Pochesci: due gare per evitare un flop

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L’allenatore della Casertana Sandro Pochesci (Foto Giuseppe Scialla)

Ultimi 180′ per i falchetti che devono blindare i play-off: battere il Potenza per poi giocarsi tutto a Lentini contro la Sicula

Potenza e Sicula Leonzio. Una neopromossa che guarda dall’alto il gruppone delle squadre che ambiscono ad un posto nella post season, e una squadra che invece, peggiorando lo score dello scorso campionato, i sogni play-off li ha dovuti abbandonare da qualche settimana. Si chiuderà contro di loro la stagione regolare della Casertana, con gli ultimi centottanta minuti di un campionato fin qui deludente e troppo altalenante. Difficile pensare ad inizio stagione a questo tipo di piazzamento, difficile ipotizzare di vedere una squadra, costruita con nomi altisonanti e con una presentazione roboante, arrivare a due gare dalla fine del campionato senza ancora avere la certezza di un posto nei play-off.

Già, perché i play-off sono ancora tutti da conquistare, e rappresentano l’unica ancora di salvezza per non etichettare come fallimentare la stagione. Vanno conquistati con la consapevolezza che, probabilmente, battere domenica il Potenza, privo del suo capitano França e match winner nella gara di andata, potrebbe non bastare e che si dovrà andare a Lentini contro una squadra che potrebbe trovare motivazioni solo dall’avversario che si trova di fronte, per blindarli, mettendosi a riparo da brutte sorprese. Ecco perché la coda della stagione regolare, soprattutto per la Casertana vista in queste ultime settimane, rappresenta una strada certamente non impervia, ma nemmeno tanto facile per un allenatore che ha chiesto ancora “tre-quattro gare per la forma migliore“.

Ad oggi, dell’entusiasmo che ha accompagnato Sandro Pochesci in occasione della sua presentazione, si è visto poco, e quella fiammella, che si era prefissato di accendere, al momento stenta ancora vedersi. Perché se contro il Rende all’esordio è arrivata una sconfitta, la squadra aveva dato accenni di ripresa contro Monopoli e Siracusa ma soprattutto con la Reggina i segnali non sono stati di certo incoraggianti. Il tecnico laziale, come i suoi predecessori, si è dovuto scontrare su un dato oggettivo ed inconfutabile: rosa incompleta e soprattutto “condizionata” da infortuni e squalifiche. Difficile per chiunque, soprattutto per chi subentra a sei giornate dalla fine, fare miracoli, inculcare il proprio credo calcistico in un gruppo che vive nell’emergenza e che, domenica dopo domenica, pare aver smarrito voglia e determinazione, rimediando anche magre figure. Adesso gli ultimi centottanta minuti della stagione regalano un’ultima opportunità al tecnico ex Fondi: centrare i play-off potrebbe rappresentare un’iniezione di fiducia per lui e per la squadra. Non centrarli costituirebbe un flop non giustificabile (e pure inammissibile) sia pure considerando le poche gare avute a disposizione.

Ecco perché adesso a mister Pochesci viene chiesto di trasmettere “cattiveria” alla squadra, lanciando un messaggio chiaro a tutti: i play-off rappresentano l’obiettivo che non può essere fallito e per raggiungerlo bisognerà affidarsi a chi è pronto a dare tutto, a prescindere da passato, curriculum ed anagrafica. Messaggio che non può non riguardare i calciatori: i play-off si conquisteranno solo se capiranno che non farli rappresenterebbe un fallimento anche per loro, i quali oggi rischiano di essere ricordati a Caserta più per le presenze sui social che con quelle in maglia rossoblù.

Giovanni Fiorentino