La verità sta sempre nel mezzo

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Ciro Ginestra al “Viviani” di Potenza (Foto Giuseppe Scialla)

Attenta nel primo tempo; rinunciataria nella ripresa. Qual è la vera Casertana?

C’è un filo sottile che divide una prestazione più che positiva da una, invece, così così. Se la partita di ieri pomeriggio al “Viviani” fosse finita all’83’ oggi staremmo a parlare di una squadra gagliarda, capace di difendere con le unghie e con i denti, sia pure rinunciando a qualcosa in avanti, il gol del vantaggio maturato nel primo tempo. E staremmo anche a parlare di tre punti sostanzialmente meritati da parte della Casertana. Una vittoria che avrebbe portato addirittura la squadra di Ginestra al terzo posto della classifica, con davanti solo Ternana e Reggina.

Il “quadro” cambia decisamente dopo l’83’ col pareggio del Picerno. Logica conseguenza di un atteggiamento troppo rinunciatario della Casertana nella ripresa: qualche cambio (forzato) ed un gol preso, magari rocambolescamente, che pare evidenziare i limiti, anche in termini di “seconde scelte“, della Casertana di questa stagione.

“Specchio” di quanto era accaduto qualche domenica fa a Francavilla Fontana. Una Casertana bruttina ed, in parte, condizionata dall’inferiorità numerica fino al gol del vantaggio virtussino. Poi la rete di D’Angelo ed allora qualcuno che intravede il “carattere” di una squadra “mai doma”, e capace di arrivare al pareggio sia pure con un uomo in meno. L’impresa.

La verità sta (e rimane, da sempre) nel mezzo. Inutile esaltarsi dopo un pareggio come quello di Francavilla, altrettanto inutile abbattersi dopo lo stesso risultato di ieri al “Viviani” contro il Potenza. Contro il Picerno poteva (e ad un certo punto doveva) arrivare la vittoria grazie ad una prima frazione di gioco quasi perfetta e senza particolari errori. E sarebbero stati tre punti in più in chiave obiettivo stagionale della Casertana, quello della salvezza. Punto. Poi arriva la “sbavatura difensiva”, la “disattenzione”, quel “black-out” che alla fine incide sotto il profilo del risultato e del morale. Come anche dei nervi. Ci sta.

Prendersi, quindi, questo pareggio e ripartire immediatamente a testa bassa tenendo conto che il calendario già mercoledì prossimo offre un nuovo turno di campionato. Questo si chiede alla squadra, questo si chiede allo staff tecnico. Niente di più, niente di meno.

Chiusura dedicata proprio a mister Ginestra. Il nervosismo nell’immediato post-partita per qualcosa che è andato storto è legittimo, figuriamoci. Ma quella frase sparata nel mucchio “l’anno scorso perdevate a Rieti ed eravate contenti” appare assolutamente fuori luogo. Se è quello percepito da lei dall’esterno lo scorso anno ha sicuramente compreso male. Se gliel’hanno riferito le hanno detto una sciocchezza.

Giovanni Fiorentino