Casertana, Castaldo da recuperare

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Castaldo in azione al “Provinciale” di Trapani (Foto Giuseppe Scialla)

L’attaccante rossoblù a secco dal 27 gennaio: il bailamme tattico lo sta penalizzando e i risultati sono sotto gli occhi di tutti

Due vittorie nelle ultime sette giornate, di cui una a tavolino “contro” il Matera, due pareggi, contro Vibonese e Juve Stabia (e sappiamo come sono arrivati soprattutto quello in terra calabrese), e ben tre sconfitte esterne, Catanzaro, Catania, Trapani, avversari strutturati e soprattutto costruiti con il chiaro intento di arrivare in fondo alla stagione per giocarsi qualcosa di importante.

Questo il ruolino inclemente delle ultime sette giornate dei falchetti, ritornati ostaggio e vittime degli ormai noti problemi di ordine (o meglio disordine) tattico che hanno accompagnato la squadra fino ad oggi. Anche ieri a Trapani, la casella “tiri in porta” è rimasta desolatamente vuota, ed era capitato in egual misura anche a Catania, mentre a Vibo Valentia si era “riempita” solo al 92’ grazie al gol di Nicola Mancino che salvò i falchetti dalla terza sconfitta consecutiva lontano dalle mura amiche.

Insomma, una Casertana che ritorna prigioniera della sua incapacità di trovare una propria dimensione, e dopo ventotto partite di campionato ce ne vuole, con conseguente classifica che inizia a farsi “pericolosa” per quel quinto posto, obiettivo minimo dichiarato e cambiato in corsa. Lo specchio di tutto questo bailamme, è l’incapacità di Castaldo di provare e soprattutto trovare la via del gol. Dalla gara di Catanzaro, il 27 gennaio scorso, l’attaccante ex Avellino è rimasto praticamente a secco, ma non solo in termini di realizzazioni ma anche come occasioni create. Segnale non buono per lui e per la squadra, che non riesce a metterlo in condizione di pungere. Soprattutto perché Castaldo nelle prime quattro giornate del girone di ritorno, aiutato da un modulo tattico, il 4-3-3, che ne esaltava le qualità tecniche, ha messo a segno cinque gol, che sono coincise con tre vittorie per la formazione rossoblù. Il ritorno, dopo la gara di Catania, al più prudente 3-5-2, invece ha “bagnato” le polveri all’attaccante casertano a cui sono legate le speranze dei falchetti di tenersi stretta la quinta piazza.

Intanto, a Trapani, ha fatto l’esordio in maglia rossoblù l’ultimo arrivato in casa Casertana: Luigi Genovese esterno sinistro classe ’98 che aveva iniziato la stagione a Matera, che come tutti i tesserati della società lucana hanno beneficiato di una proroga sul tesseramento degli svincolati. Nativo di Avellino, ex settore giovanile irpino (c’è un filo diretto tra Caserta e Avellino peggio… della TAV), dopo una stagione, quella dello scorso anno alla Gelbison Cilento in serie D, si è guadagnato la chiamata del Matera in serie C, con cui ha collezionato sette presenze in campionato (solo due giocando 90’) e due in Coppa Italia. L’ennesimo esterno mancino in una rosa che già comprende l’infortunato Pinna, Zito, Gonzalez, mentre dall’altra parte resiste il solo Meola (quando non viene impiegato a… sinistra!). Mah misteri del calcio.

Giovanni Fiorentino