La “dura vita” dei presidenti itineranti

lega pro

“Lascio questo club e prendo quell’altro: o quell’altro ancora?” Gli… affari in corso tra serie C e D

La scorsa settimana ha fatto rapidamente il giro del web la decisione di Gabriele Gravina, presidente della Figc, di istituire una “black-list” dei dirigenti che nel recente passato hanno danneggiato il mondo del calcio. Fatto sta che nel “dorato universo del pallone” continuano ad esserci movimenti quantomeno… particolari al momento dell’acquisizione di questa o quell’altra società in difficoltà.

L’ultimo, in ordine di tempo, ha riguardato il Rimini: dopo aver conquistato la salvezza attraverso i “play-off” i romagnoli avevano confermato l’ex falchetto Mario Petrone, protagonista della permanenza dei biancorossi in Lega Pro, alla conduzione tecnica. E’ stato sufficiente il passaggio del 30% della società nelle mani di un altro imprenditore per portare ad un vero e proprio “ribaltone”: via Petrone ed il direttore sportivo Cangini, annunciato appena alla fine dello scorso mese di maggio, ed al loro posto l’avellinese Renato Cioffi (altro ex rossoblù) sulla panchina e Rino D’Agnelli nel ruolo di “diesse”. A portare avanti l’operazione Massimo Nicastro, immobiliarista italo-americano intenzionato nel prossimo futuro a rilevare integralmente il club romagnolo, fino ad aprile proprietario del Como che ha portato nuovamente tra i professionisti a distanza di due anni dall’ultima apparizione.

Nicastro, comunque, non era solo alla guida della società lariana. Al suo fianco anche il sardo Roberto Felleca, ex calciatore dilettante. Prima del suo arrivo nell’Alta Brianza si era parlato di un ingresso nel Livorno; dopo Como il gruppo a capo dell’imprenditore isolano ha manifestato interesse per prendere il titolo sportivo di serie D del Foggia. Ma non solo. In ballo anche l’Avellino per il quale c’è stato anche in questo caso un interessamento da parte di un gruppo sardo riconducibile, a quanto pare, allo stesso Felleca.

Tra Nicastro e Felleca da non dimenticare il ruolo di Ninni Corda: sardo anche lui ed ex allenatore, tra le altre, di Alghero, Como e Barletta, qualche anno fa coinvolto nello scandalo-scommesse “Dirty soccer”. La scorsa stagione in riva al Lario ha svolto il ruolo di direttore generale, mentre negli ultimi giorni è a capo di un gruppo non meglio specificato che vuole rilevare la Lucchese, società fallita all’inizio del mese che, dopo la salvezza, non ha perfezionato l’iscrizione al campionato di serie C.

Gruppo sardo lo scorso anno al Como che sembra lavorare su più fronti, ma non è il solo. Da non dimenticare poi Nicola Di Matteo che a Caserta è stato conosciuto nella “bollente” estate 2010 (quella dell’addio di Sparaco e dell’annunciato arrivo, poi smentito dai fatti, di Salvatore Bizzarro alla guida dei falchetti). Il suo nome circolò nell’ambiente calcistico di Terra di Lavoro per una eventuale acquisizione del club, ma poi alla fine l’operazione, data quasi per certa, non si perfezionò. La sua esperienza nel mondo del pallone si è concretizzata col Mantova e Santarcangiolese, mentre è stato defenestrato in tempi rapidissimi dal Teramo lo scorso mese di gennaio dopo alcune dichiarazioni fermamente censurate dal comitato etico della Lega Pro. Dopo aver provato ad acquisire due anni fa pure la Lucchese oggi la sua attenzione è rivolta al Foggia, ma non è detto che possa dirottare le sue attenzioni anche altrove (c’è sempre la piazza di Avellino ancora disponibile).

Nell’ambito dei “presidenti itineranti” da non dimenticare pure l’avvocato Giovanni Palma. Qualche settimana fa… l’autoproclamazione nel ruolo di vice-presidente della Casertana sulle pagine de Il Mattino del legale originario di Vico Equense, lo scorso anno per qualche mese nella dirigenza della Juve Stabia. “Lunedì mi presenterò (non “sarò presentato…“, ndr) alla stampa” la sua prima dichiarazione. Che ci sia stato un contatto col “patron” D’Agostino è un dato di fatto. Che il presidente dei falchetti gli possa affidare un qualsiasi incarico all’interno della dirigenza appare assolutamente da escludere.

E proprio per quanto riguarda la Casertana negli ultimi giorni è tornato alla ribalta Giovanni Lombardi dopo il sequestro preventivo ordinato dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Il suo nome, appena qualche settimana fa, era stato accostato a quello dell’Avellino tenendo magari presente che Lombardi, negli ultimi quindici anni, ha girato quasi tutta la Campania: in ordine sparso Cavese, Savoia, Scafatese, Casertana e (notare quell’e…) interessi neanche tanto nascosti a Benevento. Eppure nei suoi sogni neanche tanto celati c’era la Salernitana soffiatagli da Claudio Lotito nell’estate del 2012. Non è detto che, prima o poi, potremo ritrovarlo alla conduzione di qualche altro club calcistico.

Massimo Iannitti