1983, Casaroli & Mucci: Paganese ko

montefusco
Enzo Montefusco, allenatore della Casertana nella stagione di C1 1982-1983

La Casertana passa al “Torre” e condanna alla retrocessione gli azzurrostellati

Tony Giammarinaro, tecnico degli azzurrostellati, esce dagli spogliatoi con il volto buio, nonostante la matematica non faccia ritenere ancora retrocessa la Paganese. La vittoria dell’undici di Montefusco ha spento quasi del tutto quel lumicino delle speranze che soltanto in pochi tenevano ancora in vita, più per un fatto scaramantico che per calcolo delle probabilità. La delusione dei supporters è cocente. La minuta pattuglia presente al “Marcello Torre” si è assottigliata con lo scorrere dei minuti, e dopo il secondo gol dei falchetti le teste del settore Distinti sono diventate trentasette, non di più. Fiorucci e compagni hanno guadagnato gli spogliatoi tra fischi ed epiteti. Un giorno triste per i destini di una squadra che dopo tre anni è ad un palmo dalla C2. A condannarla, forse irrimediabilmente, è stato Enzo Montefusco, l’allenatore che ha legato il suo nome a buoni campionati degli azzurrostellati.

I padroni di casa non hanno inventato una sola azione degna di nota e per l’arco dei novanta minuti non sono mai riusciti a prendere le redini di un centrocampo dall’inizio in mano agli ospiti. Non è che i falchetti abbiamo strafatto, ma la loro manovra è stata più ordinata, manifestando a tratti una indubbia ricchezza di spunti in fase offensiva, con Alivernini sempre presente sui servizi dalla trequarti ed un Mucci superlativo. La Paganese ha opposto un disordine che è divenuto a tratti caos, una deconcentrazione totale. Mai le due punte – Sapio e Bortot – si sono rese pericolose e le loro poche conclusioni sono state di una goffaggine singolare. Onorini e Frediani sono entrambi caduti nel bavaglio teso dalla Casertana e non hanno orchestrato nulla di buono. L’unica nota positiva è stata rappresentata ancora una volta da Mosconi: il giovane stopper ha lavorato per tre, neutralizzando Alivernini, saltando in avanti, coprendo comunque la fascia centrale. E’ partito dal suo piede un tiro in porta al 40′ in seguito ad una convulsa azione su calcio d’angolo. Un difensore rossoblù ha intercettato e deviato la traiettoria. Un minuto dopo il primo gol: dalla bandierina Alivernini spedisce un rasoterra all’altezza del dischetto. Casaroli raccoglie al volo ed in mezza girata fa secco Giordano nell’angolino sinistro.

E’ il crollo. A questo punto frotte di ragazzi lasciano lo stadio, mentre dai cancelli lasciati aperti quasi dall’inizio della partita non si vede entrare nessuno. Si tratta di un divorzio in atto tra società e tifoseria, di un atteggiamento a metà strada tra la protesta e la stanchezza per tante sofferenze. In un clima così, con undici ombre che si aggiravano nel loro stadio, non è riuscita difficile ai casertani l’impresa del raddoppio. Sempre il solito Alivernini dal limite destro dell’area ha calciato un tiro piazzato pennellando sulla testa di Mucci che si è alzato più di tutti, inzuccando con millimetrica precisione. Giordano ha raccolto così nel sacco il secondo pallone. Per la Paganese la fine di un incubo e forse anche di una strana avventura.

Stagione 1982-1983 – Serie C1 – girone B – 31a giornata – 15.05.1983

PAGANESE – CASERTANA 0-2

Paganese: Giordano, Giusto (Cozza 46’), Papucci, Fiorucci, Mosconi, Lanzi, Biffi, Frediani, Bortot, Onorini (Stanzione 55’), Sapio. All. Giammarinaro

Casertana: Bertuzzi, Cazzani, Simoni, Mucci, Grava, Reali, Casaroli, Urbano, Alivernini (Raffaele 86’), Doto (Filippi 80’), La Rosa. All. Montefusco

Arbitro: Dal Forno di Ivrea

Reti: Casaroli (C) 41’, Mucci (C) 65’

Ammoniti: Lanzi, Papucci (P); La Rosa (C)

(Andrea Manzi – Il Mattino – edizione del 16 maggio 1983)