Qualcosa di nuovo, anzi di antico…

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Le prove di Castaldo, Zito e Pascali le note lieti di una giornata, in cui “steccano” i senatori Rainone e D’Angelo, i cui cartellini rossi pesano sull’economia della squadra

Va in archivio anche Casertana-Juve Stabia, match clou della ventinovesima giornata di campionato, la “gara dell’anno” almeno dalla sponda rossoblù. Una gara vissuta in un clima surreale, giocata a porte chiuse, che ha concluso un fine settimana di polemiche e rimbalzi di accuse di cui avremmo fatto tranquillamente a meno. A vario titolo, ognuno ha parlato e ha detto la sua, spesso andando anche sopra le righe, rischiando di incrinare in modo definitivo i rapporti tra Società e Amministrazione comunale.

Mettendo da parte almeno per un momento le polemiche, Casertana-Juve Stabia si è… giocata e allora soffermiamoci su quello che il manto erboso del “Pinto” ha detto. Intanto, stando anche a quanto emerso nel post-partita, il cammino dei falchetti sarà prevalentemente a “marchio 3-5-2”. Qualcosa di nuovo, anzi… di antico, facendo il verso a Giovanni Pascoli. Una scelta (definitiva?) che arriva dopo mesi di esperimenti, con notevoli punti persi per strada, e che sembra aver chiuso definitivamente il dilemma amletico che accompagnava i falchetti sin dall’inizio della stagione. Che piaccia o no, volente o nolente, si andrà avanti così.

Un modulo questo che in queste ultime due settimane ha visto il rilancio di Lorenzini in pianta stabile nell’undici titolare, dopo che nella sessione invernale del mercato si è provato, per ammissione della stessa società, a cederlo in quanto con il contratto in scadenza. Ieri nonostante il rientro nei disponibili di Blondett, che aveva scontato il turno di squalifica, non gli è valsa la maglia da titolare. Con Pascali (buona la prova dell’ex Cosenza) e Rainone (ingenuo in occasione dell’espulsione che rischia di costargli caro in termini di assenze), Lorenzini ha composto il trio difensivo che poco o nulla ha lasciato ad una Juve Stabia, apparsa, per merito dei falchetti, timorosa e rinunciataria.

A metà campo le cose migliori sono arrivate da Zito, che fino a quando ha benzina nel motore, almeno in fase offensiva da un grosso contributo, mentre in fase difensiva rischia di pagare dazio, anche in termini di energie fisiche, visto che spesso è costretto a rientrare. Pecca della prestazione di Zito, l’ammonizione che gli farà saltare Trapani privando la squadra di uno dei calciatori più in forma del momento. Censurabile invece D’Angelo, diffidato e graziato in più occasioni, soprattutto per le continue proteste, ha chiuso il cerchio di una prestazione in chiaro scuro, con l’espulsione diretta quando ormai la partita era al novantesimo. Espulsione pesante perché, in attesa del giudice sportivo, salterà anche lui la sfida di Trapani, rimanendo peraltro ancora in diffida.

In avanti invece Castaldo continua a fare reparto da solo, spesso predica nel deserto, e né PadovanFloro Flores ieri gli hanno dato la mano necessaria per scardinare la difesa ospite. Insomma, Casertana che per almeno settantacinque minuti ha tenuto il campo, salvo poi iniziare ad accusare la stanchezza che ha consentito alla Juve Stabia di prendere campo e di provare a fare quel qualcosa in più che ci si aspettava dalla capolista. Atteggiamento al risparmio per una squadra che nonostante le assenze, ha da poter attingere da una panchina profonda e completa in tutti i reparti, che consente a mister Caserta di poter dosare e gestire gli uomini a propria disposizione. Sicuramente nella gara singola questo divario non si vede, ma in una stagione lunga e logorante come sta diventando questa, è un grosso vantaggio che non tutti si posso permettere. Alla fine la differenza sta proprio in questo.

Ma ormai è inutile piangere sul latte versato, anche perchè alle porte c’è gia la gara contro il Trapani, dove bisognerà fare per l’ennesima volta di necessità virtù.

Giovanni Fiorentino