La partita della Casertana dalla… A alla Z!

Tutto (o quasi tutto…) quello che si è visto al “Pinto” nella gara con la Sicula Leonzio

A come Assistente n. 2 (Domenico Fontemurato) – posizionato sotto il settore Distinti, non vede il tocco di braccio di Sabatino che avrebbe sancito il giusto penalty per la formazione rossoblù. Distratto.

B come Botteghino – duemilatrecentocinquanta gli spettatori presenti alla gara di ieri pomeriggio con la Sicula Leonzio. Tolta la quota abbonati (1.010) sono stati in 1.340 a passare per il botteghino. Numero che deve assolutamente crescere.

C come Castaldo – in ombra a Vibo Valentia e poco appariscente anche nella gara di ieri con la Sicula Leonzio. E quando non gira lui la Casertana rallenta sensibilmente. La squadra rossoblù ha assolutamente bisogno del suo miglior finalizzatore.

D come Dieci – i punti ottenuti dalla Casertana al “Comunale” di viale Medaglie d’Oro. Cammino interno soddisfacente; ora bisogna registrare quello in trasferta dove si è sofferto molto e raccolto poco. A cominciare dalla gara con la Cavese.

E come Entusiasmo – un punto nelle ultime due gare e sembra essersi perso l’entusiasmo che aveva caratterizzato il post-Catanzaro. Non erano dei fenomeni prima, non sono dei brocchi adesso. Coraggio.

F come Floro Flores – dal pomeriggio di domani l’attaccante dovrebbe essere nuovamente a disposizione dello staff tecnico dopo sette gare di assenza. Speriamo bene: a questa squadra servono davvero tutti (ed in condizione…).

G come Ginestra – la “coperta” è e rimane corta. Se tiri da una parte si scopre dall’altra. L’allenatore rossoblù per il momento sta facendo bene col materiale tecnico a sua disposizione. Si accettano miracoli.

H come Handball – il tocco del difensore bianconero Sabatino nel corso del primo tempo è col braccio pieno. L’arbitro ben posizionato lo giudica involontario. Intervento da handball piuttosto che da calcio.

I come Impianto – che il “Pinto” sia una struttura vetusta lo sanno in tutta Italia; che i tifosi della tribuna sono costretti a fare lo “slalom” tra gli escrementi dei piccioni pure; che i lavori per le Universiadi hanno rappresentato solo una “lavata di faccia” per l’impianto di viale Medaglie d’Oro è pacifico. Ennesima figuraccia: sarà l’ultima?

L come Longo di Paola – l’arbitraggio della giacchetta nera calabrese non è piaciuto e si cumula a qualche altra direzione di gara di questo inizio di campionato tutt’altro che a favore della Casertana. Ma quest’anno in Lega Pro si stanno lamentando davvero tutti per una classe arbitrale assolutamente deficitaria. Mal comune, mezzo gaudio.

M come Matese – negli ultimi dieci minuti l’ingresso del giovane mancino classe 2001 conferisce vivacità all’azione offensiva rossoblù. Una sua conclusione destinata all’angolino viene neutralizzata da Nordi con uno strepitoso intervento. Il ragazzo merita spazio e fiducia.

N come Nordi – due interventi importanti per l’esperto estremo difensore che nel finale dell’incontro negano alla formazione rossoblù il sorpasso e regalano alla Sicula Leonzio un punto che vale oro. Decisivo.

O come Ostruzionismo – quello che a cui hanno ricorso i giocatori ospiti sotto il profilo di perdite di tempo. Soluzione che alla lunga si è rivelata come l’arma per strappare un risultato positivo. Certo, però, non proprio il massimo come scelta. Di necessità virtù.

P come Petta – poco utilizzato nella scorsa stagione a causa di un problema fisico. Titolare inamovibile quest’anno dopo un mercato bianconero che lo vedeva in “lista di sbarco”. La rete messa a segno al “Pinto” è stata la ciliegina sulla torta di una prestazione decisamente sopra le righe. Riscatto.

Q come Quarantacinquesimo – minuto in cui la Sicula Leonzio, con una rapida azione di contropiede, “taglia in due” la retroguardia casertana e coglie il palo con Grillo sfiorando poi nuovamente la realizzazione con Sicurella che manda alle stelle. Sarebbe stata una mazzata notevole per la formazione rossoblù. 

R come Rossoblù – alla nona giornata l’esordio della maglia a strisce verticali sulle spalle dei calciatori casertani. Attesa, voluta, desiderata. Finalmente.

S come Starita – quinto gol stagionale per la punta napoletana e terza giornata consecutiva in cui va a segno. L’ex Bisceglie nelle ultime due domeniche sta sostenendo da solo l’attacco dei falchetti. Costante.

T come Terreno di gioco – ieri il pallone era davvero incontrollabile: ogni passaggio (o tentativo di passaggio) diventava un “terno al lotto” visti gli strani rimbalzi di quello che una volta era il manto erboso del “Pinto”. E quando inizierà a piovere? 

U come Uno a uno – passano le stagioni ma con la Sicula Leonzio al “Pinto” il risultato, al terzo tentativo con i bianconeri, non cambia. Monotonia.

V come Venti – i minuti concessi a Cavallini prima della sua sostituzione. L’uscita dal campo non può e non deve suonare come “bocciatura” nei confronti dell’attaccante ex Foggia, ma è stata dettata dalla necessità di dare maggior equilibrio ad una squadra che poteva rischiare di subire il raddoppio. Quando rischi di non vincerla meglio non perderla.

Z come Zito – cinque ammonizioni in nove gare disputate. Martedì sarà fermato per un turno dal Giudice sportivo e salterà la gara con la Cavese di domenica prossima. Ci risiamo.

Redazione