La partita della Casertana dalla… A alla Z!

Tutto (o quasi tutto) quello che si è visto al “Menti” nella gara con la Cavese

A come Adamo – l’esterno classe 1998 è piaciuto nella prestazione offerta al “Menti”. Proposto sulla fascia sinistra ha fatto bene la fase difensiva, ma qualche numero positivo anche sul fronte d’attacco. C’è bisogno, comunque, di continuità.

B come Bisogno – non è da tutti avere un estremo difensore classe 2000 titolare in Lega Pro. La dirigenza metelliana ha puntato molto sul portiere locale ed i fatti sembrano dare ragione al club blu-foncè. Strepitoso l’intervento nel primo tempo con il quale nega il vantaggio alla Casertana su colpo di testa di Caldore. Profeta in patria.

C come Campilongo – trovarselo di fronte come avversario fa sempre effetto. Ti attendi che da un momento all’altro possa… scendere in campo e mettere da solo in difficoltà la difesa avversaria. Anche come tecnico, comunque, ha provato a dare un “dispiacere” alla sua ex squadra. Non sarebbe stato certo il primo. Un punto ciascuno non fa male a nessuno.

D come Divieto – quello di vendita di biglietti ai residenti nella provincia di Caserta. Il gioco del pallone senza tifosi al seguito ha un sapore blando, ma questo “fattore” continua ad essere poco considerato dalle Autorità che si occupano della prevenzione di incidenti per le gare “a rischio”. Ridateci il calcio, cortesemente.

E come Esperienza – un pareggio come quello conquistato nella giornata di ieri con la Cavese fa tanto: classifica, morale e pure esperienza per una formazione molto rinnovata rispetto alla passata stagione. L’obiettivo della permanenza in Lega Pro si conquista anche un punto alla volta.

F come Floro Flores – contro una difesa giovane come quella metelliana sarebbe servito il suo contributo per scardinare la porta blu-foncè. C’è da attendere ancora qualche settimana per rivederlo (forse) in campo. Un mese, dopotutto, passa in fretta. Oggi mancano ventiquattro giorni.

G come Gigicastaldo – decisamente meglio rispetto alle ultime due gare contro Vibonese e Sicula Leonzio. L’aria del “Menti” lo esalta ed al termine del primo tempo mette in mostra un movimento bellissimo: passa in mezzo a tre avversari per poi servire Laaribi ed attendere a centro area il suo traversone. Nella stessa azione si infortuna ed è costretto al cambio ad inizio ripresa. Speriamo bene.

H come Hovistoio – la prestazione dell’arbitro Maranesi di Ciampino, direttore di gara di Cavese-Casertana, non è piaciuta. Qualche fallo invertito ed una serie di errori, magari veniali, tutti a discapito della formazione rossoblù. Positiva, però, la giacchetta nera nell’interpretazione del presunto tocco di braccio di Silva in area di rigore casertana. Maranesi dice “ho visto io” e lascia proseguire correttamente il gioco. Almeno questo…

I come Infortuni – la “maledizione” che ha colpito la Casertana la scorsa stagione continua a falcidiare i calciatori rossoblù. All’elenco si è aggiunto la passata settimana pure D’Angelo. Oggi siamo in apprensione per Castaldo. Bisogna mandare la squadra a… farsi benedire!

L come Laaribi – i mezzi tecnici del calciatore ex Rende non si discutono. Fatto sta che, spesso, oltre al suo compito si mette a fare anche quello di altri (vedi Santoro). Il rischio concreto è quello di pestarsi i piedi.

M come Matese – seconda maglia da titolare dopo quella dello scorso mese di maggio sul campo della Sicula Leonzio. Il ragazzo non demerita anche se sovente non associa dinamismo a precisione. Dimostra di poter rimanere a pieno titolo nel gruppo dei “grandi”. Ancora positivo.

N come Novanta – come i minuti giocati senza prendere gol. Finora nel corso della stagione era successo solo col Rende al “Pinto” (2-0) ed in occasione della trasferta di Bisceglie (altro pari ad “occhiali”). Primo non prenderle…

O come Origlia – esordio in campionato per la mezzala che la scorsa stagione si è messa in evidenza nel campionato di serie D con la casacca della Vis Artena. E’ il ventitreesimo calciatore utilizzato da Ginestra in campionato. Ad maiora.

P come Pericolo Pubblico – i metelliani temevano, a ragione, la vivacità di Starita. La retroguardia blu-foncè ha provato a prendere le misure all’attaccante rossoblù in tutti i modi, sia con le “buone” che con le “cattive”. Il direttore di gara, inoltre, non lo ha certo tutelato. Zanzara.

Q come Quantità Industriale – come i palloni persi da Santoro. La Cavese ha riservato al giovane interno una marcatura speciale con Sainz-Maza che andava in pressione sul portatore di palla. Troppe, però, le “sbavature” del giovane centrocampista anche in fase di impostazione.

R come Romeo Menti – il “catino” di Castellammare di Stabia si presta all’opera di “disturbo” nei confronti della panchina avversaria da parte dei supporter appostati in tribuna. Già lo scorso anno la Juve Stabia aveva collezionato in questo senso, tante multe sanzioni. Verso Ginestra e soci è arrivato di tutto, davvero di tutto. Antisportività.

S come Silva – il difensore piacentino cresce di partita in partita. Più che positiva la prestazione offerta contro la Cavese che mette insieme una gara senza alcuna sbavatura. Affidabile.

T come Tre – le gare senza vittorie dei falchetti: una sconfitta e due pareggi che potevano creare allarmismi in vista di un ciclo terribile che aspetta la formazione rossoblù. La classifica non piange, ma non sorride nemmeno, ragion per cui bisogna interrompere il digiuno presto. Molto presto.

U come Under – al fischio finale la Casertana aveva in campo ben quattro “under”: nell’ordine Adamo (1998), Origlia e Santoro (1999) e Cavallini (2000) senza dimenticare Matese (2001) rimasto sul terreno di gioco per oltre un’ora. In termini di “minutaggio giovani” c’è da essere soddisfatti.

V come Vittoria – il punto, rimediato in quelle condizioni, può considerarsi veramente una vittoria. Fuori D’Angelo e Zito, “out” pure Castaldo ad inizio ripresa: tutti abbiamo temuto il peggio, invece grinta e carattere hanno sopperito a queste mancanze. Duri a morire.

Z come Zivkov – poteva essere la gara dell’esterno ed Reggina e Rende e invece, a sorpresa, Ginestra lo lascia fuori. Reduce da un infortunio il mancino di origini austriache si trova ora ad inseguire nelle gerarchie. Scelta tecnica.

Iannitti & Fiorentino