Allenatore: cambiare o meno, questo è il problema

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Sandro Pochesci, ora alla guida del Bisceglie (Foto Giuseppe Scialla)

Nel girone meridionale di Lega Pro già dieci le società che hanno cambiato il tecnico. Ma i risultati non sempre sono stati positivi. Male, infatti, Bisceglie, Catania e Catanzaro. Positive, invece, Rieti, Bari e Monopoli

Allenatore nuovo, problemi vecchi. Già dieci le società nel girone meridionale di Lega Pro che sono ricorse al cambio del tecnico. L’ultima in ordine di tempo è stata la Sicula Leonzio che la scorsa settimana ha dato il “benservito” a Vito Grieco chiamando al suo posto Giovanni Bucaro. Scelta giusta? Il risultato maturato sul terreno del “Rocchi” di Viterbo non ha dato ragione al nuovo allenatore (media punti 0,00), ma l’ex mister irpino avrà tempo per rifarsi rispetto al collega che ha sostituito (per Grieco media 0,54 punti a partita).

Non sta andando certo bene al Catanzaro: sedici le lunghezze conquistate dai giallorossi con Auteri in panchina (1,6 a partita in dieci gare), mentre Grassadonia alla conduzione tecnica la media è scesa a 0,50 punti per incontro. Discorso praticamente simile anche a Catania con Lucarelli che nelle prime due uscite ha ottenuto altrettanti pareggi. Per lui 1,00 punto a partita rispetto agli 1,50 con Camplone alla guida della formazione etnea.

Le note “dolenti” continuano col Bisceglie: Vanoli, “defenestrato” in fretta e furia, aveva ottenuto otto lunghezze in sette gare (1,14). Media considerata insufficiente dalla dirigenza nerazzurra che ha chiamato al suo posto Pochesci. Risultato? Due punti in cinque incontri con una media di 0,40 a partita.

Ci sono, ovviamente, anche i segni positivi: il caso più eclatante è quello del Rieti. Con lo stesso organico ridotto ai minimi termini il primo allenatore Mariani aveva messo insieme appena un punto in sette giornate di campionato (media 0,14). L'”interregno” di Pezzotti ha fruttato quattro lunghezze in tre incontri (media 1,33), ma il “botto” l’ha compiuto Caneo che in due turni ha collezionato altrettante vittorie (media 3,00 a partita).

Significativo anche il “balzo” in avanti del Bari. Con Cornacchini sulla panchina sette lunghezze in cinque incontri (1,14 a partita), mentre sotto la conduzione di Vivarini la media è quasi raddoppiata (2,14). Stessa “solfa” anche per il Monopoli dato che Roselli aveva una media di 1,50 a partita, mentre Scienza è salito a 1,90.

Bilancio positivo, infine, per le altre tre società che hanno cambiato guida tecnica. La Cavese è passata da 0,50 con Moriero a 1,37 con Campilongo. Segno “più” anche per l’Avellino che con Ignoffo viaggiava ad una media di 1,00 punto a partita e con Capuano è passato ad 1,33.

Chiude il Rende. In sei gare di campionato Andreoli aveva messo insieme appena un punto (0,16). Il suo “secondo” Tricarico ha fatto decisamente meglio (0,83) anche se la media resta inferiore al punto a partita.

Redazione