La partita della Casertana dalla… A alla Z!

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Mischia “selvaggia” in Casertana-Viterbese (Foto Giuseppe Scialla)

Tutto (o quasi tutto) quello che si è visto in campo al “Pinto” contro la Viterbese

A come Atanasov – difensore bulgaro di nome Zhivko, classe 1991. A Caserta il capitano della Viterbese ha confermato di essere uno dei migliori “centrali” della categoria riducendo ai minimi termini un Castaldo sia pure non al meglio della condizione. La scorsa estate era stato accostato pure alla Casertana: sarebbe stato un gran colpo.

B come Bisceglie – neanche il tempo di riprendersi dalla partita con la Viterbese e la Casertana è già proiettata al confronto di Coppa Italia col Bisceglie di mercoledì prossimo. La manifestazione tricolore sarà pure un “obiettivo secondario” rispetto al campionato, ma c’è la voglia e la possibilità di andare avanti.

C come Caldore – quello che ci è piaciuto di più in mezzo al campo nel pomeriggio di ieri. Messe da parte le indecisioni di inizio stagione (vedi Rieti e Vibonese), il mancino sta crescendo di condizione e trova anche tempo e modo di aiutare l’azione della Casertana in fase di impostazione. Sorpresa in positivo.

D come D’Angelo – la sua presenza in campo è fondamentale per questa Casertana. Il centrocampista riesce a dare equilibrio non solo al reparto di mediana, ma opera anche in proiezione difensiva, senza dimenticare le sue pungenti proiezioni in attacco. Nove presenze in campionato ed anche tre reti all’attivo. Imprescindibile.

E come Esperienza e come Errori – la linea giovane piace e conforta in proiezione futura: ma c’è sempre il rovescio della medaglia. Errori individuali che fanno rima con poca esperienza ed in ogni partita si paga un conto “salato”. Volente o nolente sono due punti persi.

F come Floro Flores – tre lampi da fermo o quasi: una punizione alta, un bel dribbling con conclusione in mezzo a tre avversari e la “zampata” vincente (tutt’altro che semplice) del 2-1. Dal suo ritorno in campo non si poteva attendere certo di più. Calciatore dato per “finito” già da qualche mese e che, invece, ha dimostrato di poter dare ancora molto alla Casertana. Ora serve rimetterlo nella giusta condizione fisica.

G come Ginestra – i tre cambi operati nel secondo tempo (Laaribi, Clemente e Floro Flores) gli consentono di raddrizzare una partita che sembrava saldamente nelle mani della Viterbese. Poi arriva la rete allo scadere che nega alla sua Casertana una vittoria che sembrava ampiamente meritata.

H come Harakiri – subire un pareggio all’ultimo minuto o quasi (93’50”) brucia e fa male. Resta il rammarico di aver consentito alla Viterbese, nella stessa azione, ben due volte il cross dalla linea di fondo. Ginestra prova a consolarsi dicendo “magari arriveranno tempi in cui pareggeremo noi allo scadere”. Mannaggia.

I come Infortuni – ha cominciato Floro Flores a settembre (“distrazione parziale del muscolo adduttore sinistro”), continuato D’Angelo (“distrazione muscolare di primo grado al muscolo soleo della gamba destra”) e proseguito Silva (“distrazione muscolare di primo grado al gemello mediale sinistro”). Troppe… distrazioni!

L come Laaribi – il suo ingresso conferisce “vivacità” alla formazione rossoblù che cambia volto nella seconda frazione di gioco. Peccato per la quarta ammonizione stagionale che lo porta in “diffida”. In questa Casertana servono tutti.

M come Manto erboso del “Pinto” – la “risemina” di qualche settimana fa pare aver avuto i giusti effetti. Il terreno di gioco del “Comunale” di viale Medaglie d’Oro ha retto all’acquazzone che ha colpito Caserta nelle ore antecedenti all’incontro con la Viterbese. Cura al manto erboso, inoltre, anche tra il primo e secondo tempo della gara. E’ quasi un “peccato” tornarci a giocare già mercoledì prossimo in Coppa.

