Pochesci: poco tempo, tante cose da sistemare

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Sandro Pochesci nuovo allenatore della Casertana (Foto Giuseppe Scialla)

Settimo tecnico dell’era D’Agostino e sei gare per salvare la stagione

Tedesco (con annesse dimissioni di Materazzi e De Carne), Esposito, Scazzola, D’Angelo, Fontana, Di Costanzo-Esposito, Pochesci: sono ben sette i tecnici, in due stagioni e mezza, chiamati al capezzale dei falchetti da una proprietà che rischia di passare anche per “mangia allenatori”, e che hanno bruciato non poche risorse economiche alla società rossoblù.

Tra chi era poco aziendalista, chi poco coraggioso, chi ha scelto di cambiare aria, chi fumava in panchina, chi non ha ottenuto risultati, oggi la palla passa al tecnico romano, fermo da gennaio dello scorso anno dopo l’esonero alla Ternana, e con un vasto curriculum di campionati dilettantistici alle spalle.

A lui viene chiesto di “salvare” la stagione, trovando un posto nei “play-off” e soprattutto di rianimare una squadra che non vince sul campo dalla gara contro il Francavilla (il 3 febbraio) e in trasferta dalla gara contro la Cavese (il 30 dicembre). Una squadra capace di mettere insieme quattro sconfitte, tre pareggi e due vittorie (di cui una “a tavolino”) nelle ultime nove gare facendola scivolare al decimo posto in classifica ultimo utile in chiave “play-off”.

A rendere ancora più arduo il compito dell’allenatore capitolino, è il tempo messogli a disposizione dalla società: sei gare, tutte scontri diretti, e soprattutto da portare avanti con una squadra a corto di condizione fisica, con infortuni cronici, con calciatori squalificati e con la testa spesso fuori dalla partita. Insomma un azzardo, anche per lo stesso Pochesci, anche se comprendiamo che quando stai troppo tempo fermo rischia di diventare difficile rientrare, quello di accettare la panchina della Casertana, in questo momento della stagione, soprattutto alla luce delle esperienza pregresse.

Quello che non è passato sott’occhio è però il fatto che ad accompagnare Pochesci in questa avventura, ci sarà il suo staff, cosa questa in controtendenza con quanto messo in atto in questa stagione, dove la società aveva imposto un suo staff che i tecnici dovevano e hanno dovuto accettare. Staff proprio che è stato oggetto del contendere con i tanti allenatori contattati per il post-Fontana e che non ha portato alle conclusioni positive delle trattative.

Ora (solo ora) si cambia registro, avendo compreso che difficilmente si riuscirà a trovare un tecnico in grado di accettare questa imposizione.  Ecco che allora è lecito chiedersi che senso ha avuto farlo adesso? Che miracoli può fare in così poco tempo un preparatore atletico, costretto a cambiare le metodologie di allenamento alla squadra? Cosa potrà dare Pochesci a questa squadra in così poco tempo, nel senso di proprio credo calcistico? Di sicuro tutto questo avrebbe un senso se si è deciso di pensare già alla prossima stagione e non limitarlo solo a questa: vorrebbe dire aver fatto tesoro degli errori e di provare a rimediare. Insomma un’avventura che parte con tante domande a cui solo il campo potrà dare risposte.  In bocca al lupo mister.

Giovanni Fiorentino