Non ne avete azzeccata una

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L’attuale posizione in classifica non è altro che lo specchio dei tanti errori commessi in questa stagione

“Questo quinto posto… per tre anni consecutivi siamo ai play-off, dove per due anni abbiamo superato il turno… ci dimentichiamo di essere usciti contro Alessandria, che poi andò in finale, e Cosenza che è andato in serie B. Ogni anno la società ha migliorato, dal nono (gestione Tedesco-Esposito, ndr) al settimo posto (Scazzola-D’Angelo, ndr)… ogni hanno ha fatto una plusvalenza… ma di cosa stiamo parlando… questo è il mio pensiero e lo dico e lo ribadisco anche se arriverei (testuale, ndr) ultimo”.

Echeggiano ancora come un macigno all’interno del ventre dell’impianto di Viale Medaglie d’Oro le parole post Casertana-Juve Stabia giocata lo scorso 3 marzo. A pronunciarle, chi questa squadra l’ha costruita, l’”archistar” che ha dapprima gonfiato il petto per la sua, mediatica, campagna acquisti, e che invece adesso si trova a fare i conti con qualcosa che non torna, dopo aver passato una stagione intera a portare i suoi “alieni”, in giro tra locali e sponsor, quasi come fossero star del circo Barnum.

Il tutto in barba alla regola più elementare del calcio, usata sicuramente di chi sa di calcio e, soprattutto, vive di calcio: non parlare mai prima, il campo potrebbe smentirti. Invece si è andati avanti a ruota libera, dando per certo un qualcosa che di certo non era e neanche è stato. In barba anche al famoso detto (portato in auge da Trapattoni, mica dal primo arrivato) non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Un invito alla prudenza non raccolto.

Perché quel quinto posto non c’è, sfumato già da qualche settimana, sotto i colpi di squadre che hanno arrestato la “corsa”, con sconfitte e inutili pareggi, della squadra rossoblù. Il miglioramento della classifica non c’è, spazzato via dal vento dei tanti altalenanti risultati, ultimo il pareggio davvero brutto di ieri contro il Potenza che ha eliminato definitivamente i falchetti dalla corsa al settimo posto centrato nella scorsa stagione.

Se è per questo non c’è nemmeno la certezza del terzo anno consecutivo ai play-off. Sempre per i risultati di cui sopra, nove punti nelle ultime nove gare partendo proprio dalla partita contro la Juve Stabia, i falchetti saranno costretti a giocarsi la matematica certezza di accedere alla post-season, nell’ultima gara della stagione, in trasferta a Lentini, dovendo inoltre fare a meno del suo capocannoniere, Castaldo, che dopo il giallo rimediato contro il Potenza, sarà costretto a guardare la gara.

Una cosa impensabile (ma pure inammissibile) ad inizio stagione, per una squadra che era stata sognata per disputare una stagione diversa. In mezzo, gli ennesimi ribaltoni in panchina, che sembrano essere la vera costante che lega questa stagione a quelle precedenti. Tre in questa stagione, con la “chicca” di voler affidare la squadra, a sei giornate dalla fine e con una situazione sicuramente di non facile gestione, ad un tecnico nuovo e al suo staff. Cinque partite sono bastate a Sandro Pochesci per farsi un’idea racchiusa nel concetto, espresso dal suo secondo Emilio Coraggio ieri al termine della gara contro il Potenza: “Abbiamo dei problemi, si vede. E’ innegabile”. Ci fa piacere che loro se ne sono accorti anche se soltanto ieri: noi (e non soltanto noi) da un pezzo.

Insomma, una Casertana racchiusa in se stessa, stretta nella sua stessa morsa e probabilmente vittima del suo stesso destino. Basterebbe dire che “non ne avete azzeccata una“, ma ci basta ricordare che il Re è nudo, peccato che solo il Re non si vede tale.

Giovanni Fiorentino