abbonati beffati

Senza tifosi da una parte e dall’altra. Quello che fino alla giornata di ieri sembrava un provvedimento estremo e difficilmente percorribile si è rivelato nelle ultime ore una clamorosa realtà. Catania-Casertana si giocherà a porte chiuse.

La decisione arriva direttamente dalla Prefettura di Catania, ma le “colpe” appaiono tutte attribuibili alla società etnea. ““Vista la nota della Questura del 10 novembre 2019 che ha evidenziato le difficoltà della Società Calcio Catania a predisporre un servizio di stewarding conforme alla vigente normativa in materia” e “vista la nota della Questura dell’11 novembre 2019 con cui è stato evidenziato che tra le grande ultras delle contrapposte tifoserie del Catania e della Casertana persiste un’acerrima e storica rivalità, sfociata anche di recente in azioni violente”.

La rivalità (comunque esistente) tra le due tifoserie appare un “escamotage” per evitare guai peggiori. Le problematiche sono sorte qualche settimana fa quando si rotto il rapporto di collaborazione tra il club etneo e la World Service, società che si occupa da quindici anni del servizio di stewarding al “Massimino”. Ritardi nei pagamenti ed un credito vantato, a quanto pare, di circa 100mila euro.

Il Catania si è messo immediatamente alla ricerca di altri steward ma, evidentemente, senza grosso successo. Disponibili solo la metà di quelli che effettivamente sono necessari (oltre cento). Indisponibile anche una società che svolge la stessa attività su Palermo tenendo conto che domenica c’è il derby con l’Acr Messina. Già nel corso della gara di mercoledì scorso in Coppa Italia con la Sicula Leonzio parecchi settori dello stadio chiusi: nel conto sicuramente la scarsa affluenza di spettatori (poco meno di mille), ma anche il numero esiguo di steward che non potevano certo presidiare tutto l’impianto. Il problema è esploso in tutta la sua criticità nella giornata di oggi. Si era prima parlato di chiusura solo del “settore ospiti”. Poi si è giunti alla soluzione estrema di gara a porte chiuse.

Una beffa per tutti a cominciare dagli oltre 5.600 abbonati della società etnea. Ma pure per i sostenitori rossoblù che in buon numero erano pronti a percorrere mezzo Stivale ed oltre per raggiungere il capoluogo siciliano. La rivalità calcistica non c’entra nulla. E’ solo un problema di soldi.

Redazione