Buon compleanno Michelone

michele savastano

Oggi Savastano, indimenticato bomber della Casertana, avrebbe compiuto 86 anni

Esattamente quattro minuti e trenta secondi della ripresa per essere precisi. Il pubblico accorso numeroso al Comunale di Caserta è esploso in un boato formidabile per la prima rete della Casertana. E che rete! Il veloce Fabbri a compimento di una lunga galoppata aveva crossato un pallone alto che spioveva quasi a centro area. Pallone difficilissimo da recuperare e qui Savastano emetteva l’acuto del campione. Si librava in area spalle alla porta e rovesciava in rete per il vantaggio dei falchetti“.

Le parole di Alberto Valerio – giornalista de Il Mattino – per ricordare la più bella delle 94 reti siglate con la maglia della Casertana da Michele Savastano nelle sue 220 presenze con la casacca dei falchetti. Nato il 16 novembre 1932, oggi “Michelone” avrebbe compiuto 86 anni. Invece ci ha lasciato nel 2002 a settant’anni non ancora compiuti. Ma neanche questo toglie nulla al ricordo di una delle pochissime “leggende” nella storia della formazione rossoblù.

Casertano di via San Carlo, la strada in cui era nato da una famiglia di origini umili. Il papà operaio nel Pastificio Amato, mentre la mamma vendeva frutta al mercato. Dieci i figli. E proprio in piazza Mercato venne “scoperto” da Felice Santaniello e Mario Cionti, massaggiatore e dirigente della Casertana, nell’immediato dopoguerra.

Pubblichiamo oggi l’ultima intervista di Savastano rilasciata al collega Giovanni Fiorentino qualche mese prima della sua scomparsa. Un doveroso omaggio a chi, come lui, ha dato tanto alla Casertana e ricordare a noi stessi, come a tutti gli altri, che “solo chi ha una storia può avere il piacere di raccontarla“…

Si è spento all’età di settanta anni uno dei più grandi attaccanti che la Casertana abbia avuto. Michelone Savastano è stato per anni il terrore di tante difese, ma soprattutto il vanto di una Caserta calcistica che amava alla follia l’attaccante dalle poche parole, ma dall’istintivo fiuto del gol. Ci piace ricordarlo attraverso le sue stesse parole.

La carriera – La Casertana mi tesserò e dopo l’esordio in prima squadra, mi spedì in prestito a Sessa Aurunca in Promozione all’inizio degli anni Cinquanta (stagione 1953-1954, ndr). Poi tornai a Caserta ed alla mia prima apparizione in serie D misi a segno un discreto numero di gol. Il record è di ventitrè reti in un solo campionato (stagione 1956-1957, ndr). Ho mantenuto una media di 18/20 gol a stagione con la casacca rossoblù. Alla fine ho chiuso la carriera a Scafati, dove comunque segnato dodici gol a campionato. A Caserta ho giocato complessivamente per nove anni.

Gravina, il partner ideale d’attacco – Gravina aveva un anno di militanza in più di me. Quando lo raggiunsi alla Casertana era già in rossoblù. Ero felice di giocare per la Casertana: videro che ero bravo e subito decisero di tesserarmi. Io parlavo poco, mentre Gravina era molto più estroverso e deciso. Lui mi rimproverava se sbagliavo, io a lui mai. Ero molto legato a Gravina. Parlava sempre bene di me.

Il gol più bello – Ho tanti bei ricordi legati alla Casertana. Il gol più spettacolare l’ho fatto contro l’Arezzo, una sforbiciata volante davvero impressionante (stagione 1958-1959, Casertana-Arezzo 3-0, ndr).

La mancata esperienza in Canada – Un mio compagno di squadra, Marchiolli, doveva andare a giocare in Canada, ed io insieme a lui. Vennero a vederci in una occasione, chi chiamarono per discutere il trasferimento. Avrei anche voluto partire, ma fui frenato dal fatto che il cartellino era di proprietà della Casertana, e non se ne fece nulla.

La maglia azzurra rimasta un sogno – In una occasione venni anche convocato dalla Nazionale di serie C. Ma non ci fu occasione: avevo un problema alla caviglia e fui costretto a rifiutare.

La bufala Cacciavillani – La formazione più forte dei miei anni con la Casertana era relativa al periodo in cui la società rossoblù prese Cacciavillani dall’Inter (stagione 1959-1960, ndr). Quella era una bellissima squadra di serie C, ma non ebbe molte soddisfazioni. Purtroppo scontammo il fatto di non aver svolto il ritiro. Solo alla fine della stagione venimmo fuori con qualche risultato positivo. Cacciavillani fu una meteora. Era bravo, ma sui campi bagnati non andava bene, mentre a me i terreni pesanti andavano a nozze.

L’allenatore migliore – Ho cominciato con Valese che era bravissimo, ma con Lamberti mi sono trovato benissimo. Era un tipo che ti riempiva di consigli, ma comunque un sergente di ferro, una persona di carattere.

I presidenti – Il primo contratto l’ho firmato con Cuccaro. Poi venne Iaselli, mentre quando arrivò Moccia andai via io. In quella stagione vincemmo il campionato e Moccia, appena arrivato, voleva fare una squadra tutta nuova. Così la scelta di andare a Scafati. Moccia voleva farmi giocare in Promozione con l’Afragolese, altra squadra di sua proprietà, ma rifiutai consapevole di poter dire ancora la mia nel campionato di serie D. L’allenatore Vergazzola, invece, avrebbe voluto tenermi ancora.

La Casertana top – Bigoni, Galeotti, Volpi, Busetto, Traversa, Rigolassi, Etrusco, Santin, Gravina ed io. Etrusco era chiamato la vecchiarella perchè era piccolino. Mi colpiva molto l’attaccamento alla maglia di Bigoni, ogni partita faceva di tutto per spronarci al massimo.

I derby dell’epoca – Contro Avellino, Benevento e Salernitana erano sempre derby accesi. Il più infuocato quello con la Salernitana. Un anno vennero a Caserta ed avevano una grande squadra di serie C, ma noi della Casertana non eravamo male e li rimandammo a casa con cinque reti sul groppone, di cui tre segnate da me (stagione 1958-1959, Casertana-Salernitana 5-0, ndr). Erano un po’ sbruffoni i salernitani.

Il Pinto – Veniva sempre tanta gente alla partita. Abbiamo sempre avuto una bella squadra ed il pubblico ci ha sempre sostenuto alla grande. Prima il pubblico era sempre molto corretto. Ero impaziente di scendere in campo. Volevo giocare sempre, segnare e vincere. Non ho avuto mai paura neanche nelle trasferte più calde e difficili.

Giovanni Fiorentino