Juve Stabia al “Pinto” con un paio di dubbi

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Quello tra D’Angelo e Mastalli potrebbe essere uno dei tanti “duelli” annunciati di Casertana-Juve Stabia (Foto Giuseppe Scialla)

“Out” Marzorati, in forse Vitiello. Le vespe potrebbero passare dal 4-3-3 al 3-5-2

Miglior attacco, miglior difesa, una imbattibilità che dura dallo scorso campionato. Il primato solitario della Juve Stabia dovrebbe rappresentare per le altre protagoniste del girone un motivo di vanto e non certo di “frustrazione”. Di fronte, infatti, una delle migliori squadre viste all’opera nell’ultimo decennio di Lega Pro.

Una squadra con un organico ampio e competitivo. Tante le “carte” in mano a Fabio Caserta, e merito dell’allenatore è quello di aver saputo dosare nel corso della stagione la “rosa” a sua disposizione. Impossibile o quasi prevedere la presenza in campo di questo o quell’altro calciatore.

Si parte dall’idea tattica di un “4-3-3” (capace di trasformarsi all’occorrenza in “3-5-2” per sfruttare insieme i due attaccanti centrali) che nella sua fase offensiva riversa al limite dell’area avversaria più di mezza squadra. Il “pendolo” di tutto il meccanismo è l’ex rossoblù Carlini: nelle ultime stagioni si è trasformato da attaccante puro a centrocampista. Arriva “a rimorchio” del terzetto di punte sfuggendo alla marcatura ed è sempre pericolosissimo sotto porta: ne sono testimonianza le otto reti finora messe a segno. E se si pensa che l’alternativa a Carlini è Viola (quattro gol per lui con un “minutaggio” decisamente inferiore, complice un infortunio che lo ha tenuto fuori per metà girone di andata) ecco spiegata già in questo ruolo l’ampiezza dell’organico di Caserta.

Imbarazzo della scelta pure per le altre due maglie della mediana affidate ad altrettante “menti”. La sorpresa in positivo della stagione è stata Calò, elemento d’ordine neanche ventiduenne arrivato dalla Sampdoria dopo la precedente esperienza col Pontedera. Parte da lui l’azione stabiese: importante l’opera in fase difensiva e sostanzioso il contributo in termini realizzativi (“poker” di reti al suo attivo). Piede “buono” soprattutto sui calci piazzati, e la gara di andata con la Casertana è la prova lampante (suo il gol del definitivo 1-1). Una maglia da titolare nel confronto del “Pinto” sarà la sua. Per l’altra ci sono due elementi in ballottaggio: il primo è il capitano Mastalli. Più di una volta è partito dalla panchina in questa stagione, ma è e resta un elemento che giocherebbe titolare in qualsiasi altra squadra del raggruppamento. Quest’anno ha dovuto fare i conti con la “rinascita” del trentaseienne brasiliano Mezavilla, dato per “cotto” fino alla scorsa stagione e rivitalizzato dalla gestione Caserta. Domenica scorsa contro la Reggina, dopo l’infortunio di Marzorati, l’allenatore stabiese lo ha pure schierato al centro della difesa confermando la sua duttilità tattica. Qualche possibilità in meno, almeno sulla carta, per Vicente, con l’ex Akragas e Melfi che rappresenta comunque un gregario di lusso. A far “numero” in panchina i giovani Castellano e Lionetti.

Tante possibilità anche sul fronte offensivo con elementi capaci di scambiarsi i ruoli in qualsiasi momento della partita. L’arrivo a gennaio di Torromino ha ulteriormente ampliato la scelta del tecnico, anche se l’ex Lecce appare ancora alla ricerca della giusta condizione, e non è detto che sia schierato nell’undici di partenza contro la Casertana. Sulle corsie esterne l'”usato sicuro” è rappresentato da Melara mentre la freschezza atletica dal più giovane Elia, non senza considerare il calabrese Canotto (che qualcuno ricorderà con la maglia della Rossanese avversario della Casertana nella stagione di serie D 2010-2011) rientrato a dicembre dopo un infortunio che lo ha tenuto fuori per oltre un mese. Contro la Reggina, inoltre, si è rivisto in panchina Di Roberto: improbabile, però, il suo impiego al “Pinto” sin dal primo minuto tenendo conto che l’ultimo scampolo di partita lo ha giocato contro la Vibonese lo scorso 16 dicembre. Infine il ruolo di attaccante centrale: da un lato Paponi (dodici reti stagionali, dieci in campionato), dall’altro El Ouazni. Quest’ultimo anche a gara in corso è stato capace di garantire reti “pesanti” (sei marcature all’attivo), ed all’occorrenza la presenza dell’uno non esclude a priori quella dell’altro, come accaduto peraltro nel secondo tempo della partita di domenica scorsa con la Reggina.

Appena qualche certezza in più, almeno in termini di schieramento, per il pacchetto difensivo complice anche l’indisponibilità di Marzorati. A destra Vitiello (anche se è in forse tenendo conto che non si è allenato fino a giovedì) ed a sinistra Germoni, “eroe” della gara dell’ultimo turno. In posizione centrale Allievi ed il “gigante” Troest. Tutti elementi capaci di far “male” agli avversari sulle palle inattive come testimonia la loro presenza nella classifica marcatori. Per i vari Dumancic, Ferrazzo e Schiavi solo “spiccioli” di presenza. In caso di assenza di Vitiello non sarebbe da escludere un passaggio diretto al “3-5-2” con un terzetto centrale composto da Allievi, Mezavilla e Troest.

A difesa dei pali, infine, Branduani: appena nove reti subite in ventisei partite di campionato: 797′ di imbattibilità per l’esperto estremo difensore che rappresenta un altro “segreto” della Juve Stabia capolista. L’ultima rete incassata risale allo scorso 26 dicembre contro la Virtus Francavilla.

Massimo Iannitti