La partita della Casertana dalla… A alla Z!

CIRIELLO
Vincenzo Ciriello: positiva la prova del giovane difensore rossoblù classe 2002 nella gara con la Reggina (Foto Giuseppe Scialla)

Tutto (o quasi tutto) quello che si è visto al “Granillo” in Reggina-Casertana

A come Alibi – la Casertana parte per Reggio Calabria con una formazione ampiamente rimaneggiata e, di fatto, con un “alibi” già pronto in caso di risultato negativo. Sconfitta inevitabile sul campo della prima della classe.

B come Bresciani – di nome Nicolas, classe 1997, esterno sinistro della Reggina arrivato in prestito dal Livorno. Il più “pungente” dei suoi nel corso del primo tempo. Affonda con regolarità sulla corsia di competenza e Longo perde rapidamente le sue tracce.

C come Ciriello – seconda gara da titolare in campionato dopo quella all’esordio col Potenza. Nel complesso il ragazzo classe 2002 non sfigura davanti agli attacchi della formazione reggina. Bravino.

D come Difesa amaranto – la speranza dei tifosi casertani di un “qualcosa” di positivo era riposta nel… pacchetto di retroguardia della Reggina, ed in particolar modo nell’ex Blondett. Una espulsione, un rigore procurato… insomma cose già “viste” e “riviste” nella passata stagione nel corso della sua esperienza con la Casertana. Niente di tutto questo.

E come Elogi – quando si perde in trasferta gli “elogi” non mancano mai da parte della stampa locale. I giornalisti presenti avranno pure apprezzato i quaranta minuti buoni della Casertana, ma alla fine erano molto più contenti per il successo della Reggina. Ovvio.

F come Fotocopia – come le due reti della Reggina. Traversone laterale (da destra e sinistra) deviato da un difensore rossoblù e palla giusto al limite dell’area per le conclusioni prima di Corazza e poi di Reginaldo. Chiamasi seconde palle.

G come Giovani e Gregari – qualcuno fa bene a “sprazzi”, altri sono ancora in attesa di esprimere le loro qualità ed altri ancora sono nell’anonimato. In linea di massima un percorso di crescita che è al “rallentatore” anche a detta della società. Il bicchiere è mezzo pieno… o mezzo vuoto?

H come “Hai visto bene, però…” – trentunesimo minuto. Corazza prova una “percussione” personale poco dentro l’area di rigore e cade platealmente a terra senza alcun contatto. L’arbitro Feliciani di Teramo lascia proseguire e sulla combinazione Bianchi-Sounas-Reginaldo va a segno. Gol annullato per posizione di fuorigioco. Che non fosse rigore è pacifico; che la rete fosse in “off-side” (la posizione irregolare è quella di Sounas) pure. Fatto sta che la difesa della Casertana si ferma in attesa di un fischio da parte del direttore di gara che non arriva. E c’era anche l’ammonizione nei confronti dell’attaccante amaranto.

I come Infortuni a catena – la Casertana si presenta al “Granillo” senza Caldore e Silva (più di mezza difesa), Zito e Castaldo. Sono assenze pesantissime in un organico già ridotto “all’osso” in termini di esperienza. Continua il “trend” negativo in termini di infortuni della scorsa stagione.

L come Laaribi – carattere focoso da buon calabrese che sente “sua” la partita provando a mettere il massimo impegno possibile in un centrocampo che, comunque, lo sovrasta fisicamente. Pericoloso su una punizione dove si rivela bravissimo il portiere Guarna. Quinta ammonizione della stagione: salterà il derby con l’Avellino.

M come Minutaggio under – la Casertana prova a “consolarsi” della sconfitta di Reggio Calabria almeno in termini di “minutaggio under”. Il “Granillo” è servito per mettere “tempo” nella speciale classifica alla quattordicesima giornata (dopo la sua disputa “scatta” la quota per la ripartizione delle risorse da parte della Lega Pro) tenuto conto dei tanti giovani schierati sin dal primo minuto ed a gara in corsa. Totale 386′ di gioco.

N come Novemilaottocentoeotto – come gli spettatori presenti al “Granillo”. Un pubblico assolutamente sprecato per il campionato di Lega Pro. Peccato solo per qualche coro inopportuno proveniente dalla Curva amaranto che poteva essere risparmiato: gli zingari cercateli altrove.

O come Ostacoli – “superata” Reggio Calabria, ci sono altre due impegni in trasferta (Catania e Ternana) e tre al “Pinto” (Avellino, Paganese e Bari) prima della fine del girone di andata. E’ arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e muovere la classifica, costi quel che costi.

P come Punti in trasferta – appena quattro i punti conquistati ottenuti dalla Casertana nelle otto partite disputate lontano dal “Pinto”. Nella particolare classifica delle gare in trasferta solo Catania (tre punti in sei incontri), Rende (tre punti in sette gare) e Sicula Leonzio (due punti in sette partite) hanno fatto peggio.

Q come Quaranta – come i minuti in cui la Casertana ha resistito, con ordine, agli attacchi della Reggina. Poi proprio al 40′ il vantaggio dei padroni di casa: e la partita, già a quel punto, è diventata impossibile da recuperare.

R come Rainone – al rientro dopo un infortunio che lo ha tenuto fuori per quattro gare compresa la Coppa Italia. Il capitano esce con “l’onore delle armi” anche se rischia l’espulsione dopo le veementi proteste successive ad un giusto cartellino giallo.

S come Starita – il tecnico Ginestra svela a fine partita il “retroscena”. L’attaccante ha rischiato pure lui di saltare la partita con la Reggina per un attacco febbrile. Nonostante tutto è sceso in campo provando a dare, senza grosso costrutto, il suo aiuto ad un reparto d’attacco comunque evanescente.

T come Tifosi rossoblù – quarantotto i sostenitori di fede casertana che si sono messi in viaggio nella giornata di domenica per la punta estrema della penisola. Anche stavolta hanno vinto loro, soltanto loro.

U come Undicesimo posto in classifica – in “condominio” con la Virtus Francavilla. La sconfitta di Reggio Calabria porta i falchetti virtualmente fuori, per la prima volta in questa stagione, dalla zona “play-off”. Magari conta poco per una squadra che ha come obiettivo dichiarato quello della salvezza. Ma la parte sinistra della graduatoria faceva stare più tranquilli tutti.

V come Vittima sacrificale – Reggina prima in classifica, con un organico praticamente al completo e che sul terreno di gioco amico non aveva lasciato neanche un punto alle avversarie. Ridotta ai “minimi termini” la Casertana affronta la trasferta calabrese nel ruolo di “vittima sacrificale”. E viene sacrificata.

Z come Zivkov – ha deluso e non è la prima volta. Si sperava in uno stimolo in più per il fatto di essere ex nell’incontro, ma alla fine il suo contributo alla causa è stato inconsistente.

Iannitti & Fiorentino