Tre punti e qualche certezza in più

esultanza quater

Successo al termine di una gara in cui i falchetti hanno saputo soffrire e capitalizzare

Da Ciccio De Rose a Simone De Marco intercorrono 231 giorni: tanto è l’arco temporale che separa le due vittorie dei falchetti al “Lorenzon” di Rende. Come nella scorsa stagione, anche ieri l’ha decisa un centrocampista, come nella scorsa stagione anche ieri l’ha portata a casa la caparbietà di una squadra che ha saputo cogliere l’attimo per trovare il gol del vantaggio e poi ha saputo soffrire per tenerselo stretto. La Casertana che espugnò Rende nella scorsa stagione, ad aprile, era una squadra che, a vele spiegate, proseguiva una rimonta che l’avrebbe portata da ultima della classe fino al raggiungimento di un posto utile per i play off. Quella di ieri, è una Casertana che ha necessità di ritrovarsi, di comprendere che ancora nulla è deciso, soprattutto in vetta alla classifica, e che con abnegazione e spirito di squadra nessun obiettivo è precluso.

La vittoria di ieri, la seconda consecutiva, arriva nella settimana più difficile per la formazione rossoblù, e contro l’avversario che tutti o almeno in buona parte, temevano. Il Rende, protagonista inatteso di questa prima parte di stagione con la sua seconda posizione incuteva un pizzico di soggezione, se non altro per il rendimento costante degli uomini di Modesto. Eppure i falchetti sono arrivati al “Lorenzon” dopo una settimana di grande turbamento: l’esonero di Gaetano Fontana, arrivato il martedì, l’arrivo che sembrava imminente del nuovo tecnico, le smentite di D’Agostino su presunte trattative atte a rimpiazzare lo stesso Fontana, l’infortunio, brutto, di Danilo Russo a cui venerdì il ginocchio ha fatto crac.

Insomma, una settima difficile vissuta con grandi condizionamenti che avrebbe abbattuto chiunque. Non la Casertana, la prima di Esposito, che alla D’Angelo maniera, fatta di contenimento e ripartenze, si è andata a prendere i tre punti che servono sia al morale della squadra e sia alla classifica. Con una gara di grande sofferenza, ad eccezione dei primi venti minuti, i falchetti sono riusciti nel blitz esterno, il primo contro un avversario di alta classifica, che restituisce un pizzico di serenità, che di questi periodi non guasta.

Per il suo “secondo” esordio Raffaele Esposito, non ha toccato nella forma lo schieramento che Gaetano Fontana ha utilizzato nella gara, del commiato, contro la Paganese, con dei cambi obbligati per fronteggiare assenze e rientri. In porta Adamonis ha fatto il suo esordio stagionale, e l’infortunio di Russo potrebbe aprire scenari interessanti sul mercato, in una gara dove non è stato sollecitato davvero poco e quindi non una valutazione sul ragazzo è ancora presto per darla. Di sicuro, almeno da quello che si è potuto vedere in allenamento, tenendo conto che è un giovane, le prospettive per vederlo tra i pali in modo costante ci sono tutte. La linea difensiva a quattro ha offerto garanzie: Meola, la cui condizione cresce gara dopo gara, sembra essere tornato sui livelli dello scorso anno, aumentando il rammarico per non averlo avuto in questa prima fase di campionato; Rainone e Blondett hanno sofferto spesso i tagli “alle spalle” degli attaccanti del Rende, ma alla lunga, soprattutto Rainone, ha lavorato di mestiere ed è riuscito ad arginare, soprattutto nel momento di massima pressione della formazione calabrese, le incursioni degli avanti biancorossi; caso diverso invece Blondett, alla seconda espulsione stagionale dopo quella di Rieti. Potrà sembrare una scelta frettolosa da parte del direttore di gara, però da un giocatore esperto ci si aspetta la gestione e il controllo dei nervi e non il farsi trascinare nella gazzarra; Pinna a sinistra ormai è una garanzia, soprattutto per quella capacità di adattarsi anche da centrale che consente al tecnico di cambiare modulo in corso.

A centrocampo, come già accaduto contro la Paganese, D’Angelo, Santoro e De Marco, alla seconda marcatura consecutiva dopo quella nel derby di sabato scorso, sembrano ormai gli uomini giusti a cui affidarsi: D’Angelo riesce a guidare i due ragazzi con la sagacia e saggezza derivante dalla sua esperienza, i due più giovani compagni, da buoni pretoriani ascoltano i consigli dell’ex capitano dell’Avellino e la squadra sembra aver trovato la sua quadratura nella zona mediana, in attesa di Vacca.

In avanti l’unica variazione è stata la scelta di giocare con Zito sulla linea dei tre attaccanti, insieme a Castaldo ed Alfageme, con entrambi anche ieri tra i migliori in campo. Incuriosisce la posizione di Zito, che un attaccante non è, ma che ha l’impeto e il piede per poter sfruttare al meglio quella posizione in campo, avendo da “arare” una zona di campo ben definita e limitata ai 25-30 mt. Da una sua iniziativa è nato il gol di De Marco, dal suo pressing, spesso non con i tempi giusti, è nata tanta difficoltà al Rende nel provare a costruire l’azione. Insomma, in attesa di un esterno di ruolo, Zito può essere un arma importante per la squadra.

Infine una parola sul tecnico: a prescindere da chi sia il designato a sostituire Gaetano Fontana, ammesso che la società voglia prenderlo anche se i contatti con altri tecnici ci sono stati, lo si faccia presto. Qualunque decisione la si prenda in fretta, con la consapevolezza di ciò che si sta facendo: non spegniamo sul nascere il ritrovato entusiasmo perché questa volta sarebbe difficile farsi perdonare.

Giovanni Fiorentino