Avellino, la seconda difficile estate degli irpini

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Il club biancoverde è in vendita, ma ogni tipo di offerta dovrà essere valutata dal Tribunale che ha sotto sequestro conservativo le quote di proprietà della Sidigas

E’ stata una estate difficile (la seconda consecutiva dopo l’esclusione dal campionato di serie B del 20 luglio 2018 acclarata anche dal Tar del Lazio il successivo 7 agosto) per l’Avellino, avversario nel pomeriggio di domenica al “Pinto” della Casertana, e per i suoi sostenitori. Dopo la ripartenza dall’Interregionale, la rimonta in campionato ai danni del Lanusei nel campionato di serie D ed il successo contro i sardi nello spareggio-promozione e finanche la conquista dello scudetto dilettanti nella finale col Lecco dello scorso 2 giugno il calcio irpino (e non solo il calcio) ha rischiato un nuovo “crac”.

Il sequestro conservativo per quasi cento milioni di euro da parte della Procura della Repubblica di Avellino nei confronti della Sidigas (società proprietaria del club irpino) ha creato una situazione di “impasse” per il sodalizio biancoverde sia pure dopo il perfezionamento dell’iscrizione al campionato di Lega Pro. Mercato estivo, di fatto, bloccato e possibilità di compiere solo gli atti di ordinaria amministrazione. Per tutto il resto necessaria l’autorizzazione del Giudice che sta curando il procedimento nei confronti della stessa Sidigas.

Fatto sta che l’Avellino Calcio oggi (anzi, da qualche mese) è in vendita. Tante chiacchiere ma ridotte al minimo le proposte concrete. Negli ultimi giorni si è fatta avanti con insistenza una cordata che comprende, tra gli altri, Nicola Circelli (ex massimo dirigente del Campobasso, presente nella serata di lunedì al match col Potenza) e Nicola Di Matteo (imprenditore originario del casertano che la scorsa estate ha provato a prendere il Foggia). E con l’ex consulente della Casertana Nello Martone come uomo di fiducia del gruppo. La proposta, stando a quanto indicato da organi di informazione irpini, si attesterebbe attorno ad 1,3 milioni di euro. Trattandosi di un atto di “straordinaria amministrazione” necessaria, comunque, l’autorizzazione da parte dello stesso Tribunale di Avellino.

Questo sotto l’aspetto societario. Sotto quello puramente tecnico sia il direttore Di Somma che l’allenatore Capuano stanno cercando di tenere lontana la squadra da queste problematiche, anche se le tre sconfitte consecutive rimediate in campionato contro Reggina, Catanzaro e Catania sembrano aver “minato” la tranquillità di un gruppo che in due gare (pareggio interno col Bari e successo a Terni) pareva essere stato “rivitalizzato” dall’allenatore originario di Pescopagano. 

Redazione