La partita della Casertana dalla… A alla Z!

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Una fase della battaglia del “Pinto” di ieri pomeriggio tra Casertana ed Avellino (Foto Giuseppe Scialla)

Tutto (o quasi tutto) quello che si è visto al “Pinto” nell’incontro Casertana-Avellino

A come Alfageme – tra i tifosi rossoblù era l’ex più atteso. Entra in campo nella seconda frazione di gioco con la voglia di “spaccare” il mondo: si dimena, ci prova, cerca di incitare i compagni al massimo impegno. Tranne un colpo di testa all’81’ in anticipo su Crispino si vede, comunque, poco.

B come Botteghino – il derby Casertana-Avellino richiama al “Pinto” un buon numero di spettatori. Tra abbonati (1040) e paganti si arriva a “2811 tutti inclusi”. Non saranno magari quelli che si vedono su altri campi del raggruppamento, ma chi è venuto (divertendosi) ieri pomeriggio probabilmente tornerà pure alla prossima gara interna portando anche un amico. Passaparola.

C come Clemente – lo conoscevamo come difensore od, al massimo, esterno a destra di centrocampo. Ginestra lo propone come mezzala ed il ragazzo di Altamura risponde bene al compito affidatogli dal tecnico giocando in pressione sull’avversario e come appoggio ai compagni di squadra. Esce per una botta sul finire dell’incontro. Però bravo.

D come D’Angelo – “amarcord” per il centrocampista rossoblù. Affronta per la prima volta come avversario una squadra con cui ha vissuto nove stagioni da protagonista con una scalata dalla serie D fino alla categoria cadetta. Mette pure a segno la rete della sicurezza non esultando sotto la sua “ex” curva. Rispetto.

E come Eziolino – la storia “racconta” che al tecnico biancoverde non gliene va bene una a Caserta. Sia nelle precedenti esperienze sulla panchina dei falchetti che quando è arrivato al “Pinto” nelle vesti di avversari (vedi Sambenedettese e Rieti). La tradizione è stata rispettata.

F come Fortuna – un pizzico, ma anche qualcosa in più non guasta. Ma guai ad attribuire tutto alla “Dea bendata”. Un minuto prima del vantaggio di Starita è proprio la compagine irpina a sfiorare la rete con Charpentier (palo) e Di Paolantonio (conclusione deviata che termina di un soffio sul fondo). Sarebbe sicuramente cambiato il “verso” dell’incontro. Ma la fortuna aiuta gli audaci…

G come Ginestra – nella conferenza-stampa di presentazione dell’incontro, il tecnico sembrava manifestare non poche difficoltà nell’allestimento della squadra da opporre alla compagine irpina. Tira fuori dal “cilindro” un paio di mosse (inattese, Clemente trequartista e Origlia da subito in campo) che sorprendono tutti, Capuano compreso. “Chapeau”.

H come “Ha avuto la cazzimma” – già detto di Capuano nelle vesti di protagonista (mancato) sulla panchina della Casertana e come avversario, non passano in sott’ordine le dichiarazioni dell’allenatore avellinese a fine gara. “La Casertana ha avuto la cazzimma” spiega il tecnico scaricando, poi, le cause della disfatta direttamente sulla sua squadra. Mai banale.

I come Illanes Minucci – di nome Julian, difensore argentino classe 1997 in forza all’Avellino. La difesa irpina, priva di capitan Morero relegato in panchina per problemi muscolari, “balla” paurosamente ad ogni attacco casertano. E soprattutto dalla sua parte che arrivano i maggiori problemi con Celjak che non lo assiste in fase difensiva. Rivedibile.

L come Longo – parte come esterno e, dopo l’infortunio di Rainone, viene spostato nel pacchetto dei tre centrali di retroguardia. Cancella l’opaca prestazione di Reggio Calabria e non demerita nella gara con l’Avellino.

M come Millenovecentoquaranta – il primissimo precedente a Caserta tra le due formazioni era datato 17 novembre 1940 e si concluse per 4-0 in favore della squadra rossoblù. Giusto settantanove anni dopo altro successo della Casertana. La storia insegna sempre qualcosa.

N come Nuovo impianto – il presidente D’Agostino rimanda di qualche giorno la data di ufficializzazione del nuovo “Pinto”. “Per Caserta e provincia avere uno stadio come quello che abbiamo progettato sarà sicuramente una bella cosa”. E quello che vogliamo tutti.

O come Origlia – fino alla gara di ieri solo qualche “spicciolo” di presenza tra campionato e Coppa Italia. Il tecnico lo schiera per la prima volta come titolare ed il trequartista classe 1999 “vola” su un campo infido come quello del “Comunale”. Due assist per Starita (con l’assistenza del palo) e D’Angelo (traversone al millimetro”). Eccezionale.

P come Pioggia – che ha “flagellato” Caserta nell’ultimo fine settimana. Dopo il nubifragio nella notte tra sabato e domenica era atteso un terreno di gioco del “Pinto” al limite della praticabilità. Ed invece il manto erboso ha retto nel migliore dei modi sia pure presentando già dai primissimi minuti i segni evidenti dei “tacchetti” dei protagonisti in campo. Segnale positivo.

Q come Quarantotto – come gli anni in cui la formazione rossoblù non coglieva una vittoria al “Pinto” contro l’Avellino. L’ultima volta nell’ottobre 1971. Sfatato un altro lungo “tabù”.

R come Rainone – costretto ad uscire dal campo poco prima della mezz’ora per un problema muscolare. Volente o nolente il capitano è un punto fermo della Casertana e rischiare di perderlo nuovamente per qualche giornata è la nota negativa della vittoria sull’Avellino.

S come Starita – ha corso dal primo all’ultimo minuto e probabilmente ha continuato a farlo anche negli spogliatoi dopo il triplice fischio finale. Una rete messa a segno ed altre due conclusioni che avrebbero meritato miglior sorte. Moto perpetuo.

T come Tifoserie – amicizia e rispetto che durano da tantissimi anni tra sostenitori rossoblù e quelli biancoverdi. Unite nel dolore riescono comunque a dare il loro “calore” alle squadre in campo. Stati d’animo contrapposti a fine gara. Ma anche un coro unico per suggellare la loro fratellanza.

U come Umbeeee’ – freddo e tanta, tantissima acqua. Anche nella gelida tribuna-stampa, tra giornalisti casertani ed avellinesi, bisogna trovare il “modo” di scaldarsi. All’occorrenza basta un “grido” che accompagna da una vita le gare interne della formazione rossoblù. “Umbeeee”… ed il Borghetti è servito. 

V come Vittoria – che mancava da poco meno di un mese (ultimo successo il 23 ottobre contro il Monopoli). Tre punti in più che riportano la Casertana nella parte sinistra della graduatoria. La classifica dice oggi ottavo posto per i falchetti, ma ora c’è da concludere nel migliore dei modi la prima parte della stagione.

Z come Zito – in panchina più come supporto ai compagni di squadra che come vera alternativa da mettere in campo. Inizia pure a riscaldarsi nel secondo tempo entrando in “contatto” con l’irpino Karic con i due che sembrano “promettersele” una volta in campo. Eventualità scongiurata.

Iannitti & Fiorentino