Amarcord: dicembre 1954, 3-0 alla Reggina

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Nino Gravina

La formazione di Valese supera i calabresi con le reti di Sutteri, Etrusco e Gravina

E’ successo che a un certo punto della ripresa si è cominciato a ridere: ridevano pubblico, calciatori e arbitro, il quale – tra l’altro – si sbracciava con larghi ed espressivi gesti come a dire: “Sentite, visto che qui tutto va bene, perchè non la smettiamo con questi calci e ce ne andiamo tutti a casa?” E il risultato? La decisiva importanza dell’incontro? Tutto finito? Si, tutto finito. Terminato prima di cominciare, allorchè la Reggina si è chiusa strettamente in difesa e la Casertana ha compreso che avrebbe vinto in carrozza, magari in carrettino, ma avrebbe vinto. Su questo antefatto la partita ha vissuto fino alla terza segnatura la sua particolare storia di fatti alterni e di vicende. Poi, dopo la rete di Gravina, si è adagiata nel molle e lezioso “dolce far niente”, fino a diventare noiosa e stucchevole. Passi pure per la Casertana che ha saputo sfruttare lo stato psicologico determinato dalle rinunce calabresi e nel primo tempo ha fatto sua la vittoria, ma una Reggina con tanto di classifica avrebbe dovuto fare ben altro che arroccarsi nella propria metà campo nel vano tentativo di arginare la prevedibile offensiva rossoblù. Gli ospiti avrebbero dovuto spiegarsi all’attacco per sfruttare i punti deboli della difesa casertana menomata dalle assenze di Pozzetti e, nella mediana, di Marchiolli. Invece con lo schieramento prudenziale che adottarono i calabresi lasciarono Pisa senza avversario e perciò meglio in grado di riparare agli sbandamenti provocati dall’incerta prova di Varglien I, che non vale certo quanto il fratello. Sistemato, indirettamente, il problema difensivo, la Casertana si lanciava con molta sufficienza all’attacco, col modo di fare di chi sa che è costretto a prestarsi obbligatoriamente per un determinato lavoro. Domini, il portiere reggino, con le sue papere a ripetizione rese meno gravoso questo compito, e la partita finì con la Reggina tornata finalmente ad uno schieramento più… umano (calcisticamente parlando), alla ricerca di quella rete pro-forma che salva la faccia e viene detta “della bandiera”. Ferrero però disse “no” a tali tentativi con due magnifici e spettacolari voli, che gli valsero spettacoli a scena aperta. Fatta menzione dei migliori (Vergani per la Reggina e Bagni per la Casertana) descriveremo le tre reti che hanno consentito ai locali di restare tuttora in corsa per il primato. 21′ del primo tempo: calcio d’angolo battuto da Gravina, centro e stangata al volo di Sutteri. Domini si lascia sfuggire la palla che rotola in rete. 42′: Ferraguti lanciato da Varglien II è stretto da Belli in piena area. Sarebbe fallo da punire, ma Bombacigno lascia correre. Il centravanti casertano tocca leggermente all’indietro: irrompe Etrusco che batte l’incerto portiere. 12′ della ripresa: fuga di De Stefano e cross al centro. Belli sbaglia l’intervento, raccoglie Gravina che tira fiaccamente sorprendendo Domini. Buono e “familiare” l’operato dell’arbitro.

Stagione 1954-1955 – IV serie – girone H – 12a giornata – 12.12.1954

CASERTANA – REGGINA 3-0

Casertana: Ferrero, Tassi, Bagni, Varglien I, Pisa, Varglien II, De Stefano, Etrusco, Ferraguti, Sutteri, Gravina. All. Valese

Reggina: Domini, Belli, Bumbaca, Benini, Curti, Scarlattei, Vannozzi, Vergani, Gatto I, Poli, Panella. All. Dolfin

Arbitro: Bombacigno di Bari

Reti: Sutteri (C) 21’, Etrusco (C) 42’, Gravina (C) 58’

(Giuseppe Pellino – Il Mattino – edizione del 13 dicembre 1954)