Storia & Storie: un pomeriggio per caso…

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Gianfranco Maggio ed Enzo Cuccaro

Due presidenti che hanno scritto, contemporaneamente, la pagina sportiva più bella della città di Caserta

Un pomeriggio per caso e… la storia si incontra. Enzo Cuccaro e Gianfranco Maggiò, due personaggi, due presidenti che, contemporaneamente, hanno scritto la più bella pagina della storia di Caserta sportiva.

Era il periodo maggio/giugno dell’anno 1991 quando la Casertana e la Juve Caserta conquistano rispettivamente la serie B e lo scudetto tricolore del basket, il primo per una squadra del sud Italia. I falchetti del presidente Enzo Cuccaro centrano la seconda promozione nella cadetteria dopo quella dell’era Giuseppe Moccia, Pensate, da allora, sono passati ben ventuno anni. Gli uomini del mitico mister Adriano Lombardi, il rosso di Ponsacco, scomparso qualche anno fa dopo aver combattuto con tutte le forze contro la SLA, ebbero la forza di reagire a non poche avversità e poi, anche grazie ad un pizzico di fortuna che non guasta mai, recuperarono posizioni su posizioni in classifica, arrivando nel finale di campionato a conquistare la vetta e la promozione in serie B.

Di contro la Juve Caserta, targata Phonola, riuscì a vestire, per la prima volta nella storia, la città di Caserta con il tricolore, uno scudetto arrivato dopo cinque estenuanti e entusiasmanti partite giocate contro la rivale di sempre, la Philips Milano. La soddisfazione e la gioia fu davvero immensa e grandissima perché il trionfo arrivò proprio in terra milanese.

Enzo Cuccaro occupava la carica di presidente da quattro anni e, nonostante avesse seminato tanto, aveva raccolto davvero poco e nonostante l’abbandono di tutti i consiglieri, andò avanti solo con l’appoggio del cognato Gigi Bove, altra mitica figura di quell’epoca. È andato sempre avanti per la sua strada, sorretto soprattutto dalla passione per il gioco del calcio e dal suo inguaribile ottimismo che lo ha portato a conquistare un traguardo davvero storico tanto da essere ricordato con affetto dai “vecchi” tifosi, quelli che lui amava definire “lo zoccolo duro” della tifoseria, ma anche da tanti giovani che chiedono continuamente notizie su questo grande ed unico personaggio.

E’ martedì 21 maggio 1991 quando la Juve Caserta è protagonista di uno storico trionfo e viene applaudita da tutta l’Italia sportiva. Il giovane presidente Gianfranco Maggiò, avrebbe compiuto 35 anni ad ottobre, aveva rilevato la società bianconera dopo la prematura e improvvisa scomparsa del “presidentissimo” cavalier Giovanni Maggiò avvenuta nel 1987. Gianfranco, insieme alla sorella Ornella, pur vivendo all’ombra di un simile genitore, è stato sempre vicino alla Juve Caserta facendo sentire il suo “peso” soprattutto nei momenti meno felici. La trionfale marcia della squadra targata Maggiò verso il tricolore, parte già nel 1988 quando la Juve Caserta iscrive nel suo palmares il primo trofeo conquistando a Bologna la Coppa Italia dopo la bellissima finale con l’appendice di due tempi supplementari. Tempi supplementari che caratterizzano in maniera negativa la stagione seguente dei casertani che sono sconfitti nella finale tricolore e nella finale europea in Coppa delle Coppe proprio nei minuti aggiuntivi. In campionato arriva ai quarti di finale dopo due sconfitte per un solo punto a Bologna, mentre nel 1990 la Juve Caserta non arriva oltre i quarti di finale della Korac mentre viene eliminata nella corsa scudetto nell’incontro di semifinale. Ma Gianfranco Maggiò e il suo team guidati in panchina dal coach casertano Franco Marcelletti e con in campo gli “scugnizzi” Nando Gentile, Enzino Esposito e Sergio Donadoni, casertani che fanno un tutt’uno con Sandro Dell’Agnello, Charles Shackleford e Tellis Frank, arrivano all’apoteosi nel maggio di 28 anni fa trionfando a Milano e conquistando lo storico scudetto, un’impresa che fece dire all’Italia intera: “Caserta sei tu la bellissima”.

Altri tempi per lo sport casertano, ma rivedere insieme Enzo Cuccaro e Gianfranco Maggiò in un pomeriggio piovoso di maggio hanno scaturito in noi tanta emozione e una miriade di ricordi, qualcuno lo abbiamo voluto raccontare.

L’occasione, più che fortunata per noi, è stata quella della presentazione del libro “Renato Iaselli – Testimone del suo tempo”  scritto da Giuseppe de Nitto nel cinquantesimo anniversario della morte, tenutasi ieri presso una gremita Biblioteca del Seminario Vescovile di Caserta.   

Pasquino Corbelli