Una Casertana dalla “coperta corta”

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Gli aspetti che hanno condizionato la gara di Catanzaro

Non si può regalare un tempo agli avversari e svegliarsi nella seconda parte della ripresa quando la frittata è fatta e va solo consumata. A dire il vero dopo la doppietta dell’indomabile Gigi Castaldo, oggi cannoniere assoluto del girone, un po’ abbiamo creduto all’impresa, al miracolo che però è riuscito in parte perché, come si dice dalle nostre parti, la “coperta è corta”, nel senso che ormai da diverso tempo la rosa dalla Casertana si è troppo assottigliata per i tanti, costanti, infortuni.

Anche a Catanzaro i falchetti hanno presentato una “distinta” davvero povera nei numeri: solo sei giocatori in panchina, guidati dal veterano Nicola Mancino, classe ’84, poi due ’99, Zivkovic e Santoro, due 2001, Matese e Moccia, e un 2002, Longobardo. Così davvero tutti gli impegni diventano “imprese” e non sempre quelli che vanno in campo riescono a centrare l’obiettivo. Se a tutto questo aggiungiamo l’infortunio di Antonio Zito (l’ennesimo di un lungo elenco, e a questo punto davvero ci piacerebbe sapere il perché di tanti stop “forzati”) avvenuto nella prima mezz’ora di gioco, il quadro è completo.

Un infortunio che comunque ha condizionato e non poco l’andamento della partita perché Zito spingeva e come sulla fascia sinistra. Nella parte finale della gara, poi, si è infortunato anche De Marco, prima alle prese con crampi e poi ha rimediato una botta da un avversario… ma a quel punto chi mettere in campo? Era il caso di caricare qualche giovanotto in panchina di particolare responsabilità?

La realtà di fatti, però, ci racconta di un primo tempo in cui la Casertana sembrava essere rimasta negli spogliatoi del “Ceravolo”, stadio del Catanzaro, con i giallorossi calabresi a fare il bello e cattivo tempo, soprattutto conquistando supremazia e gioco sugli esterni mettendo sovente in difficoltà il centrocampo e il reparto arretrato rossoblù. Una supremazia che ha messo k.o. gli ospiti che hanno accusato il colpo andando al riposo con tre gol sul groppone. Un risultato che avrebbe smorzato le velleità di qualsiasi squadra, invece i falchetti, grazie a Castaldo che ha dato la carica, hanno alzato la testa e trovato la forza per cercare di reagire in qualche modo. La doppietta del bomber ha ridato coraggio e ossigeno a tutti, peccato per la vera impresa compiuta dal portiere del Catanzaro, Furlan che ha respinto in angolo una conclusione ravvicinata di Blondett che poteva regalare alla Casertana un meritato, a quel punto, pareggio.

Morale della favola una Casertana a piena organico certamente non avrebbe subito la pressione costante del Catanzaro nella prima parte della gara, quindi questo richiama quanto detto all’inizio e cioè che la coperta è davvero corta, non si riesce a sapere quando si potranno recuperare gli infortunati, inoltre, non si sanno di eventuali operazioni di mercato che potrebbero impinguare la rosa e rendere meno difficoltoso il cammino dei rossoblù. Nell’attesa di buone nuove e nuove buone, lecchiamoci le ferite e, se è possibile, ripartiamo del secondo tempo del “Ceravolo”.

Pasquino Corbelli