Casertana, tre gare per capire di che pasta sei fatta

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Ciro Ginestra, tecnico della Casertana (Foto Giuseppe Scialla)

Picerno, Bisceglie e Catanzaro sulla strada dei falchetti: sette giorni che possono rappresentare un banco di prova importante sia per Ginestra che per la squadra  

Picerno, Bisceglie, Catanzaro, rigorosamente in ordine cronologico, di calendario. Tre gare in sette giorni che potranno e probabilmente dovranno, dirci di che pasta è fatta la Casertana targata Ciro Ginestra. Dopo il buon avvio di stagione, soprattutto tra le mura amiche, i falchetti si ritrovano a fare i conti con quella che è, alla luce degli impegni ravvicinati, la prima vera settimana difficile del campionato.

Due trasferte, in questo momento tallone di Achille della squadra, contro due avversari sulla carta alla portata, per poi ritornare al Pinto contro quella che ad oggi è la capolista del girone, e sicuramente tra quelle che proveranno a giocarsi la vittoria del campionato.

Tre impegni ravvicinati, che metteranno alla prova anche lo stesso Ginestra, chiamato a gestire la rosa, che tra infortuni e giocatori non ancora al meglio della condizione, sembra avere pochi margini per far tirare il fiato ai titolarissimi. Eppure ci sarà la necessità di dosare le forze, e qua dovrà essere bravo il tecnico puteolano a saper coinvolgere tutti gli uomini a sua disposizione, sperando proprio che da questo trittico di gare possa iniziare ad avere risposte positive da chi è stato impiegato di meno. Il tutto, in attesa di avere a disposizione Rainone, Zivkov e Floro Flores ad oggi fermi ai box. Dovrà essere bravo ad attingere da ciò che la società gli ha messo a disposizione, per cercare di raccogliere punti in questi scontri diretti, per provare infine a guastare il cammino di quel Catanzaro, già affrontato in Coppa Italia ad agosto, cercando di sfruttare proprio l’effetto Pinto.

Un primo banco di prova, anche per gli stessi calciatori, chiamati ad invertire il trend in trasferta, non tanto dal punto di vista dei punti, ma del gioco dove sia a Potenza che a Francavilla hanno lasciato troppo l’iniziativa agli avversari, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.  Anche da loro ci si aspetta qualcosa in più lontano dal Pinto, del resto anche lo stesso Castaldo sabato sera ha lanciato “l’appello” a vincere qualche gara fuori casa, che in un campionato dove rischia di regnare l’equilibrio, potrebbero fare la differenza.

Toccherà a loro dare continuità alle prestazione e soprattutto ai risultati ottenuti contro Rende e soprattutto Rieti, sarebbe la dimostrazione di una squadra matura che ha bene a mente quali possono essere gli obiettivi che vuole perseguire in questo campionato.

Ecco perché Picerno (tanti ex falchetti in rosa) e Bisceglie (tanti ex nerazzurri sulla sponda rossoblù) rappresentano banchi di prova importanti ancor più della sfida con il Catanzaro: fare punti, pesanti dal punto di vista della classifica, sarebbero l’iniezione di entusiasmo giusta per “ricevere” al Pinto la formazione di Gaetano Auteri. Una Casertana che ci arriverebbe con il morale al mille e con l’entusiasmo di chi non avendo nulla da perdere potrebbe giocare libera dall’assillo del risultato. Voli pindarici certo, perché prima ci sono il Picerno e il Bisceglie, sono quelle le gare che ci diranno di che pasta è fatta la Casertana.

Giovanni Fiorentino