Porte chiuse: eventualità da considerare in anticipo

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La società rossoblù punta l’indice verso il Comune che scarica la responsabilità sulla Questura

Casertana-Juve Stabia “a porte chiuse“. I timori emersi solo negli ultimi due giorni sono deflagrati in maniera clamorosa questa mattina quando, dopo l’ultima ed ennesima riunione, si è optato per questa soluzione “di rimedio“. Di rimedio perchè, a quanto pare c’è stato anche il rischio di non disputare affatto questo match: in tal caso la formazione stabiese avrebbe incamerato lo 0-3 “a tavolino“. Al danno si sarebbe aggiunta pure una clamorosa beffa.

La Casertana dovrà fare a meno dei suoi tifosi in quella che, a torto od a ragione, si presentava come la “partita dell’anno“. Niente “giornata rossoblù” per i sostenitori casertani, niente tifoseria ospite (che si attendeva numerosa), niente di niente. Tutti delusi e tutti “incazzati“. Ma evidentemente si sono dimenticati alcuni particolari. Il dato di fatto è che, nel momento in cui si fosse aperto il “cantiere del Pinto“, il rischio di non disputare qualche partita lontano dall’impianto di viale Medaglie d’Oro si sarebbe manifestato concretamente. E così è stato, a dispetto delle “rassicurazioni” che arrivavano un po’ da tutte le parti.

La Virtus Francavilla, per fare un esempio nel nostro girone, sarebbe dovuta tornare a giocare in casa già lo scorso mese di dicembre dopo i lavori che stanno interessando il “Giovanni Paolo II”: siamo a marzo e continua a disputare le sue gare interne al “Fanuzzi” di Brindisi. Discorso simile per il Rende, costretto alle “porte chiuse” proprio nell’ultima gara interna con la Virtus Francavilla. Motivazione? Una… rotatoria (quindi problemi di viabilità) in costruzione nei pressi della struttura che ospita le partite interne della squadra biancorossa. Ed era già accaduto ad inizio anno a Rieti, con lo “Scopigno” alle prese con i lavori di adeguamento previsti per gli impianti che ospitano gli incontri di Lega Pro.

L’indisponibilità del “Pinto”, quindi, era una eventualità da prendere necessariamente in considerazione. Pensare di concludere il tutto nel giro di appena un mese e con delle soluzioni “arrangiate” (dopo aver iniziato i lavori in ritardo, bene dire anche questo) rappresentava una utopia. E’ “saltata” la gara con la Juve Stabia, ma a questo punto rischia pure qualche altro incontro della formazione rossoblù nel suo impianto. Con ogni probabilità bisognava pensare anche ad una soluzione alternativa.

La colpa? Inutile dire che nelle ultime ore c’è stato una corsa alle “scialuppe di salvataggio“. Tutti a giustificare, tutti a parlare di sicurezza, tutti a provare a spiegare che già è un “miracolo” che l’incontro sarà regolarmente disputato. Tutti salvi, fino all’intervento del massimo dirigente rossoblù che ha puntato decisamente l’indice verso Palazzo Castropignano (che nel frattempo aveva scaricato la responsabilità sulla Questura) annunciando (per la seconda volta quest’anno) la sua fuoriuscita dal club di Corso Trieste.

Redazione