… le cose che abbiamo in comune…

viterbese

Casertana e Viterbese, avversarie sabato prossimo al “Rocchi”, accumunate da più particolarità

Due formazioni alla ricerca di punti e di… identità. Nel tardo pomeriggio di sabato al “Rocchi” di fronte i padroni di casa della Viterbese e la Casertana. Zero punti in classifica per la formazione gialloblù; quattordici lunghezze in graduatoria per i falchetti lontani, dopo dieci partite disputare, dalle posizioni di vertice preventivate ad inizio campionato.

Fatto sta che al momento le due squadre sembrano avere più di qualcosa in comune. Ricerca del modulo di gioco “giusto” prima di tutto. Stefano Sottili, subentrato all’esonerato Lopez dopo appena due partite, ne ha ereditato per la sua prima uscita sul campo del Matera il “quattro-tre-uno-due” visto all’opera nella primissima parte della stagione. Ma ora l’allenatore toscano sembrerebbe intenzionato a tornare all’antico, proponendo il “quattro-tre-tre” con il quale ha presentato la Viterbese nella passata stagione. Discorso simile per Gaetano Fontana: “tre-cinque-due” con il quale ha iniziato il campionato o “quattro-tre-uno-due” messo in mostra nelle ultime uscite? Le supposizioni non mancano, anche se il rientro nel novero dei disponibili di Meola consentirebbe al tecnico rossoblù di avere nuove opportunità in termini di schieramento.

Modulo di gioco, quindi, ma non solo. Entrambe si presenteranno all’incontro con l’obiettivo dichiarato della vittoria. Per la Casertana, dopo cinque pareggi consecutivi, necessità di conquistare il successo per restare agganciata alla parte alta della graduatoria. Non da meno la Viterbese che dopo tre sconfitte consecutive, tutte di misura, chiede al suo campionato i primi punti della stagione. L’ultimo successo in campionato della compagine laziale (non considerando la fase “play-off”) risale addirittura al mese di maggio quando i gialloblù si imposero per 1-0 sul Pontedera con una rete del difensore Celiento, ora in forza al Catanzaro.

Non da meno la circostanza di avere due presidenti dalla forte personalità. Da un lato Piero Camilli, col massimo dirigente della Viterbese che anche questa settimana non ha fatto mancare il suo pensiero sul mancato inserimento dei gialloblù in un girone di Lega Pro differente da quello meridionale. “Mi hanno detto di aspettare perchè tanto con la faccenda dei ripescaggi di sicuro i calendari sarebbero cambiati. Non è cambiato un accidenti. Fare 1.300 chilometri di media a trasferta è come andare a giocare in Europa League” le parole di Camilli che ha evidenziato anche la volontà di “mollare” alla fine della stagione in corso. Di tono diametralmente differente il presidente rossoblù Giuseppe D’Agostino che ieri si è rivolto ai tifosi in diretta Facebook rassicurandoli sulla sua volontà di proseguire la sua esperienza alla conduzione della Casertana con l’obiettivo dichiarato della promozione nella categoria cadetta.

Infine, ma non per ultimo, il silenzio-stampa che caratterizza il rapporto coi “media” delle due società in questa stagione. Dallo scorso 23 ottobre il presidente D’Agostino ha chiuso i rapporti con la stampa casertana; stesso discorso anche per Camilli che, dopo aver interrotto la conferenza-stampa di Lopez dopo appena due minuti nel post-gara d’esordio col Rieti, non ha permesso più interviste ai suoi tesserati di rilasciare interviste. Persino il ritorno di Sottili in panchina è stato affidato ad un “laconico” comunicato senza alcuna successiva presentazione dell’allenatore. Insomma la sala-stampa del “Rocchi” nella serata di domenica rischia di rimanere desolatamente chiusa.

Massimo Iannitti