Casertana, di lotta e di governo

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Castaldo decisivo anche a Monopoli (Foto Giuseppe Scialla)

Seppur con tante defezioni, i falchetti ritrovano la vittoria in trasferta che mancava da Cava de’ Tirreni, in cui come ieri, andò a segnò Gigi Castaldo

Novantotto giorni dopo, in mezzo quattordici sabato, altrettante domeniche e ben tredici gare di campionato, vissute tra alti (pochi) e bassi (tanti). È lo spazio temporale che ha diviso la Casertana dall’ultima vittoria stagionale in trasferta. Un periodo lunghissimo, in cui si sono dissolti sogni di gloria, ambizioni e un piazzamento “play-off”, da almeno quinta, che oggi invece va ancora conquistato.

Così da Cava de’ Tirreni a Monopoli, la costante è sempre la stessa: Gigi Castaldo, in gol al “Simonetta Lamberti”, in gol pure al “Veneziani”. È inutile nasconderci dietro un dito: l’ex attaccante dell’Avellino è l’unico “alieno” in un gruppo di umani e a certificarlo non sono solo i quindici gol stagionali, ma tutto ciò che porta in dote il bomber rossoblù, in termini di leadership, carisma, presenza fisica, carattere e voglia di correre fino al novantesimo ed anche oltre. Un altro aspetto però che sfugge ai più, è la sua capacità di gestirsi: in “diffida” dalla gara contro la Virtus Francavilla, e in una squadra dove ammonizioni ed espulsioni sono ormai una costante, sta gestendo quel “giallo” che gli farebbe saltare una gara di campionato, con parsimonia e grande intelligenza.

Insomma, in questa Casertana, due sono le certezze: Castaldo e gli assenti (per la lunga serie di infortuni oltre che di squalifiche). Anche ieri a Monopoli mister Pochesci, che ha trovato la sua prima vittoria sulla panchina della Casertana, ha dovuto fare di necessità virtù: tanti assenti, compreso qualcuno che si fermato a partita in corso, e squadra completamente rivoluzionata, imbottita di difensori, per alcuni versi “senza senso”.

Di più però non si poteva fare, dovendo attingere dai calciatori disponibili, dai quali è arrivata una risposta almeno in termini di orgoglio e volontà. Ecco perché la Casertana vista a Monopoli è stata una squadra “di lotta e di governo“: operaia, umile, capace di soffrire e con un grande spirito di sacrificio, concentrata, che non si è sottratta alla lotta, che ha voluto fortemente non soccombere e che con un pizzico di fortuna ha portato a casa un risultato importantissimo, per il morale e soprattutto per la classifica, seppur senza entusiasmare.

Questo, ad onor del vero, conta poco, ed è l’ultimo aspetto su cui concentrarsi: in questa fase della stagione contano più i punti che le prestazioni, soprattutto perché la classifica corta, e con tante squadre coinvolte a cercare un posto nei “play-off” non consente di fermarsi. Ecco perché la vittoria di Monopoli assume un significato ancora maggiore: battuta una diretta concorrente, riequilibrato lo scontro diretto e cosa non da poco aver riproposto la propria candidatura per una posizione “più alta” in chiave “extra-season”. Insomma, se il post Cava de’ Tirreni portò in dote una serie di risultati utili consecutivi, l’auspicio è che il post Monopoli possa essere l’inizio di un periodo in cui, recuperando anche qualche infortunato, si decida di giocarseli in pieno i “playoff”, e non da semplice comparsa.

Giovanni Fiorentino