Casertana: segnali di crescita non senza incognite

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Floro Flores sta lavorando per mettersi al passo con i compagni di squadra (Foto Giuseppe Scialla)

Buone indicazioni che arrivano da Laaribi, Santoro e Cavallini. Punto interrogativo sulla presenza o meno dei big che potrebbe cambiare i piani di mister Ginestra

Premessa doverosa: non inganni il risultato, né ci si faccia prendere dall’entusiasmo smisurato per il numero di reti messe a segno. Le amichevoli estive, in quanto a punteggio, in funzione dell’avversario, lasciano il tempo che trovano, servono per affinare gli automatismi, aumentare la condizione atletica e soprattutto provare soluzioni che potranno e dovranno ritornare utili quando si inizierà a fare sul serio.

Altra premessa, d’obbligo, è la presenza in ritiro, e quindi anche ieri in campo, di quei giocatori che la società ha, pubblicamente, “messo sul mercato”. Un conto è averli in rosa e un conto e non averli.

In virtù di questo e con questa premessa, qualche considerazione “sparsa” sul secondo test precampionato dei falchetti può essere fatta. Intanto, partiamo dal modulo: come già evidenziato nella prima uscita stagionale sarà 3-5-2 e mister Ginestra su questo sta lavorando. Un modulo che assomiglia molto a quello già visto con Luca D’Angelo in panchina, con gli eterni molto larghi e con gli interni di centrocampo, pronti a cercare lo spazio in profondità per accompagnare gli attaccanti in fase offensiva. Ingiudicabile la fase difensiva ieri, sia nel primo che nel secondo tempo, le cose migliori, come logico che siano, sono arrivate dalla metà campo in giù. Nel primo tempo la posizione di Santoro, davanti alla difesa, ruolo in cui si disimpegnò e anche bene con lo stesso D’Angelo, è parsa un’indicazione abbastanza chiara: sarà lui, salvo sorprese di mercato, il calciatore scelto per giocare in quel ruolo e la fiducia che ripone Ginestra nel giovane centrocampista potrebbe essere un’arma a suo favore. D’Angelo e Laaribi schierati ai lati hanno destato impressioni diverse: l’ex Avellino ha dosato le forze nei quarantacinque minuti che ha giocato, senza forzare e soprattutto cercando la giocata semplice; l’ex Rende invece è stato molto più dinamico, ha spesso provato la giocata (suo l’assist per il gol del 2-0 di Clemente) e ha trovato anche la rete. In questo modulo, che lo ha posto all’attenzione di tanti, si trova a suo agio e ha la qualità per essere spesso decisivo perché bravo a farsi trovare libero dalla marcatura avversaria. Sulle corsie esterne soprattutto Longo ha dato dimostrazione di avere passo lungo e corsa, armi queste che diventano fondamentali per attaccare gli spazi e la profondità.

In avanti Castaldo, che pare non abbia minimamente risentito della pausa, e Starita hanno sicuramente giocato al piccolo trotto contro una difesa che poco poteva per non andare in affanno. Nella ripresa, i cambi hanno consentito a Ginestra di far mettere minuti nelle gambe anche agli altri, compreso Zito ha giocato tutti i quarantacinque minuti da interno di centrocampo, un ruolo visto fare spesso anche a Salerno, con “licenza” di svariare per il campo.

Discorso diverso merita invece Floro Flores: arrivato in ritiro venerdì, è come naturale che sia, in ritardo rispetto ai compagni. Nella mezz’ora che gli ha concesso Ginestra, al posto di Castaldo, è vero che non ha trovato il gol, e forse non ci ha provato nemmeno, ma ha badato a correre, a prendere confidenza con i compagni di reparto, a provare movimenti. Chi ha destato una buona impressione, invece è il giovane Cavallini: l’attaccante toscano classe 2000, non tanto per i due gol messi a segno (uno bellissimo con una conclusione a giro da fuori area) ma per la dinamicità che ha mostrato nell’arco del secondo tempo. Insomma, in attesa di testa più probanti e contro avversari che possono dare delle indicazioni più veritiere sulle potenzialità della formazione rossoblù, i falchetti sembrano avviarsi a concludere questa prima fase di ritiro con tante buone risposte per mister Ginestra.

Di certo, la situazione di chi c’è e che rischia di non esserci più, è una spada di Damocle sulla testa del tecnico che potrebbe essere costretto a rivedere eventualmente tutti i suoi piani. Società dunque al lavoro per completare la rosa, ma soprattutto per risolvere la questione big. Una necessità questa da cui non si può prescindere se si vuole consentire a Ginestra e al suo staff di portare avanti il lavoro iniziato a Roccaraso.

Giovanni Fiorentino