Di umiltà non è mai morto nessuno

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Vittoria meritata del Monopoli: loro sono Scienza, noi Fantascienza…

Casertana e Monopoli entrambe a “quota” ventuno punti dopo la disputa della quindicesima giornata. Almeno questo dice la classifica, ed ha un peso specifico relativo il fatto che i biancoverdi abbiano disputato una gara in meno rispetto alla squadra rossoblù. La differenza si è vista tutta in mezzo al campo: da un lato la Fantascienza (gli “alieni” e quant’altro), dall’altro la… Scienza (sotto forma dell’allenatore del Monopoli e del suo modulo di gioco).

Per il secondo anno consecutivo i pugliesi sbancano il “Pinto” (la scorsa stagione c’era Tangorra alla conduzione del Monopoli, ed il risultato fu uno 0-3) e fanno sprofondare la Casertana in una profonda crisi. Il risultato negativo conta sicuramente, ma fino ad un certo punto: alla squadra rossoblù è mancato davvero tutto. Si è passati dai venti minuti buoni visti a Rende, ai dieci minuti scarsi contro il Monopoli. Per il resto una squadra in balìa di un avversario che sarà costato, organico alla mano, probabilmente meno della metà di quanto messo in preventivo dalla società di corso Trieste per la stagione in corso.

Una squadra incapace di mettere insieme “quattro-passaggi-quattro” consecutivi, che per tutto l’incontro ha continuato a “cozzare” contro l’attento schieramento difensivo biancoverde e che, puntuale, ha rimediato un gol in contropiede che il Monopoli avrebbe meritato già nel corso del primo tempo.

E mentre qualcuno continua a dire che la marcia della Juve Stabia prima o poi si fermerà, che la squadra arrivava comunque da dieci risultati utili consecutivi, che il secondo posto poi non è così lontano, che tra squalifiche ed infortuni si continua a pagare dazio ogni settimana, il campionato della Casertana, già a questo punto della stagione, può definirsi fallimentare.

In quattro mesi questa squadra ancora non è riuscita ad esprimere un minimo di gioco decente (non buono, ma decente) per la categoria, ha dei calciatori che nel bel mezzo di un incontro finiscono improvvisamente la “benzina” (senza che non si accenda neanche la… spia della riserva) ed ha una classifica lontana “anni-luce” da quella preventivata all’inizio dell’anno.

E quindi? La colpa di chi è? La colpa continua ad essere di quelli “che remano contro“, di quelli “che non vogliono bene alla Casertana“, di quelli “pronti a contestare sempre e comunque“. E ieri sera, dopo il triplice fischio finale, al pubblico è sembrata venir meno anche la voglia di protestare. Si è passati dalla feroce contestazione dopo la vittoria con la Paganese, alla rassegnazione, all’apatia, all’indifferenza per una sconfitta meritata sotto il profilo del gioco oltre che del risultato.

A questo punto, invece, servirebbe un po’ di umiltà da parte dei protagonisti o presunti tali, dato che “di umiltà non è mai morto nessuno“. Gli stessi protagonisti che continuano ad affermare a chiare lettere di non aver sbagliato nulla, che è tutto preciso, che è tutto regolare.

Il “noi e voi” decantato ad inizio stagione e cavallo di battaglia di quello che doveva essere un campionato oltremodo competitivo e vincente è diventato “noi e basta“, “noi contro tutti a prescindere“, ed a fine gara è stato necessario pure convincere qualche giocatore ad andare sotto i Distinti dopo una prestazione (l’ennesima) indecorosa per far prendere il meritato cazziatone da parte di un tifo organizzato che fino all’ultimo minuto ha sostenuto la squadra.

L’idea di fondo è che qualcuno avrà pure fumato il sigaro, ma la cenere c’era già da prima…

Massimo Iannitti