Allenatori: in attesa del prossimo

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D’Agostino, presidente della Casertana (Foto Giuseppe Scialla)

Tedesco, Esposito, Scazzola, D’Angelo, Fontana: c’è ancora da capire chi sarà il sesto

13 Ottobre 2016, una data che segna una svolta per il club di viale Medaglie d’Oro: Giuseppe D’Agostino rilevando il 45% delle quote societaria dall’avvocato romano Luca Tilia diventa il maggior azionista del sodalizio rossoblù. Una manna dal cielo, a ragione, si dirà. Di fatto l’avvento di D’Agostino rappresenta quella garanzia di continuità e di stabilità di un progetto calcistico per una piazza scossa ancora, e come si può affermare il contrario, dal quel passaggio di mano avvenuto tra Giovanni Lombardi e Luca Tilia. In quella data, inizia l’avventura di D’Agostino, passato da main sponsor dei falchetti a proprietario nel giro di pochi mesi (luglio-ottobre). Un passo avanti deciso, ponderato e soprattutto voluto. D’Agostino si ritrova una squadra, uno staff tecnico e societario già pronto e pian pianino inserirà i suoi tasselli per rendere la squadra quanto più vicina alla sua filosofia aziendale.

A dicembre sfoltisce la rosa degli ingaggi pesanti (Carlini e Giannone su tutti), la squadra viene “corretta” e con la stabilità portata dal suo ingresso, scala la classifica e si guadagna un posto nei play off promozione, riportando entusiasmo in una piazza caduta appena qualche mese prima in depressione. Il 2 maggio 2017 il primo scossone: Andrea Tedesco, il tecnico che si era trovato sulla panchina della Casertana al momento del suo ingresso, viene sollevato dall’incarico. “La decisione è stata presa dopo la gara contro il Catanzaro. Non l’avrei mai esonerato perché sono stato quello che l’ha difeso a spada tratta contro tutti e tutti… ultimamente però manifestava che voleva il rinnovo… una richiesta inopportuna in quanto si era deciso di rimandare tutto a fine campionato… Mi sembrava che ultimamente si era un pochettino montato la testa e quindi ha incominciato a fare di testa sua… gli abbiamo fatto un paio di richieste, richieste legittime relative all’utilizzo di un paio di calciatori (Magnino e Cisotti) per quanto riguarda il minutaggio (in ballo c’erano i premi di valorizzazione, ndr)… a Matera ci ha detto che faceva di testa sua, a Catanzaro poteva impiegare Magnino e ha fatto giocare Carriero… chi non è aziendalista non può stare qua”.

Queste le parole del presidente il 7 maggio 2017 quando spiegherà l’esonero di Tedesco (andò via contestualmente anche Peppe Materazzi) avvenuto qualche giorno prima. Toccherà a Raffaele Esposito, passare dalla Beretti alla prima squadra e guidarla nelle ultime due giornate di campionato e nei turni di play off fino alla doppia sfida contro l’Alessandria.

Il 4 luglio 2017 arriva Cristiano Scazzola, è lui ligure di Loano classe ’71, l’uomo scelto per guidare i falchetti nella prima vera stagione targata D’Agostino. “Sono felice di aver scelto mister Scazzola, grande uomo e grande lavoratore, di cui mi ha colpito la voglia di sposare subito il progetto Casertana” dirà il presidente durante la presentazione del tecnico ex Pro Vercelli. Peccato che Scazzola parta in ritiro con una Casertana ancora work in progress, gli ultimi acquisti (De Rose, Turchetta, Polak) arriveranno a pochi giorni dalla fine del mercato, con il campionato ormai alle porte. Il tecnico “paga” una partenza sicuramente non buona (4 punti in 5 partite), a cui non viene riconosciuto l’alibi del mercato e, alla fine paga per tutti, all’indomani di una sconfitta a Trapani, che rappresenta la classica goccia che fa traboccare il vaso.

Il 2 ottobre 2017 arriva sulla panchina dei falchetti Luca D’Angelo, ex Rimini, Alessandria, Bassano, Andria. “La prima scelta della società, contattato ad aprile ma costretto a declinare l’offerta a causa di problemi di natura personale” dirà D’Agostino durante la presentazione. D’Angelo è costretto a fare di necessità virtù e soprattutto aspettare il mercato di riparazione per “aggiustare” una squadra che navigava nelle zone bassissime della classifica. L’arrivo di Forte, Meola e Pinna consentirà al tecnico avere gli uomini giusti al posto giusto e verrà fuori un girone di ritorno ad altissima velocità che porterà la Casertana a giocarsi i play off fino a Cosenza. Il 21 maggio 2018 il rapporto tra D’Angelo e la Casertana si interrompe: reciprocamente si leggerà nel comunicato. Il tecnico troverà “consolazione” in quel di Pisa, la Casertana invece deve trovare un nuovo tecnico.

Attesa che termina il 18 giugno 2018 a sorpresa a guidare la formazione rossoblù è Gaetano Fontana, nel recente passato con Nocerina, Juve Stabia e Cosenza. “La scelta era già fatta, lo stavamo seguendo da un po’ di tempo… al primo impatto la persona ci è piaciuta. Per quanto riguarda la professione non sta a me giudicarlo, lo sapete tutti ha una storia… e penso che abbia sposato in tutto e per tutto la nostra causa. Lo presenterà così il presidente D’Agostino nella sala stampa del Pinto. Fontana, come accaduto già a Scazzola, parte per il ritiro con una squadra, termina il ritiro e con il passare dei giorni e l’avvicinarsi del campionato, si vede arrivare alla spicciolata calciatori. Castaldo, D’Angelo, Russo, Blondett, Zito, Vacca e in ultimo Floro Flores, che firma il pomeriggio della presentazione della squadra in un Pinto stracolmo di entusiasmo. Purtroppo questi arrivi, a corrente alternata, alterano il lavoro della squadra. In primis perché non tutti sono in condizioni fisiche ottimali e poi perché l’imminente inizio del campionato impone di agguantare i tre punti. Inizierà un lavoro “in partita” con questi calciatori con la speranza di vederli presto in condizione. Inizieranno una lunga serie di infortuni (Meola e Pasqualoni su tutti), squalifiche (Rainone, Blondett, D’Angelo) che non consentiranno al tecnico di mettere in campo la stessa squadra per due gare di fila. Inizieranno una lunga serie di pareggi e di mancati risultati che porteranno la piazza a chiedere la testa del tecnico e di chi la squadra l’ha costruita.

Intanto però il 23 ottobre nella sua reprimenda alla stampa locale, D’Agostino ribadirà “non si può mettere in discussione un allenatore dopo sei partite”, rafforzando il concetto quando ricorderà “i 60 allenatori in 26 anni”. Con precisione sono 47 (come pubblicato ieri): cambiandone 2 all’anno, caro Presidente lei è abbondantemente in media. Forza avanti il prossimo.

Giovanni Fiorentino