Casertana nuova, problemi vecchi

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Il tecnico dei falchetti Sandro Pochesci (foto Giuseppe Scialla)

Pochesci, come i suoi predecessori, sta toccando con mano la difficoltà di gestire una rosa in cui ogni settimana si vede costretto a rinunciare a qualche elemento. Intanto la sconfitta di Reggio rischia di pesare più sulla testa che sulla classifica

“La mia Casertana è resistita venticinque minuti del primo tempo……. Poi siamo spariti….. Purtroppo tra i giocatori che non abbiamo a disposizione per infortuni e quelli in condizioni non ottimali, sapevamo che avremmo dovuto fare questo tipo di partita…….  Ma quando a fine primo tempo giocatori come D’Angelo, Zito e Vacca iniziano ad evidenziare problemi fisici, allora devi pensare a contenere”.

Le dichiarazioni post Reggina-Casertana, rilasciate da mister Sandro Pochesci (che riprendiamo dal sito ufficiale della società), sembrano quelle che in tutti questi mesi ci hanno propinato in rapida successione prima Gaetano Fontana e poi, a turno, Raffale Esposito e/o Nello Di Costanzo. Una sorta di continuità che accomuna i tecnici che quest’anno si sono seduti sulla panchina dei falchetti. Perché poi, fondamentalmente, tutti si scontrano con questa amara realtà.

Sta accadendo anche a mister Pochesci, arrivato con grandi motivazioni, e sicuramente non le avrà perse nonostante le due sconfitte nelle quattro gare dirette da quando siede sulla panchina della Casertana, che alla lunga sta toccando con mano le difficoltà che hanno incontrato i suoi predecessori. Difficile provare a cambiare qualcosa in una squadra che ogni settimana deve fare la conta dei presenti, piuttosto che degli indisponibili. Dove ogni settimana è costretta a cambiare modulo e uomini da opporre all’avversario di turno. E quando recuperi qualcuno, vedi Pinna rivistosi in campo dopo quattro mesi, ne perdi altri, vedi Meola assente per infortunio ieri.

Insomma una situazione non facile a cui il tecnico è chiamato a far fronte in questi ultimi centottanta minuti della stagione regolare, dove c’è un posto nei playoff da conquistare, con le pretendenti che aumentano settimana dopo settimana, rendendo complicato ogni mezzo passo falso. Intanto a Reggio Calabria, in una gara in cui la sconfitta poteva essere messa in preventivo, la Casertana ha fatto veramente un passo indietro sia dal punto di vista del gioco che dell’impatto nella gara. Contro il Siracusa, i cambi e uno Zito ispirato avevano ribaltato l’incontro grazie ad una ripresa fatta tutta anima e cuore. A Reggio Calabria, contro avversario sicuramente di spessore, che si è permessa il lusso di lasciare in panchina giocatori importanti, l’anima e il cuore forse sono rimasti negli spogliatoi. Troppo in balia degli avversari, che solo nel primo tempo hanno creato ben quattro palle gol importanti, in cui sono venuti fuori i limiti di una squadra che quando attaccata non riesce a reggere l’urto con gli avversari, facendosi prendere dal panico e dove gli errori individuali diventano una costante. Nella ripresa, invece, si è giocato al risparmio, pensando più a non prenderle che a darle, pensando di poter tornare a casa con un risultato positivo, pensando che scampato il pericolo del primo tempo, la gara si stesse indirizzando in un binario “morto”. Un segnale preoccupante questo, figlio probabilmente di un modulo tattico, il 3-5-2, che questa squadra fa fatica a metabolizzare, e a certificarlo sono i risultati ottenuti oltre alla mancanza di calciatori in grado di rendere funzionale questo modulo.

Ecco che allora in queste ultime due gare bisogna partire dalle certezze che ha questa squadra, mettendo da parte esperimenti, sono trentasei giornate che si fanno, e pensando a conquistare un posto nei playoff. La strada non è sicuramente in salita, a patto di fare bottino pieno domenica, altrimenti tutto si complica.

Giovanni Fiorentino