Capuano-Casertana: dove eravamo rimasti…

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Ezio Capuano in occasione di Casertana-Sambenedettese di Coppa Italia nella stagione 2017-2018 (Foto Giuseppe Scialla)

Esordio sulla panchina del Rieti per l’allenatore più volte accostato quest’anno ai falchetti

Casertana-Rieti sarà anche il giorno del ritorno di Ezio Capuano sulla panchina. Volente o nolente il “Mini One” è tra i tecnici più famosi e più amati della Lega Pro ma anche, come spesso capita, tra i più odiati.

E’ bastato vederlo in occasione della conferenza stampa di presentazione della sua nuova esperienza per mettere a fuoco un Capuano già conosciuto, ma, sotto certi aspetti inedito. Ha promesso massimo impegno (“lavoreremo venti ore al giorno“) ed anche una squadra più che battagliera (“ogni partita sarà quella della vita, le maglie dei miei giocatori saranno intrise di sudore e sangue“). Nei suoi occhi la “fame” di una panchina negata “ingiustamente” per troppi mesi, e la voglia di rimettersi subito in gioco.

E’ arrivata la chiamata del Rieti che, in un attimo, è diventato il suo “Real Madrid. Stare qui è come allenare il Barcellona od il Manchester City, per me non fa differenza“. Ironia della sorte ha voluto che il suo esordio sia proprio al “Pinto” dove è già passato e dove stava per tornare già in questa stagione.

In estate, infatti, il Capuano 3.0 era praticamente cosa fatta. Accordo col tecnico “benedetto” da una parte da Fabiani (direttore sportivo della Salernitana) e dall’altra da Lotito (“patron” della Lazio). L’allenatore “tascabile”, con gli amici fidati, già parlava da tecnico della Casertana annunciando l’arrivo di questo o quell’altro calciatore. Poi qualcosa si è arenato: con ogni probabilità motivo del contendere l’ultima decisione sulla composizione dello staff da mettere a sua disposizione. La dirigenza rossoblù voleva imporre le sue scelte che Capuano non condivideva. Ed il “matrimonio” annunciato non si è consumato.

Un ritorno di “fiamma”, poi, tra fine ottobre ed inizio novembre. Capuano è sulla strada che lo porta alla Virtus Francavilla in sostituzione di Zavettieri. Una telefonata che arriva da Caserta lo blocca mettendolo in “stand-by”. Il successivo pareggio dei falchetti al “Menti” di Castellammare di Stabia porta alla conferma di Fontana e salta per la seconda volta nella stagione il suo ingaggio da parte della Casertana.

Che sembra cosa fatta, invece, dopo il pari esterno di Viterbo ed il successivo esonero di Fontana all’indomani della vittoria con la Paganese. Il nome di Capuano torna in cima alla lista dei “papabili” e l’allenatore salernitano viene convocato più di una volta al “quartier generale” di Caianello. La trattativa si arena nuovamente e sempre sullo stesso punto: Capuano vuole il suo staff tecnico e non accetta “intromissioni” in tal senso.

Il resto è storia più che recente. Un veloce contatto col Bisceglie e poi la chiamata da parte del Rieti in sostituzione del dimissionario Cheu. E domenica la sfida con la Casertana a cui seguiranno il confronto interno con la Virtus Francavilla e la trasferta di Cava de’ Tirreni, dove Capuano è di casa.

Ritrovarlo nella sala stampa del “Pinto” dove lui è già stato di casa in due occasioni farà un certo effetto. Brevissima la prima volta nell’estate 2003 quando decise di lasciare la Casertana in serie D dopo appena due gare di Coppa Italia “perchè non me la sento di stare in questa categoria” accettando poi l’incarico da parte del Sora in C2 a distanza di qualche settimana. Nemmeno tanto più lunga la seconda esperienza nel 2013 (neanche una vittoria all’attivo in cinque gare ufficiali tra Coppa e campionato), esonerato praticamente dagli spalti a Bagno di Gavorrano da “qualcuno” che si presentava come Presidente della Casertana e che, a distanza di anni, scopriremo che non figurava in alcun modo nell’organigramma dirigenziale e societario del club rossoblù.

Insomma, indipendentemente dal risultato, già sono tutti in attesa del “one-man-show” Capuano, di quando racconta della sua squadra che crea “diciotto-venti occasioni da rete e che prende una rete senza neanche avere un tiro in porta“, di quando subisce “un gol con sei metri di fuorigioco“, delle “nefan(t)ezze arbitrali” e della sua nobilità d’animo “da sette generazioni“. Insomma, il solito “best of” in perfetto stile-Capuano. Basterà cominciare dicendo… “mister, dove eravamo rimasti?

Massimo Iannitti