Casertana: un passo avanti, un passo indietro

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Prestazione carente sotto il profilo del gioco: ancora quel “3-5-2” che non convince

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Nell’assoluta mediocrità del “Razza” la Casertana, all’ultimo respiro strappa un punto (facendo un passo in avanti in graduatoria) che gli consente di restare solitaria a quel quinto posto in classifica, che oggi viene visto come l’obiettivo stagionale da raggiungere.

Ci pensa un guizzo di Nicola Mancino, antidivo per eccellenza (e poco… alieno in termini di “immagine”) a salvare la formazione rossoblù dalla terza sconfitta consecutiva in trasferta, per quello che si sta rivelando come il vero tallone d’Achille di una squadra che, l’ultima vittoria lontano dal “Pinto”, l’ha fatta registrare il 30 dicembre a Cava de’ Tirreni.

In un antipasto “play-off”, falchetti apparsi nervosi, poco hanno fatto per portare a casa i tre punti che si chiedevano alla vigilia: e regge fino ad un certo punto l’alibi dell’inferiorità numerica, in quanto la Vibonese mai è parsa in grado di approfittarne. Anzi nella pochezza della gara, si sono trovati a proprio agio, salvo poi dover rimediare al gol subito e aspettare l’ultimo respiro per raddrizzare l’incontro. Non è bastato il ritorno in campo di D’Angelo e Zito, assenti rispettivamente dal 23 dicembre l’ex Avellino e dal 27 gennaio l’ex Salernitana. Anzi, sotto certi aspetti, hanno fatto riaffiorare i soliti problemi.

A Vibo i falchetti hanno fatto ritorno al “3-5-2”, modulo che fin qui ha prodotto più dolori che gioie, abbandonando quel 4-3-3 su cui sembrava si stesse iniziando a lavorare e su cui si voleva puntare per dare continuità ad un progetto tattico. Ancora una volta a farne le spese Vacca, e la seconda ammonizione che gli è costata l’espulsione è l’immagine eloquente di un calciatore che in quel ruolo non si trova a proprio agio, e soprattutto Castaldo (a secco dal 27 gennaio a Catanzaro anche se la sua doppietta si rivelò inutile in termini di punti) che continua ad avere grosse difficoltà a puntare la porta e soprattutto ad essere pericoloso. Passo indietro che registra anche Padovan (impalpabile a Vibo), che invece sembrava aver trovato la sua dimensione da esterno destro nel tridente.

Difficile dire quanto abbia pesato l’assenza di Blondett, anche se appare veramente poco accorto legare il modulo ad un solo calciatore. Altrettanto difficile pensare ad una mancanza di coraggio da parte dello staff tecnico che ha optato per uno schieramento più prudente per timore dell’avversario a cui mancavano Altobello e Bubas ed in cui non è partito nell’undici titolare Taurino, l’elemento più pericoloso.

Più facile ipotizzare che le scelte siano state legate al ritorno in campo degli infortunati, la cui coesistenza in un determinato assetto tattico rischia di essere dannosa, ai fine del risultato finale, se non si ha il coraggio di fare delle scelte definitive. Insomma una Casertana che in termini di gioco registra un pericoloso passo indietro, proprio nella settimana che separa i falchetti dalla sfida di domenica contro la capolista Juve Stabia a cui farà seguito la trasferta di Trapani.

Calendario alla mano, a dieci giornate dalla fine della stagione regolare, i falchetti hanno ben otto scontri diretti in chiave “play-off”, da affrontare: un numero alto che rischia, laddove non si riesca a trovare continuità, anche di compromettere il piazzamento nella post-season.

Giovanni Fiorentino