Reggina: “play-off” come obiettivo

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Roberto Cevoli, tecnico della Reggina nella gara di andata disputata al “Pinto” (Foto Giuseppe Scialla)

Il ritorno domenica scorsa di Cevoli sulla panchina è stato contrassegnato dalla vittoria esterna sul campo della Cavese

Dal brillante successo col Catania alla vittoria nell’ultimo turno al “fotofinish” con la Cavese passando per le inopinate sconfitte rimediate con Rieti e Sicula Leonzio. E’ una Reggina che, ancora a tre giornate dalla conclusione del campionato, appare ancora alla ricerca della dimensione giusta. Intatte le speranze di accedere ai “play-off” della formazione amaranto, anche se dopo il mercato di gennaio erano in molti (se non tutti) a credere che la compagine calabrese potesse aver già raggiunto l’obiettivo a questo punto della stagione.

Ci ha messo del “suo” la dirigenza della Reggina: l’addio (frettoloso?) al tecnico Roberto Cevoli dopo il derby interno perso col Catanzaro e l’arrivo contestuale di Drago alla conduzione non ha portato gli effetti sperati. Qualche buona prestazione alternata a delle gare ben al di sotto delle attese, vedi pareggi rimediati contro Rende e Paganese. Poco più di una settimana fa l’esonero di Drago (che resta legato con un contratto fino al giugno 2020) e la nuova chiamata di Cevoli, tornato sulla panchina in concomitanza con i tre punti raccolti al “Lamberti” di Cava de’ Tirreni giusto al 90′.

Sotto l’aspetto tecnico l’arrivo del nuovo/vecchio allenatore ha portato ad una modifica sostanziale. Il “4-3-1-2” proposto in più di una occasione da Drago ha lasciato spazio al “3-4-3” di Cevoli, piccola modifica sul tema “4-3-3” proposto nel girone di andata dall’ex Renate. A far da “pendolo” il neozelandese Kirwan (il più utilizzato nel corso della stagione con 2894′ in campo), capace di fungere da terzino e da centrocampista aggiunto sulla corsia di destra, come del resto l’altro esterno della mediana.

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L’estremo difensore reggino Confente (Foto Giuseppe Scialla)

In porta c’è il veneto Confente (maglia numero 22, classe 1998), portiere di proprietà del Chievo e che al termine della stagione tornerà per fine prestito alla società veronese: nel mercato di “riparazione” si è registrato l’arrivo dell’altro estremo difensore Farroni (32, 1997, contrattualizzato dal club amaranto fino al 2021) sembrava aver messo in discussione la “leader-ship” di Confente tra i pali. L’ex Matera è pure sceso in campo in occasione dei confronti con Siracusa e Potenza senza incassare peraltro neanche una rete, per poi terminare nuovamente in panchina al fianco dello sloveno Vidovsek (1, 1999) mai visto all’opera neanche in Coppa Italia. Terminato “fuori lista”, invece, l’altro portiere Licastro (12, 1995) che nel girone di andata pure aveva collezionato un paio di apparizioni da titolare contro Rende e Paganese in occasione di un infortunio occorso a Confente.

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Il difensore Conson, capitano della Reggina (Foto Giuseppe Scialla)

Contro la Cavese messo in evidenza un terzetto difensivo di tutta sostanza: in posizione centrale l’ex Ternana e Spal Gasparetto (25, 1988) affiancato dal capitano Conson (2, 1990) e da Solini (21, 1993). Pronto all’occorrenza Redolfi (20, 1994), anche se il difensore bergamasco ha collezionato la sua apparizione più recente oltre due mesi fa in occasione della sconfitta al “Fanuzzi” contro la Virtus Francavilla, come del resto Pogliano (15, 1998), visto all’opera l’ultima volta proprio nel derby del “Granillo” col Catanzaro. Utilizzato pure meno il giovane Ciavattini (13, 1998, appena 103′ di gioco), ex capitano della Roma Primavera sul quale la dirigenza della Reggina aveva anche puntato molto facendogli sottoscrivere la scorsa estate un contratto triennale.

