La serie C resta un “lusso” per pochi

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Ma tante difficoltà anche in Interregionale: scompaiono Matera e Siracusa

Gestioni scellerate, debiti pregressi, affaristi senza tanti scrupoli. Anche quest’anno l'”altare” della Lega Pro ha avuto le sue vittime sacrificali: la scorsa stagione era toccato, tra le altre, al Bari ed al Modena ripartire dalla maggiore categoria dilettantistica. Quest’anno è stata la volta di Foggia e Palermo, travolte da una esposizione debitoria imponente e che nella prossima stagione proveranno a seguire la stessa strada.

La serie C, in ogni caso, continua ad essere un “lusso” per pochi. Incassi al botteghino risicati, sponsor col contagocce e contributi Federali minimi che spesso non coprono neanche il dieci per cento della gestione. In bilancio tocca fare i salti mortali con qualche “plusvalenza” od eventuali “premi di valorizzazione”: ridicola, invece, la voce “contributi televisivi” che arriva appena a diecimila euro. Quindi si arriva sempre a fine anno calcistico con perdite da colmare rapidamente con ulteriori innesti di capitale fresco.

Di contro una lunga serie di adempimenti: tassa di iscrizione e relativa fidejussione (che spesso comporta l’immobilizzazione di capitali pari allo stesso importo), materiale tecnico, contratti da rispettare e controlli continui da parte degli organi delegati. E per chi “sgarra” punti e punti di penalizzazione. Bisogna fare affidamento al… portafoglio della proprietà, costretto ad immettere euro su euro a fondo perduto.

La Lega Pro, di fatto e per la quasi totalità delle società, non “conviene”. Per chi ha la possibilità (ed anche la voglia) l’alternativa è quella di allestire una squadra capace di puntare al salto nella categoria cadetta dove cambiano decisamente i termini della questione, soprattutto per quanto riguarda contributi Federali e televisivi. Al resto dei club, quindi, tocca “arrangiarsi”.

E guai a precipitare nell’inferno della serie D. E’ il caso di Matera e Siracusa che, dopo la scadenza dei termini fissata per ieri, ora rischiano seriamente di scomparire dalla mappa geografica del calcio. Nella città dei Sassi non sono bastati mesi e mesi di parole e dichiarazioni di intenti; stesso discorso anche nel capoluogo aretuseo dove non si è reperita la somma di 300mila euro da presentare alla Figc. E’ andata meglio a Lucca, anche se la lettera di accreditamento da parte del Sindaco è partita proprio all’ultimo momento.

Massimo Iannitti