A che gioco state giocando?

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Risultati deludenti e il mancato intervento della società creano sempre più distanza tra la squadra e la piazza

29 Settembre 2018, al “Pinto” una Casertana reduce da due sconfitte consecutive, a Rieti e Bisceglie¸ ospita il Catanzaro squadra che alla vigilia della stagione in tanti pronosticano come sicura protagonista. Gara spigolosa, resa ancora più difficile proprio dal doppio scivolone in cui sono inciampati i falchetti nella doppia trasferta precedente, contro avversari modesti e destinati a disputare un campionato di media-bassa classifica. Vigilia incandescente e commenti sicuramente non teneri da parte della piazza che hanno notato, e lo noteranno anche nelle gare seguenti, Viterbo compreso, un atteggiamento troppo tenero da parte di una squadra costruita per vincere e che invece è praticamente sempre in balia dell’avversario. La gara, tra mille sofferenze, la decideranno in rimonta, le reti di Castaldo e D’Angelo, che ribaltano la rete di Maita, che aveva spaventato e non poco i falchetti.

Post partita dunque di piena euforia e di entusiasmo, normale direte voi, e sala stampa del “Pinto”, come di consuetudine, piena di giornalisti, anche di Catanzaro, in attesa che siano i protagonisti a parlare. Tocca ad Auteri… Poi tocca a Fontana… anzi no. Il tecnico calabrese, nativo proprio di Catanzaro, fa il suo ingresso in sala stampa proprio con il consulente di mercato rossoblù, Aniello Martone. Minuto 15’50” della conferenza stampa e arriva l’endorsement da parte di Martone proprio al tecnico calabrese: “da qui al 30 giugno si possono vincere o perdere tante partite consecutive, ma il mister non si muove da qua, né lui né la squadra… avete sbagliato strada, togliete queste cose da mezzo”. Una presa di posizione forte, per certi versi inattesa, che segna con una linea rossa i tentativi di mettere in discussione la posizione del tecnico, già devastato di critiche per la doppia sconfitta di Rieti e Bisceglie.

Da quel momento in poi arriveranno una vittoria, a Francavilla, e ben sei pareggi consecutivi, intervallati da una sconfitta contro la Juve Stabia in Coppa Italia che estrometterà i falchetti dalla manifestazione tricolore. Prestazioni e risultati negativi, non in linea con le aspettative, forse, della società e soprattutto della piazza, che ormai non nasconde più il suo malumore nei confronti del tecnico e di chi questa squadra l’ha costruita. Ci penserà qualche mese dopo, il 14 novembre proprio il presidente D’Agostino a “tirare il freno”: “Fontana, non ha paura e ci sta mettendo la faccia. E’ un grande lavoratore ed una persona perbene. Il tecnico lo sa che ci vogliono i risultati: quando non arrivano si cambia. Spero di non farlo. Ma comunque non andiamo di fretta”.

Insomma, un sodalizio che si fonda su basi solide, ma che nonostante tutto, può spezzarsi, ma con il rischio di vedere un effetto domino, vista l’esposizione così alta del consulente Martone nei confronti del tecnico. Arriverà poi il silenzio stampa, scelta dettata più dalla necessità di non farsi porre domande, e ne avremmo tante, che dalla “mancanza di rispetto” mostrata a Matera nei confronti del tecnico. Ancora prima l’accusa alla piazza per le poche presenze al “Pinto”, una scelta davvero sbagliata sia per tempi che per modi, che denota la scarsa dimestichezza con il mondo del calcio: è la squadra e quindi i risultati che coinvolgono i tifosi e non viceversa.

Allora il post Viterbo che ci lascia? Poco o nulla di quanto già visto nelle settimane precedenti. A prescindere dalla posizione di Fontana (confermato? esonerato? dimissionario?) quello che fa ancora più male è vedere una squadra incapace di reagire alle critiche, incapace di andarsi a prendere quello che tutti si aspettano, incapace di mostrare orgoglio e fierezza. Anzi una cosa il post Viterbo ci lascia: la vetta della classifica adesso è lontana undici punti. Vabbè direte quelli sono dettagli, forse non abbiamo nemmeno più l’obbligo di guardarla. Insomma, caro presidente noi abbiamo rispetto per la Casertana, ma anche la piazza merita rispetto. Ragion per cui ci faccia capire a che gioco state giocando.

Giovanni Fiorentino