Lo schieramento di retroguardia “a tre” dovrebbe aver messo fine ad uno dei problemi irrisolti dell’organico amaranto, quello del terzino sinistro: nel corso della stagione si sono alternati il giovanissimo Mastrippolito (classe 2000, finito a gennaio nella Primavera del Sassuolo) e Seminara (3, 1998). La questione sembrava essersi risolta con l’ingaggio dal Sud-Tirol di Procopio (17, 1996), ma pure lui non ha in alcun modo convinto nelle cinque apparizioni in campionato, portando Drago ad adattare un centrocampista nel ruolo.

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Una fase della gara di andata con impegnati Franchini e Zito (Foto Giuseppe Scialla)

Nel pacchetto di mediana la solidità è offerta da De Falco (5, 1986), anche l’ex Vicenza e Benevento appare ancora lontano dalle prestazioni offerte nelle precedenti stagioni. Al suo fianco doveva esserci l’altro sloveno Zibert (8, 1992), elemento dotato di un buon tiro dalla distanza, ma le notizie che arrivano da Reggio Calabria lo danno “out” per la sfida di sabato. Dentro quindi Salandria (4, 1995) che è al rientro dopo un turno di stop disciplinare. Sulla corsia di destra il già citato Kirwan (26, 1995), uno dei più costanti in termini di rendimento nell’intera stagione, mentre sulla fascia opposta Franchini (6, 1998). Partirà dalla panchina Marino (14, 1998), finito nel “dimenticatoio” dopo un girone di andata vissuto da buon protagonista.

Relativa abbondanza nel reparto d’attacco. Proprio sul fronte offensivo la Reggina ha pagato pesantemente “dazio” agli infortuni. Il primo in ordine di tempo è stato quello di Maritato (18, 1989), “ko” per un problema al ginocchio ad inizio del girone di andata col Monopoli, sulla strada del rientro ma al momento non ancora disponibile. All’attaccante ex Pontedera si sono aggiunti, poi, nell’elenco degli indisponibili anche l'”enfant du pays” Viola (9, 1990) e pure il giovane Tassi (19, 1998) autore di cinque realizzazioni in campo. Non senza dimenticare il trequartista Ungaro (24, 1994) finito “fuori lista” dopo i tanti arrivi di gennaio ed aver rifiutato il trasferimento ad una Lucchese sulla quale in quel momento appariva concreta l’esclusione dal campionato di competenza. Piccola curiosità proprio su Ungaro: il fatto di essere fermo da quasi tre mesi non gli ha escluso la convocazione (insieme al compagno di squadra Pogliano) con la selezione che rappresenterà l’Italia alle Universiadi in programma in Campania il prossimo mese di luglio. 

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Tiziano Tulissi contrastato da Mancino (Foto Giuseppe Scialla)

L’elenco degli attaccanti si assottiglia senza, però, esaurirsi. Nel ruolo di punta centrale in due a giocarsi una maglia da titolare: da un lato Baclet (27, 1986) giunto dal Cosenza e che finora ha convinto poco. Dall’altro Martiniello (23, 1996), autore della rete decisiva domenica scorsa contro la Cavese. In attesa che il francese recuperi la migliore condizione, l’aversano potrebbe scendere in campo sin dal primo minuto.

Remote le possibilità per Sandomenico (11, 1990) di vestire una maglia da titolare, terminato ai margini del “progetto” sotto la gestione Drago ma che pure aveva risolto qualche partita nel girone di andata con Cevoli alla conduzione tecnica. Torna nell’elenco dei disponibili dopo un infortunio che lo ha tenuto fuori nelle ultime due giornate Doumbia (31, 1990), in gol in due occasioni nelle undici partite complessivamente disputate. Anche lui, però, potrebbe partire dalla panchina.

Più probabile, invece, la coppia costituita da Bellomo (30, 1991, in tredici apparizioni ben quattro reti ma pure sei ammonizioni all’attivo) e Strambelli (29, 1988, in gol in tre occasioni) col mancino Tulissi (10, 1997) pronto all’occorrenza per sfruttare la corsia di destra.

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Massimo Iannitti