La partita della Casertana dalla… A alla Z!

Tutto (o quasi tutto) quello che si è visto in campo al “Bonolis” contro il Teramo

A come Angelucci di Foligno – nel giro di pochi giorni siamo passati da una giacchetta nera che ammoniva tutto… lo scibile umano (Kumara di Verona, direttore di gara di Casertana-Monopoli) ad uno che ha lasciato correre molto. Uniformità arbitrale, questa sconosciuta.

B come Bombagi – di nome Francesco, trequartista del Teramo. Magari un po’ “rognoso” (come nell’occasione dello scontro con Caldore), ma sicuramente un calciatore importante nell’organico di Tedino. Sua l’apertura per Mungo in occasione della prima rete e sua pure la terza realizzazione con un sontuoso colpo di testa. Bel vedere.

C come Clemente – soffre la velocità di Mungo: se lo perde in occasione del primo vantaggio e sbaglia l’appoggio a Longo nell’azione che porta al raddoppio dei padroni di casa. Passo indietro, molto indietro.

D come Difesa – se prendi quattro reti in un solo incontro (e rischi di prenderne altrettante) difficile salvare l’intero reparto a cominciare da Crispino, ieri apparso non irreprensibile. Fatto sta che i demeriti del pacchetto di retroguardia vanno a braccetto con una mediana che copre poco, anzi pochissimo.

E come Errori individuali – “la sconfitta è frutto di errori individuali” ha commentato Ginestra a fine partita. Analisi corretta quella dell’allenatore rossoblù. Ma se ne sono visti davvero troppi.

F come Festival del gol – è il caso proprio di dirlo. Il tutto all’interno di una partita davvero piacevole e senza soluzione di continuità da parte delle due squadre che in campo hanno messo tutto il possibile. Anche la Lega Pro può offrire belle cose.

G come Gioventù – quella che mette in mostra la Casertana. Tre “under” che diventano sette nel corso della partita. Il “materiale” su cui lavorare per la stagione in corso e per quella futura c’è. Fondamentale, però, velocizzare quel percorso di crescita richiesto dal tecnico e dalla società.

H come Handicap – ripartire dopo 27′ di gioco sotto di due reti rappresenta una “mazzata” notevole difficile da recuperare. Sotto certi aspetti l’andamento è stato simile a quello dell’ultima sconfitta a Vibo Valentia, con i calabresi avanti per 2-0 dopo 38′. Ci puoi mettere tutto l’impegno, ma recuperare diventa impossibile o quasi.

I come Italia-Germania 4-3 – ogni volta che una partita finisce con questo risultato si “rispolvera” il precedente di Mexico ’70. Altri tempi, altri giocatori, altro calcio. Non si può più sentire.

L come Lezzi – con una mediana che spinge tanto il centrale classe 1999 si trova spesso solo nel tentativo di arginare le veloci ripartenze della compagine teramana. Il ragazzo c’è e la personalità non manca. Ma serve l’assistenza dei compagni per evitargli brutte figure.

M come Mungo – il “furetto” biancorosso ex Cosenza realizza due reti e mette lo zampino anche nella marcatura di Costa Ferreira. In campo ha fatto quello che voleva. Imprendibile.

N come Nodo infortuni – in settimana si saprà qualcosa in più sulla disponibilità di Rainone, Castaldo e D’Angelo in vista della gara di domenica prossima con la Viterbese. Sarà una considerazione “facile”, ma questa squadra non può prescindere dalla presenza in campo di questi tre elementi.

O come Occasioni da rete – se ne sono contate tantissime, da una parte e dall’altra. Il risultato, in termini di gol, avrebbe potuto essere anche più ampio.

P come Paparusso – quattro colpi di testa ed una rete all’attivo. Probabilmente il più pericoloso dei suoi in avanti. Prestazione, quindi, positiva sul fronte d’attacco. Si perde Bombagi, però, in occasione della terza rete teramana. Fase difensiva da migliorare.

Q come Quasi uguale – i componenti della società rossoblù si sono soffermati molto a guardare l’impianto di gioco teramano. Settori molto vicini al terreno di gioco, campo in sintetico ed altri piccoli ma significativi particolari. Il nuovo “Pinto” potrebbe essere molto simile al “Bonolis”.

R come Risultato – a fine partita tutti contenti per la prestazione, e tutti amareggiati per il risultato. Non potrebbe essere altrimenti.

S come Starita – torna al gol dopo due giornate a secco. E’ la sua sesta realizzazione in campionato che gli consente di raggiungere il “gemello” Castaldo nella classifica cannonieri. In termini di marcature ha già fatto meglio della passata stagione.

T come Teramo – il terreno di gioco abruzzese si conferma foriero di sventure per la formazione rossoblù. In sei occasioni tra “Vecchio Comunale” e “Bonolis” ben cinque sconfitte per la Casertana. Il tabù continua.

U come Ultras – quelli rossoblù si presentano in oltre cento (per la precisione centoundici) al “Bonolis” e fanno, come sempre, la loro parte sugli spalti. Applausi reciproci a fine partita tra curva e squadra.

V come Volemose bene – partita nella partita il confronto tra il “maestro” Tedino e l'”allievo” Ginestra. Manifestazioni di stima che sono iniziate nella giornata di sabato e continuate anche nel dopo-gara corroborate da un abbraccio tra i due ad inizio match. Bel gesto.

Z come Zito – bellissima la realizzazione su punizione che rimette in partita la Casertana alla fine del primo tempo. Prestazione positiva che va, comunque, oltre il gol. Peccato per la settima ammonizione stagionale: insieme a Matera, centrocampista della Cavese, è il più sanzionato dell’intero raggruppamento. Calma…

Iannitti & Fiorentino