Casertana, ma gli elogi non portano punti

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Il saluto tra Ginestra e Tedino ad inizio Teramo-Casertana (Foto Giuseppe Scialla)

La formazione rossoblù torna a casa da Teramo con i complimenti che non servono però a muovere la classifica: un trend in trasferta da migliorare per evitare brutte sorprese

“È normale che brucia fare tre gol fuori casa e non portare niente a casa… abbiamo fatto degli errori individuali che costano caro”. Le parole di mister Ginestra a fine gara, rappresentano il sunto di Teramo-Casertana, che va in archivio come quasi le altre trasferte: elogi (stavolta tanti) e buoni motivi per pensare in proiezione futura, ma con pochi punti da portare a casa, in questo caso zero.

Perché Teramo, non è stato altro che lo specchio e/o la fotocopia, almeno sotto il profilo del risultato, di altre gare che la formazione rossoblù, alla ricerca della prima vittoria esterna, ha giocato lontano dal “Pinto”. Eccezion fatta per Vibo Valentia, il rendimento esterno, nel rapporto a quanto prodotto dalla squadra in mezzo al campo, fa storcere il naso. Appena quattro punti conquistati, sui ventuno a disposizione, e soprattutto dieci gol subiti, mantenendo inviolata la porta solo nelle gare esterne di Bisceglie e di Castellammare di Stabia contro la Cavese.

Del resto, la Casertana sembra essere una sorta di “Dr Jekyll and Mr Hyde”, capace di far valere la legge del “Pinto” (con il manto erboso così ridotto è tutt’altro che facile), dove ha conquistato ben tredici punti sui quindici a disposizione, e incapace di replicare, in termini di risultato, quando si tratta di andare in trasferta. Gli elogi dei tecnici avversari, quelli che puntualmente arrivano a fine gara si sprecano, ma purtroppo non portano punti in classifica. “Siamo infastiditi per il risultato, perché secondo me, per quello che aveva detto il campo, meritavamo qualcosina in più” il concetto rilanciato da Ginestra, che trova consensi unanimi anche in Tedino, il quale non esitato a fare i complimenti alla formazione rossoblù.

Purtroppo però dal “Bonolis” i falchetti tornano a mani vuote e non basta la consapevolezza di aver dato tutto nell’arco della partita per far muovere la classifica. Quella, ad oggi, è soddisfacente pienamente in linea con i programmi della società, anche se non deve trarre in inganno e non consentire una “navigazione” del campionato in tutta tranquillità: trattasi di classifica “corta” con ben nove squadre racchiuse in quattro punti. Le insidie, per tutti, possono essere nascoste dietro l’angolo. Ecco perché la Casertana “da trasferta”, quella che crea tanto e raccoglie poco, fa aumentare i rimpianti. Perché almeno a Bisceglie e Picerno si poteva fare di più, perché con un pizzico di attenzione e “cattiveria” si poteva fare qualcosa in più anche a Vibo Valentia non considerando la gara di Francavilla Fontana dove si è fatto il possibile tenuto conto dell’inferiorità numerica maturata al termine del primo tempo.

Ecco dunque i rimpianti, che nascono dalla consapevolezza che, al netto delle assenze, almeno una vittoria esterna nelle sette partite disputate lontano dal “Comunale” era ampiamente alla portata di questa squadra. Sarà mancato sicuramente qualcosa, sarà il processo di crescita dei giovani, saranno stati gli errori individuali: la certezza è che i falchetti ad oggi la inseguono ancora (insieme alla Casertana solo Rende, Sicula Leonzio e Vibonese non hanno mai vinto lontano dal terreno di gioco amico). Perché, poi alla fine, i complimenti porteranno anche una gratificazione per il lavoro che la squadra sta facendo e per il progetto di crescita che vuole la società, ma non muovono la classifica, e con tante squadre racchiuse in così pochi punti sarebbe un vero peccato iniziare a pensare alle occasioni perse.

Giovanni Fiorentino