Patti chiari, amicizia lunga

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“Anno zero-bis” per la Casertana targata Violante e Ginestra. Ai reduci dello scorso campionato il compito di farsi perdonare una stagione al di sotto delle aspettative

Dopo la presentazione di ieri sera in piazza Sant’Anna di staff tecnico e squadra, meno tre giorni all’inizio del campionato. Abbandonate, in fretta e furia, le “folie des grandeurs” che avevano accompagnato i falchetti nella scorsa stagione, si ritorna nella dimensione probabilmente più consona e più congeniale, a quello che può mettere in campo la società: stagione “tranquilla” che ha come obiettivo, dichiarato dallo stesso patron, “la salvezza”.  Insomma, Casertana che proverà a mantenere la categoria, in quello che si annuncia come, almeno sulla carta, un campionato difficile, molto più ostico di quello precedente.

Tante piazze storiche al via, tante piazze importanti: tante piazze che non lasceranno nulla al caso per provare a guadagnarsi un posto nei piani alti della classifica. Qui dovrà essere brava la squadra affidata a mister Ginestra, alla prima vera chance da allenatore su una panchina blasonata dopo le esperienze maturate in Puglia (tra Altamura e Bisceglie), a trovare le giuste motivazioni per evitare brutte sorprese.

Motivazioni che dovranno trovare sicuramente i reduci della passata stagione, soprattutto quelli arrivati per dare quel qualcosa in più, che in realtà e a conti fatti non hanno dato. La scelta di restare a Caserta, (in questo senso ha influito sicuramente la presenza di contratti in essere onerosi per la categoria e probabilmente la mancanza di vere alternative alla Casertana) in un progetto ridimensionato, li mette davanti ad una grande responsabilità: riscattare la pessima stagione vissuta lo scorso anno (chiari ed evidenti i fischi nei loro confronti nella serata di ieri). Arrivati per alimentare un sogno, hanno fatto parlare di loro più per le vicende extracalcistiche (social, interviste, giudice sportivo ecc…) che per ciò che hanno prodotto in campo. Il risultato, purtroppo, soprattutto per chi aveva riposto grandi aspettative è stato davvero deludente, nonostante i numerosi tentativi di farlo sembrare il contrario.

Ecco perché la stagione che è ormai alle porte, rappresenta, soprattutto per loro, a cui è stato perdonato tanto, troppo e forse tutto, l’occasione del riscatto, l’occasione per sdebitarsi con una piazza e una società che troppo spesso ha chiuso un occhio e in certe occasioni forse entrambi. A loro, il compito di essere da traino ai tanti giovani, scelta precisa e voluta dalla società, che si trova in rosa mister Ginestra.

Tante scommesse su cui puntare in una stagione, con il livellamento del campionato decisamente orientato verso l’alto, in cui forse (ed anche magari) bisognava puntare su chi questa categoria la conosce già, proprio per evitare brutte sorprese. Sarà la stagione “dell’anno zero-bis” anche per la società, rinnovatasi dopo un triennio in cui il presidente D’Agostino ha, con convinzione, puntato su uno staff dirigenziale che sicuramente non passerà alla storia né per i risultati conseguiti né per i rapporti “umani” instaurati con la città. Si è deciso dunque di cambiare, una ventata di freschezza che ha il chiaro compito di provare a ricucire i tanti strappi di questi anni.

A Salvatore Violante, giovane dal carattere pacato e soprattutto dal grande equilibrio dialettico, il compito di provare a far dimenticare il passato. Un passato fatto di polemiche accese, di uno scarso rapporto con il territorio e con le Istituzioni cittadine, di poca trasparenza nella gestione tecnica della squadra, di scelte azzardate, e soprattutto di aver instaurato un clima da “guelfi e ghibellini”, da “buoni e cattivi”, da “figli e figliastri”.

Ecco perché alla vigilia dell’inizio della nuova stagione, auspichiamo che polemiche, tensioni, acredine, e chi più ne ha più ne metta, possono essere rimosse (dentro e fuori dal campo). Che il campo possa tornare ad impadronirsi della scena, che alla fine i risultati possano ritornare ad essere gli unici argomenti di discussione in una città che, nonostante tutto, si rispecchia in questi colori. Insomma, patti chiari ed amicizia lunga, perché tutti hanno a cuore i colori rossoblù e continuarsi a farsi del male, non avrebbe senso.

Giovanni Fiorentino