A Vibo una sconfitta che può servire

ginestra

Non è bastato presentare lo stesso undici di sette giorni prima per trovare la prima vittoria esterna stagionale: è mancata la cattiveria agonistica, un errore da non ripetere

La chiave di lettura post Vibonese-Casertana, che interrompe a sei la striscia di risultati utili consecutivi, è con molta probabilità tutta racchiusa nelle parole di Jacopo Silva, pronunciate in sala stampa al termine dell’incontro contro la compagine calabrese.

Il tecnico Ciro Ginestra aveva messo in guardia l’ambiente, sulla difficoltà della gara contro un avversario che nelle ultime tre gare casalinghe sistematicamente segna tre gol a partita (Rende, Picerno e, dopo ieri, anche Casertana): quello che ha fatto storcere il naso è stato l’atteggiamento messo in campo dalla sua formazione.

Squadra completamente diversa (sia pure identica relativamente all’undici di partenza) da quella vista all’opera sette giorni prima capace di annichilire l’ex capolista Catanzaro, e meritevole di unanimi consensi per la grande prestazione messa in mostra. A Vibo Valentia invece la Casertana ha fatto un passo indietro, sia dal punto di vista del gioco che dell’intensità, che era servita per fare il colpo contro il Catanzaro. Ecco che le parole dell’esperto difensore piacentino, sembrano essere la chiave di lettura della gara: “Oggi abbiamo capito ancora di più l’entità della nostra squadra. Dobbiamo andare a mille all’ora e pressare a tutto campo. Dobbiamo tenere un certo ritmo altrimenti possiamo incappare in sconfitte come questa” il commento di Silva.

Parole chiare, che indicano quanto diverse siano state le due Casertana viste contro Catanzaro e Vibonese, in due partite in cui l’ambiente non si sarebbe dovuto esaltare prima (riteniamo, comunque, che il progetto Ginestra sia sulla buona strada) e tantomeno abbattersi dopo (la giornata storta capita sicuramente), condizionata quest’ultima dell’inferiorità numerica.

Sicuramente il mal di trasferta, il rendimento lontano dal Pinto va aggiustato (3 punti in 5 gare non possono rappresentare un bottino sufficiente), ma quella di ieri paradossalmente può essere una sconfitta che può aiutare i falchetti. Può servire a capire limiti e correggere errori che potranno e dovranno tornare utili in futuro per una squadra che non dove rispecchiarsi su quanto fatto, bensì pensare che gara dopo gara si costruisce qualcosa di importante.

Cosa che a Vibo Valentia non è accaduto, e a parte Crispino e Starita, il primo a tenere in vita i falchetti, il secondo a tenere accesa la fiammella della speranza per la rimonta, gli altri (sia titolari che subentrati) sono stati sotto uno standard di prestazione sufficiente. Non bene la difesa dove Silva, Rainone e Caldore hanno sofferto e non poco la dinamicità e la velocità degli avanti ospiti; insufficiente il centrocampo che poco è riuscito a fare davanti all’incedere dei pari ruolo avversari (quando Modica è passato al “3-5-2” ha di fatto praticamente messo in cassaforte l’incontro); poco da parte dell’attacco dove Starita a parte, Castaldo ha avuto poco spazio per essere pericoloso, incappando in una domenica impalpabile.

Non è bastato dunque ripresentare lo stesso undici iniziale di domenica per avere la meglio della Vibonese e per conquistare la (attesa) prima vittoria in trasferta stagionale. È mancata la componente principale, la cattiveria agonistica per avere la meglio della compagine calabrese in una gara dove la differenza l’hanno fatta i singoli (Berardi in primis nel primo tempo è stato imprendibile per i difensori casertani, senza dimenticare Bubas autore di due reti pregevoli).

Ecco perché, se da un lato la Casertana torna a mani vuote da Vibo Valentia, dall’altro, se dovesse aver effettivamente compreso la lezione, torna con qualcosa che potrebbe ritrovarsi in futuro. La crescita di una squadra passa anche attraverso delle sconfitte, sono quelle che probabilmente più delle vittorie ti dicono dove migliorare.

Sarà l’unico modo per evitare che la stagione possa essere intrisa di vittorie belle e significative come quella contro il Catanzaro, a prestazioni assolutamente insufficienti ed insignificanti come quella di Vibo Valentia.

Giovanni Fiorentino