Casertana, bene ma non benissimo

castaldo rende
Prima marcatura stagionale per Gigi Castaldo (foto Giuseppe Scialla)

Falchetti a due facce quelli visti in campo ieri: ad buon primo tempo ha fatto da contraltare una ripresa dove si è rischiato troppo, anche se quello che contava erano i tre punti

I primi tre punti stagionali, la prima vittoria del nuovo corso, ha il sapore agrodolce di chi se da un lato si gode il successo, dall’altra invece ha la consapevolezza che la strada da percorrere è ancora lunga. Del resto quella frase, pronunciata da mister Ginestra in sala stampa, a fine gara, “… non dobbiamo pensare di essere guariti del tutto rispetto alla passata stagione…”,  è l’emblema un po’ di tutto, è l’emblema di una Casertana che deve provare a liberarsi dei fantasmi dello scorso campionato, compreso i cali di tensione durante la gara. E ieri, che piaccia o no, è stato evidente che in campo si è vista una Casertana a due facce. Feroce e determinata nel primo tempo, dove ha dettato i ritmi della gara e creato tante occasioni, compassata e forse mentalmente portata a gestire il vantaggio, nella ripresa, dove ha rischiato la capitolazione in almeno tre/quattro occasioni. Una condotta di gara, questa, su cui il tecnico dovrà lavorare, perché non sempre troverà avversari come il Rende, che ha da rammaricarsi per una traversa, un rigore (dalla tribuna è parso netto) e qualche occasione mal gestita in fase di conclusione. Intanto, però al netto di tutto, la Casertana si prende questi tre punti, che fanno bene al morale e soprattutto alla classifica.

Partendo da questi presupposti, in una gara che ha visto i primi gol stagionali di Silva, all’esordio assoluto in maglia rossoblù, e di Castaldo, qualche considerazione proviamo a farla.

Quella vista in campo ieri, nell’undici iniziale, è parsa sicuramente squadra più “logica” soprattutto, o fondamentalmente, perché la possibilità di poter schierare calciatori nel proprio ruolo, ha dato equilibrio alla squadra, rispetto a quella proposta a Potenza. In un primo tempo, giocato a ritmi elevanti, bene la “catena di sinistra” Rainone-Zito, meno bene quella di destra Clemente-Longo apparsi spesso in difficoltà, con l’attenuante che Clemente difensore non è. Buono l’esordio di Silva, gol a parte, arrivato e catapultato in questa nuova esperienza in meno di quarantotto ore. Insieme a Rainone non saranno il classico “alto-basso” che generalmente si utilizza, forse pagheranno qualcosa sulle palle alte, però l’ex Piacenza porta in dote esperienza nella categoria, anche se da saggiare l’impatto con il girone meridionale. A centrocampo la nota positiva è stata Laaribi, almeno fino a quando è stato in campo, che con D’Angelo e Santoro ha dettato tempi e modi della giocata. Dal piede dell’ex Rende è partito il cross per il gol di Silva, e anche la sua innata propensione a cercare la giocata di fino, hanno consentito alla squadra di proporre azioni offensive. In avanti Castaldo ha avuto e creato le sue chance, Starita, secondo i dettami del tecnico ha lavorato molto in fase di primo possesso avversario, con discreta continuità.

Nel secondo tempo invece, tra ritmi (volutamente?) lenti e qualche cambio, la Casertana ha pagato e soprattutto rischiato. L’essersi privati della fantasia di Laaribi, in luogo di un esterno di ruolo quale Paparusso, anche lui all’esordio con la maglia rossoblù, con conseguente spostamento di Zito in mezzo al campo, ha dato forza e spinta in più al Rende. L’episodio del calcio di rigore rischiato, l’intervento di Rainone è parso davvero scomposto, poteva costare caro, non solo al risultato, così come l’intervento di Crispino sul colpo di testa Ampollini, lasciato libero di battere a rete da due passi, poteva costare la capitolazione. Ci ha pensato Castaldo, bravo a farsi trovare in mezzo all’area per raccogliere l’angolo di D’Angelo, a mettere il risultato in ghiaccio e a lenire la sofferenza finale. Sulla traversa colpita da Blaze, ancora una volta arrivata dal lato di Clemente, si sono spente le velleità di provare a rientrare in partita dal parte del Rende, consentendo alla Casertana di portare a casa i tre punti. Insomma, quarantacinque minuti di buon calcio altri quarantacinque decisamente meno belli: su questo deve lavorare Ginestra, consci che ieri è andata bene, ma come si è visto a Potenza, poteva anche andare male.

Giovanni Fiorentino