Casertana, del 1971 l’ultimo successo al “Pinto” con l’Avellino

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Casertana-Avellino del 10 ottobre 1971. Uscita a vuoto di Pistolesi: salta l’attaccante rossoblù Ulivieri in area irpina ma senza centrare la porta avversaria

Del capitano Gatti, ad un minuto dallo scadere, la rete della vittoria rossoblù

L’era dei grandi derby con trasferimenti di masse enormi, con folklore, baruffe e… feriti è decisamente tramontata. Ora si tratta di un calcio, diremmo così, più commerciale e più ragionato. La gente prima di trasferirsi comincia a fare certi conti, e se i medesimi non tornano si opta per la domenica in famiglia. Non ha fatto eccezione questo ennesimo scontro tra Casertana ed Avellino. Si direbbe che tutti quanti non hanno voluto affrontare la piccola trasferta dall’Irpinia alla Terra di Lavoro abbiano avuto, alla resa dei conti, ragione. L’Avellino ha perduto e viene così a cadere il motivo primo per cui si segue la squadra in trasferta e l’incontro non ha certo mandato bagliori tali da indurre gli assenti a rammaricarsi. In definitiva gli assenti non hanno perduto niente.

Dicevamo che ha vinto la Casertana, quasi allo scadere del tempo, grazie ad una prodezza personale di capitan Gatti. Nulla da eccepire, giacchè l’89’ minuto fa parte del tempo regolamentare. Avrebbe potuto vincere l’Avellino? Con l’abituale franchezza diremmo: no! Non l’avrebbe meritato, d’altronde, mentre maggiori e più numerosi certamente sono stati i meriti della squadra rossoblù. Si dirà che la stessa ha premuto a getto continuo in area avellinese senza tuttavia riuscire a cavare il classico ragno dal buco, pur mancando una netta supremazia di azioni, ed è anche vero. Si dirà, allora, che la squadra di Rambone ha vinto in extremis con il colpo di fortuna. Lo si potrebbe anche ammettere, considerato che la segnatura di Gatti è arrivata quando già ci si accingeva a lasciare lo stadio. E con questo? Un pizzico di fortuna non guasta a questa Casertana avendo segnato finora quattro gol e messo al sicuro nove punti. Cosa dire dell’Avellino? Lo vedevamo quest’anno per la prima volta e senza i due aventiniani. La squadra che abbiamo visto oggi al Pinto ci ha impressionato per la tenuta, per il gioco messo in atto, per la gran volontà di arrivare, ma dopo aver osservato e lodato la squadretta di Collesi siamo rimasti a chiederci: “ma chi segna”? Già perchè in prima linea si sono visti soltanto i due ragazzi occupanti i ruoli di estrema, Faltoni e Palazzese, ambedue forniti di un discreto bagaglio tecnico e tale da indurre, più di una volta, i difensori casertani ad invertire le marcature per evitare sorprese spiacevoli. Sovente si sono visti, a turno, i due impegnare il dispositivo arretrato rossoblù, ma sistematicamente sempre ci si è domandato chi dovesse raccogliere e sfruttare i suggerimenti dei medesimi. Dunque un Avellino anche piacevole a vedersi, affatto negatore nel gioco di proposito, ma una squadra che ha bisogno di un paio di uomini che sappiano l’arte di segnare, ma un bisogno impellente. Questo l’avversario odierno della Casertana, guardingo ma non catenacciaro come fine a se stesso.

