Catania sull’orlo di una crisi di nervi

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Ciccio Lodi, punto di forza del Catania (Foto Giuseppe Scialla)

I sostenitori rossazzurri sul piede di guerra, ma la società conferma la fiducia a Sottil

Prendi Marotta e Curiale e poi, non contento, aggiungi pure Sarno e Di Piazza. In mezzo Lodi e Biagianti senza dimenticare un Carriero che abbiamo avuto modo di apprezzare a Caserta. Blinda la difesa con Aya e Silvestri e sfrutta le sgroppate sulla fascia di Calapai e Baraye. Dietro tutti un portiere dello spessore di Pisseri. E dopo aver creato questo “mix” ti poni una domanda: come fa il Catania ad essere terzo in classifica con dodici punti di svantaggio dalla Juve Stabia?

Risposta che, probabilmente, ha “radici” relativamente lontane. Bisogna tornare indietro allo scorso mese di agosto ed esattamente al primo agosto. A Torre del Grifo, quartier generale della formazione etnea, si festeggia il ripescaggio in serie B con i tifosi che si riversano in piazza Europa a sventolare le bandiere rossazzurre. Sembra la fine di un “incubo” durato tre anni di Lega Pro: è, invece, l’inizio di una ulteriore stagione angosciosa in serie C.

Non serviranno ricorsi e controricorsi da parte di Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania; non servirà iniziare in ritardo la stagione nella speranza di vedersi ammesso, in qualche modo, nella categoria cadetta. Chissà cosa sarà passato per la testa di Andrea Sottil, tecnico giovane e ambizioso: aver lasciato Livorno dopo una promozione e con la possibilità di mettersi in mostra nel campionato di serie B per accettare una piazza come Catania con la certezza di poter fare altrettanto per poi ritrovarsi ancora in Lega Pro. I risultati, oltre che il gioco, gli stanno dando torto. Passi per la doppia sconfitta interna col Catanzaro (sia in campionato che in Coppa), ma non possono passare in alcun modo i due stop con Bisceglie e Siracusa complici le prodezze di “San Crispino”, prima in maglia nerazzurra e poi con la casacca aretusea. La metà dei dodici punti di distacco dalla vetta della graduatoria sono racchiusi in queste due partite dove il Catania ha clamorosamente fallito. Il tutto senza dimenticare il pareggio esterno di domenica scorsa a Vibo Valentia che fa il “pari” con quello di Lentini con la Sicula Leonzio nel mese di dicembre.

Lo Monaco, da parte sua, continua a crederci: a dispetto della testa di maiale fattagli recapitare allo stadio “Massimino” a metà dello scorso dicembre. Pure nel mercato di gennaio ha fatto “all-in” inserendo in organico due “pezzi da novanta” come Sarno e Di Piazza. Ma il tifoso etneo, di “palato fine”, non è contento: la classifica continua a “piangere” e per i sostenitori il principale responsabile resta l’allenatore a dispetto della fiducia ad oltranza definita dalla società.

Domenica prossima contro la Casertana l’ennesima gara da non fallire di fronte al pubblico amico. Come sarà la formazione da opporre ai falchetti? Per Sottil solo l’imbarazzo della scelta in ogni reparto.

Pisseri in porta, e non può essere altrimenti: il “dodicesimo” Pulidori ha collezionato  90′ di gioco solo in Coppa Italia contro il Catanzaro ed ha sulle “spalle” l’eliminazione dalla manifestazione tricolore. Pacchetto difensivo imperniato su Aya e Silvestri, coppia centrale capace di rendersi pericolosi in fase d’attacco anche su palla inattiva. In panchina due elementi che, in qualsiasi altra piazza di Lega Pro, sarebbero titolari inamovibili: sono Esposito e Marchese. Particolare la storia di quest’ultimo: “fuori lista” (ed a libro-paga) per tutto il girone di andata, salvo poi essere riammesso dopo il mercato invernale. Sulle corsie esterne il temibile Calapai (tre reti in campionato neanche fosse un attaccante) ed il giovane Baraye che a dispetto dell’età appare destinato inevitabilmente a categorie superiori.

A centrocampo impossibile rinunciare alla classe ed all’esperienza di Lodi (il suo piede sinistro “vellutato” resta temibilissimo sulle palle inattive) ed a capitan Biagianti, “gladiatore” della mediana etnea. L’altra maglia se la giocheranno in tre, a cominciare dall’ex falchetto Carriero: con lui anche Angiulli e, con qualche chance in meno, Bucolo. Di Llama, invece, si sono perse le tracce qualche settimana fa nei meandri di una stagione costellata da infortuni: per il momento l’argentino è “fuori-lista” al pari del difensore esterno ex Lecce Ciancio. Uno dei due potrebbe rientrare tenendo conto che il Catania alla chiusura del mercato ha lasciato una casella libera in termini di “over”. In termini di infortuni discorso simile per Rizzo, “out” dall’ultima gara del 2018 contro il Monopoli.

Per scegliere il terzetto offensivo all’occorrenza andrebbe bene anche un “sorteggio”. L’impressione di fondo che Manneh e Curiale questa domenica potrebbero farsi un “giro” in panchina: al loro posto “scalpitano” Sarno e Marotta, pienamente recuperati dai rispettivi problemi di natura fisica, che divideranno il peso dell’attacco, ovviamente, con Di Piazza.

Massimo Iannitti