Casertana: crollo che deve far riflettere

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Castaldo nella gara di ieri a Catania (Foto Giuseppe Scialla)

Seconda sconfitta esterna consecutiva per una squadra che mostra ancora le sue fragilità

Va in archivio, nel peggior modo possibile, anche la gara contro il Catania. Gara in cui tanto veniva riposto in termini di speranze alla vigilia, e che invece ha smascherato, qualora ce ne fosse bisogno, la fragilità di una squadra incapace di reggere per novanta minuti, l’urto degli avversari.

Dopo Catanzaro, anche a Catania, nella seconda trasferta consecutiva, i falchetti rimediano tre reti, e come in terra calabra vengono puniti, inesorabilmente, ogni qualvolta l’incedere degli avversari diventa più costante. Ogni errore è pagato a caro prezzo: ieri è stato palese oltre che evidente. Puntualmente la squadra evapora, si disgrega e lascia campo e spazi agli avversari.

Insomma è una Casertana forte con i deboli e debole con i forti. Il trend del girone di ritorno è questo, e non ingannino le quattro vittorie nelle prime sei giornate ottenute dopo il giro di boa, contro avversari dalla caratura tecnica modesta. Preoccupano, a livello mentale e psicologico, semmai le due sconfitte, rimediate contro squadre che lottano per qualcosa di ambizioso e di importante. Per una squadra costruita per primeggiare, quello è il metro di giudizio su cui fare riferimento.

È in queste gare che la classica “pezza” non è bastata per tenere a galla la squadra, cosa che invece avviene quando si incontrano avversari meno forti, dove semmai una vittoria riesce a mascherare tanti problemi. Sicuramente grossa incidenza l’ha il non avere mai la squadra al completo, a causa di infortuni e squalifiche, che stanno mettendo in ginocchio un organico, che non può permettersi un adeguato e comprensibile “turnover”. Alla fine, che piaccia o no, sono sempre gli stessi che vanno in campo. Cosa questa che alla lunga si paga sotto il dispendio di energie. Altro aspetto, che non va tralasciato e che sta condizionando e non poco la stagione, sono i tempi di recupero dei calciatori infortunati: troppo lunghi per infortuni, sulla cui entità si conosce poco se non quello che viene “spifferato”, dove spesso diagnosi e ritorno in campo non camminano di pari passo.

Il mercato di riparazione, poteva, anzi doveva, essere l’occasione per poter rimediare e correggere, anche in termini numerici, una squadra che mostra lacune e che fa fatica a sopperire ad alcune assenze che pesano. Tanti elementi, che messi insieme fotografano una realtà che nessuno alla vigilia pensava immaginabile: staccatissimi dalla vetta, staccatissimi dalle dirette inseguitrici e con una posizione play-off da difendere con i denti per evitare altre sorprese in negativo.

In fondo, brutto dirlo sicuramente, la chiave di lettura della Casertana di oggi, l’aveva data mister Auteri al termine della gara di Catanzaro, quando aveva esaltato Castaldo per i due gol che avevano riportato in partita i falchetti. “Un consiglio” che poteva essere sfruttato meglio, seppur detto da una persona che sicuramente ha scarso (reciproco) feeling con la città di Caserta, ma che, è inutile negarlo, ha una conoscenza della categoria, sia come calciatore e sia come allenatore, invidiabile.

Ecco oggi la Casertana è questa: aggrappata al suo bomber, ai suoi gol e alle sue giocate. In attesa di avere tutti a disposizione, la sosta arriva come una manna dal cielo: c’è da recuperare non solo gli infortunati, ma c’è soprattutto da rimettere in ordine le idee perché alla ripresa contro Juve Stabia, Trapani e una Viterbese in crescita, in rapida successione, ci si gioca tanto. Anzi quasi tutto.

Giovanni Fiorentino