E la squadra di Rambone ha suonato la carica subito di primo acchito, ben conscia che una partenza lanciata, con relativo corollario di qualche gol, avrebbe potuto risolvere il rebus della partita in breve tempo. E in effetti questa Casertana ha avuto una mezz’ora di gioco non diremmo paradisiaco, perchè rischieremmo di vederci crescere il naso come Pinocchio, ma gioco decente, fatto di pochi passaggi con la palla che viaggia veloce. Due calci d’angolo, in apertura, hanno subito chiarito su quali binari si sarebbe incalanata la partita, giacchè essi erano stati provocati in area irpina. Un Ulivieri che sembra elettrizzato, che si muove, che si smarca e che gira lesto in porta obbligando Pistolesi a svegliarsi subito. Ecco Corbellini che dribbla il meno possibile e che serve Mazzeo: tiro violento a volo e portiere che si salva in angolo. Sul tiro dalla bandierina, poi, di nuovo in corner. Ma anche Porrino, mentre il gioco si è capovolto, deve intervenire su Fiorillo e poi uscire di pugno sull’accorrente Faltoni. A seguire tira Corbellini, tira Ulivieri, una combinazione Palazzese-Parola con tiro finale trova pronto, come sempre, Porrino. Brivido per Pistolesi che trattiene la palla oltre il tempo consentito e l’arbitro gli assegna contro un calcio piazzato. Si mette in luce il biondino Zoff (lo raccomandiamo!!!) e si busca una punizione dal limite. Un cross di Tanello, lucido ma troppo lento nel decidersi: Pistolesi manca la presa e Cattaneo provvidenzialmente salva sopra la traversa. Tira Labrocca ed ancora Pistolesi in angolo. Porrino costretto ad anticipare Palazzese ed ancora una volta il valido portiere rossoblù che previene il pericolo portato dal terzino Cattaneo lanciato in avanscoperta. Gioco, quindi, vario per oltre trenta minuti del primo tempo. Con molta buona volontà si sarebbe potuto pensare che avesse a durare anche per il prosieguo del tempo regolamentare. Ci sarebbe stato da assistere ad una gara discreta, invece il gioco si è spento con la scarsa predisposizione dei padroni di casa e l’accentuata copertura degli ospiti irpini che, col passare del tempo, hanno cominciato a credere fermamente nella possibilità di portare un punto a casa. Che succede quando il gioco scade di tono? Succede che ciascun giocatore comincia a portare la palla più del lecito e del consentito, succede che si abbonda in passaggetti laterali, succede che si mette l’avversario in condizione di predisporre tutte le pedine in chiave difensiva, senza nemmeno dargli l’impressione di ostacolarlo. In definitiva l’una squadra ha aiutato l’altra a far male. Per l’Avellino sono, prestissimo, rimaste sole in avanscoperta le due ali di cui si è parlato. Figuriamoci quali possibilità di passare potessero avere i medesimi che si imbattevano come minimo in quattro difensori. Si dirà che erano troppi, ma questo è uno dei motivi per cui la Casertana ha dovuto stentare per vincere, pur marcando una supremazia netta, indiscussa.

L’uscita di Di Maio per infortunio ad inizio ripresa ha tolto certamente alla squadra l’uomo di maggior ordine, anche se ha dato un pizzico di dinamismo in più. E la supremazia delle maglie rossoblù si è fatta di minuto in minuto più incalzante. Da rilevare un palo di Mazzeo a portiere battuto, il tenace Zoff che salva a terra una situazione scabrosa con le mani, Ulivieri strattonato e punizione con barriera e la bomba di Corbellini che non riesce a superare la medesima. L’Avellino mette in mostra difensori capaci e, in ogni caso, da elogiare, ma non fa altro e lascia abbandonati a se stessi Faltoni e Palazzese. Un paio di volte si grida al rigore: una prima quando Ulivieri viene ostacolato da due avversari in area, ed una seconda allorchè la sfera tocca il braccio di Cattaneo. L’arbitro, in ambedue i casi, dice di no. Troppi i dinieghi in verità. Il gioco ristagna, i corner crescono al passivo per gli ospiti. Poi, quando manca un minuto al trillo di Lupi di Genova, Gatti avanza, serve Mazzeo che restituisce alla svelta (per fortuna) la sfera: bomba da venti metri e palla che sfugge alla presa del pur bravo Pistolesi. Sono due punti.

Stagione 1971-1972 – Serie C – girone C – 5a giornata – 10.10.1971

CASERTANA – AVELLINO 1-0

Casertana: Porrino, Carannante, Labrocca, Giacomin, Gatti, Mazzeo, Migliorati, Tanello, Ulivieri, Corbellini, Di Maio (Matteoni 47’). A disp. Zanier. All. Rambone

Avellino: Pistolesi, Cattaneo, Genovesi, Zoff, Albicocco, Monaldi, Faltoni, Parola, Zucchini, Fiorillo, Palazzese. A disp. De Amicis, Sentimenti. All. Collesi

Arbitro: Lupi di Genova

Rete: Gatti (C) 89’

Note: giornata calda, terreno erboso in buone condizioni. Carannante, Labrocca e Giacomin si sono sovente, nel corso della gara, scambiati i rispettivi avversari avellinesi. Il casertano Di Maio è stato sostituito avendo riportato una distorsione ad una caviglia. Per il resto incidenti di scarso rilievo senza danni ai singoli. Calci d’angolo: undici a uno per la Casertana

(Alberto Valerio – Il Mattino – edizione dell’11 ottobre 1971)