Sandro Pochesci, il “rivoluzionario”

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Sandro Pochesci (Foto tratta dal web)

Chi è l’allenatore chiamato a guidare la Casertana nelle ultime fasi della stagione

Prima di tutto un chiarimento: il Pochesci che qualche tifoso rossoblù un po’ avanti negli anni ricorda come avversario della Casertana con le maglie di Brindisi e Ternana si chiama Paolo. Una storia calcistica iniziata con la Lazio nel 1979-1980, quando i biancoazzurri furono costretti ad attingere al settore giovanile dopo il primo “calcio-scommesse”. Il suo esordio in serie A ed una buona carriera proseguita fino all’inizio degli anni Novanta.

Il nuovo allenatore della Casertana, invece, è Sandro Pochesci, romano anche lui classe 1963. Le cronache parlano di “un buon centrocampista in giro per i campi romani di terra battuta” di serie D che ha iniziato la sua carriera di allenatore in Prima categoria nel suo quartiere de La Borghesiana. Le prime esperienze tra i professionisti con Viterbese ed Olbia (ufficialmente come assistente) e poi l’occasione rappresentata dal Racing Fondi dopo il ripescaggio in Lega Pro della società pontina dove rimane dal 2014 al 2017.

Lo scorso anno, con l’acquisizione della Ternana da parte dell’ex “patron” del Fondi, per Pochesci la grande “chance” della categoria cadetta. Il bilancio puramente numerico parla di 23 partite con tre vittorie, ben tredici pareggi e sette sconfitte e si chiude a fine gennaio 2018 dopo il 2-2 con la Salernitana.

Molti hanno imparato a conoscere il “personaggio” prima ancora che l’allenatore per le sue frasi celebri come in occasione dell’eliminazione dell’Italia dai Mondiali per mano della Svezia. “Italia battuta da una squadra di profughi – disse Pochesci – Ci hanno pure menato, se contro la Svezia mettevamo una squadra di C vincevamo“. Parlando della Ternana e del suo gioco, invece, ebbe a dire “Ibrahimovic potrebbe avere difficoltà. Lui prende palla e gioca da solo, noi giochiamo a due tocchi“. Non solo: nella conferenza-stampa di presentazione di un incontro sostenne “ci presenteremo con uno schieramento 3-7 portiere compreso, uno lo regaleremo agli avversari“.

Lo scorso mese di dicembre, insieme al “match-analyst” Daniele Persico (che dovrebbe affiancarlo alla Casertana) ha dato alle stampe il libro “3-3-1-3. Oltre i sistemi di gioco“. “Il punto fermo resta il trequartista, nucleo e faro attorno a cui il resto della squadra ruota – il commento di Pochesci – Se guardi la disposizione in campo, gli 11 giocatori costituiscono 4 rombi e 47 triangoli, motivo per cui ognuno ha sempre tre alternative di passaggio e può far cominciare la manovra senza saltare alla linea successiva. Ci sono state gare in cui eseguivamo 700 passaggi contro i 130 altrui, perché le posizioni che tenevamo obbligavano tutti a dare del tu alla palla. Il mio 3-3-1-3 non è spregiudicato, ma propositivo: lo scopo è quello di controllare la sfera per tutta la durata dell’incontro. Credo che se nelle giovanili si imponesse questo schieramento, migliorerebbe di molto la cifra tecnica complessiva. Il difensore oggi non può pensare soltanto a marcare, perché la pressione a cui è sottoposto il play obbliga qualsiasi squadra a far partire la manovra da più dietro. Se ci si allenasse più sui concetti che sulle posizioni si vedrebbero calciatori più completi” (intervista di Emanuele Garbato – tratta da Pianeta B).

Nel pomeriggio di oggi il primo allenamento con la Casertana, mentre nella giornata di domani, 27 marzo, alle 18 al “Pinto” la conferenza-stampa di presentazione del nuovo allenatore.

Redazione