Ora Martone si faccia da parte

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Il duo Esposito – Di Costanzo (foto Giuseppe Scialla)

Scelte di mercato sbagliate, risultati negativi e soprattutto l’idea di puntare sul duo Esposito – Di Costanzo, che ha prodotto un punto in quattro gare

Tre sconfitte, un punto in quattro giornate, zero gol fatti e tre subiti. Lo score del duo Di Costanzo – Esposito è impietoso, come la classifica della Casertana che alla luce dei risultati dell’ultima giornata è stata superata anche dalla Reggina. Squadra sull’orlo di una crisi di nervi, incapace di mostrare progressi, orgoglio e determinazione, in balia, perenne, degli avversari che maramaldeggiano come meglio credono su una squadra che squadra non è. Diciassette gare di campionato giocate sono bastate per svelare quanto valga questa squadra, a cui sono state concesse attenuanti settimana dopo settimana. Oggi, alla luce dell’ennesima sconfitta, attenuanti non esistono più. Prendessero coscienza di quanto hanno fatto, di come hanno tradito una tifoseria, e soprattutto abbiano l’umiltà di chiedere scusa. La vittoria di Rende, sembrava essere la svolta di una stagione, immaginata e sognata, in modo completamente diverso. Un bagliore di luce che subito si è spento. Il post Fontana è stato, risultati alla mano, deleterio. Così come è stato deleterio non scegliere un tecnico in grado, per personalità ed esperienza, di provare a dare una svolta alla stagione. Ci si è accontentati, cosa davvero deleteria questa, prima di una soluzione pro-tempore e poi di una soluzione “interna”. Ci si è accontentati, volutamente, del “cerchio magico” con il quale poter provare a rendere credibile qualcosa, che di credibile non ha più nulla. Non lo diciamo noi, ormai per questa società disfattisti a prescindere, ma i numeri. Una società che pensava di aver risolto i problemi sollevando Fontana dall’incarico, quando con molta probabilità il tecnico ex Cosenza non era l’unico problema, ma una parte di essa. Invece si è pensato che bastasse questo per ripartire. Le ultime cinque giornate, hanno dimostrato il contrario. Ecco che allora, oggi più che mai, ci aspettiamo un gesto di responsabilità da parte di chi questa squadra l’ha costruita: prenda coscienza dei tanti errori commessi in sede di calciomercato, nelle ultime tre stagioni ne sono tanti, che tradotti in termini di soldini pesano sulle casse societarie, e si faccia da parte. Dia la possibilità alla proprietà, di poter operare sul mercato di riparazione con oculatezza, intelligenza e competenza, unica ancora di salvataggio per provare a salvare un progetto fallito già da tempo. Oggi questo ci aspettiamo da chi si professa professionista che forse non sa scegliere i calciatori, ma che conosce gli uomini. Ecco oggi all’uomo Martone chiediamo di smetterla di giocare con la Casertana; di smetterla di fare propedeutica professionale con questi colori. Non lo facciamo per partito preso, sono i risultati che lo certificano e non basta dire che si sono raggiunti i playoff (basta arrivare decimi per disputarli) per rendere una stagione esaltante. Ultimi nel girone di andata nello scorso anno, due allenatori e con tanti errori di mercato, prima di dover attingere al mercato di riparazione per aggiustare la squadra. Al limite della zona playoff quest’anno (ma squadra completamente diversa anche alla luce degli investimenti fatti), due allenatori e sicuramente costretti a ricorrere al mercato di riparazione per correggere tutto ciò che non ha funzionato. Crediamo che questo basti per decretare un fallimento professionale. Ecco perché adesso c’è bisogno di una svolta: se si vuol salvare il salvabile, D’Agostino è chiamato a decidere con la testa e non con il cuore. È l’unico modo per non perdere la fiducia di chi l’ha riposta in lui.

Giovanni Fiorentino