N come “Non te lo”  – il “siparietto” alla fine del primo tempo. L’arbitro Zucchetti si avvia verso gli spogliatoi ma si attarda sulle proteste di Castaldo e Zito. Intanto cerca il pallone da portare negli spogliatoi che è nelle mani del responsabile dei raccattapalle rossoblù. “Non te lo do” sembra dire Massimo Valerio, e l’arbitro Zucchetti ci mette del suo per riavere il… maltolto.

O come Otto ammonizioni – quelle rimediate da Zito in dodici apparizioni in campionato: stavolta è per un “gomito largo” in elevazione su Atanasov. Matera (Cavese) resta a secco di “gialli” nella trasferta di Lentini. Ora l’esterno rossoblù guida in solitaria la classifica delle ammonizioni nel girone meridionale di Lega Pro. Primato.

P come Palloni che spariscono – abitudine non certo solo “casertana”. Una volta in vantaggio i palloni, ad un certo punto, spariscono e per riprendere il gioco si perde un “sacco” di tempo. L’arbitro ne tiene conto e concede cinque minuti di recupero. E poi…

Q come Quarantacinque minuti – i primi, quelli regalati alla Viterbese. Torna la Casertana “bella a metà” che ci mette un tempo per venire a capo di una coriacea formazione ospite. Stanno diventando davvero troppe le “mezze partite” in cui la squadra rossoblù… non è pervenuta.

R come Rimpallo – da cui scaturisce la prima rete della Viterbese. Caldore resta a terra dopo uno scontro fortuito con Baschirotto e tiene in gioco Volpe dall’altra parte dell’area di rigore. Il tiro di Atanasov viene rimpallato e finisce proprio sui piedi dell’attaccante gialloblù che, tutto solo, non ha problemi a scaraventare in rete. “Ce vo’ a ciort ‘ncopp ‘a fortuna”.

S come Santoro – l’assenza di Silva consente di riproporlo nell’inedito ruolo di difensore centrale in una soluzione che sorprende un po’ tutti. Positivo in fase di prima impostazione dell’azione, ma nel complesso non sfigura (tranne un paio di incertezze) anche nel gioco difensivo. Nel girone un classe 1999 al centro della difesa ce l’aveva solo il Teramo (Piacentini, con gli abruzzesi che giocano “a quattro” dietro): ora anche la Casertana.

T come Tounkara – la “gazzella” senegalese era arrivata a Caserta con sontuose credenziali: sette gol in altrettante partite. Sul manto erboso del “Pinto” si divora un gol per tempo, salvo poi mettere lo zampino in occasione della rete del definitivo pareggio viterbese. Bello a metà.

U come Under – in campo Adamo e Santoro (90′ a testa), Lezzi (57′), Clemente (33′) e Matese (2′). In tutto 272′ di gioco e per questa partita con gli “under” siamo a posto per i parametri fissati dalla Lega.

V come Volpe – di nome Michele, classe 1997, attaccante beneventano “scuola Frosinone” in prestito dal club ciociaro. Sua la doppietta che lo porta a sette realizzazioni in campionato e rende amara la domenica della Casertana: pagelle alla mano il migliore tra quelli scesi in campo. Di negativo qualche “battibecco” col pubblico di casa dopo la sua seconda esultanza.

Z come Zucchetti di Foligno – “un arbitro deve essere autorevole, non autoritario”: è la prima “regola non scritta” che insegnano al corso arbitri. Fatto sta che il direttore di gara giustifica la sua presenza sul terreno di gioco solo grazie a nove cartellini comminati nel corso dell’incontro. In Lega Pro sta diventando un “lamento unico” contro le giacchette nere. La classe arbitrale… non va in Paradiso.

Iannitti & Fiorentino