Storia & Storie: quella volta che arrivò Renna…

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Mimmo Renna

Si è spento il tecnico leccese: aveva guidato la Casertana nell’87-88

Nella giornata di oggi la notizia della scomparsa all’età di ottantuno anni di Antonio Renna, da tutti conosciuto come Mimmo. Nella sua carriera da calciatore anche uno scudetto vinto col Bologna negli anni Sessanta; poi, dopo un decennio, l’inizio del percorso da allenatore. Una promozione in C ottenuta proprio con il suo Lecce, ma anche un passaggio nella massima serie con l’Ascoli, altro club a cui è rimasto storicamente legato. Ma un campionato vinto pure in serie C alla guida del Taranto.

Nel suo “percorso” tecnico anche una esperienza, non certo fortunata, a Caserta. E’ l’estate del 1987 quando gli azionisti della Casertana si dividono in due fazioni: da una parte c’è il presidente Pasquale Ardagna che richiede un programma a lunga scadenza. Dall’altra il “figlio d’arte” (ma pure nipote) Enzo Cuccaro che punta all’immediato salto di categoria. Alla fine vince la “mozione Cuccaro” anche se l’allenatore, però, lo ha già scelto Ardagna:  è chiama Franco Liguori, con l’ex calciatore della Ternana che si lega alla Casertana con un contratto biennale.

La campagna-acquisti è eccezionale e consente alla Casertana di guadagnarsi il titolo di “Regina dell’Estate”: torna a vestire la maglia rossoblù Casaroli, e con lui ci sono gli acquisti pure di Viganò, Maragliulo e del difensore Pancheri. Il “botto” è rappresentato dal bomber D’Ottavio che arriva dal neopromosso Barletta a seguito di uno scambio col più giovane Bonaldi.

Dopo una Coppa Italia così-così (nel conto anche una sconfitta ai rigori con la Juventus di Marchesi al “Comunale” di Torino) inizia il campionato. Esordio con sconfitta al “Pinto” contro il Licata: ko che ha anche uno strascico disciplinare. Un invasore solitario lato Distinti cerca di aggredire l’assistente dopo una segnalazione che ha portato all’annullamento di una rete di Casaroli. Il risultato è un turno di squalifica del “Comunale” di viale Medaglie d’Oro. Non va meglio la domenica successiva: altro stop a Monopoli.

Al rientro dalla Puglia la squadra trova i tifosi ad aspettarli al “Pinto”: sostenitori che chiedono a chiare lettere l’esonero di Liguori e vengono assecondati dalla dirigenza. I nomi che circolano sono quelli di Clagluna, Veneranda e Fabbri. Alla fine, su spinta del vicepresidente Acconcia, la scelta ricade sull’esperto di promozioni Mimmo Renna. “Andremo in serie B” le prime parole dell’allenatore leccese.

Non andrà così. Stagione parzialmente compromessa già alla fine del girone di andata chiuso con sette punti di distacco dalla prima piazza della classifica occupata dal Cosenza. Pure peggio nella seconda parte del campionato dove subito arrivano altre due sconfitte sempre con Licata e Monopoli. La salvezza sarà conquistata dalla formazione di Renna solo alla penultima giornata. Il campionato si chiuderà con un oltremodo deludente quint’ultimo posto finale ad appena un punto dalla zona retrocessione.

A distanza di qualche anno, Walter Viganò, uno dei protagonisti di quella stagione, provò a spiegarmi il motivo di quel “disastro calcistico” della Casertana nella stagione 1987-1988. “Era uno spogliatoio spaccato in tre gruppi – commentò l’ex centrocampista – C’era il gruppo dei calciatori esperti e quello degli elementi giovani. Il terzo? C’era D’Ottavio che faceva… gruppo a parte“.

Massimo Iannitti