Juve Stabia-Casertana: le insufficienze di Nicoletti

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Direzione di gara scadente per una giacchetta nera alla sua quarta stagione in Lega Pro

Partiamo da un presupposto generale: un arbitro di una sezione come Catanzaro non dovrebbe essere designato per una partita di un girone che comprende la stessa formazione calabrese. Evidentemente questa “linea base” non viene in alcun modo presa in considerazione dal gruppo del leccese Danilo Giannoccaro, a capo della Can Pro da tre stagioni.

Nel campionato 2018-2019 in corso, invece, al catanzarese Giovanni Nicoletti sono state affidate due gare importanti del raggruppamento: la prima Monopoli-Catania, recupero del primo turno di campionato terminato col risultato di 0-0. La seconda, quella di ieri sera, ovvero il derby Juve Stabia-Casertana finito 1-1.

E’ emerso un arbitraggio sicuramente discutibile, sotto il profilo della forma ed anche della sostanza, per un direttore di gara che è alla sua quarta stagione in Lega Pro, quella che dovrebbe sancire il passaggio alla Can B o, in caso contrario, la dismissione.

Troppi vuoti ed anche decisioni discutibili che hanno coinvolto, e non poteva essere altrimenti, i due assistenti Francesco Bruni di Brindisi (posizionato dal lato delle due panchine) e Paolo Laudato di Taranto (nel settore opposto).

La prima parte dell’incontro è stata sicuramente positiva per l’arbitro: tre ammonizioni nei primi 12′ di gioco (De Marco, Pinna e Calò) possono servire ad evidenziare immediatamente la “presenza” del direttore di gara all’interno dell’incontro. Non appare esserci discrezionalità nell’applicazione della sanzione, ma Nicoletti osserva pedissequamente il regolamento. Stesso discorso anche per il cartellino giallo esposto a Mancino: il calciatore calcia con violenza il pallone sulla rete di recinzione dove sono presenti i sostenitori di casa. Pronto l’intervento dell’arbitro ed altrettanto corretta l’ammonizione. Magari l’unico appunto a Nicoletti è dato dal fatto che avrebbe meritato un doppio richiamo il “duello” iniziale D’Angelo-Carlini con botta e risposta tra i due in rapida successione.

Il discorso (ed anche l’atteggiamento del direttore di gara) cambia immediatamente nella ripresa (48′): “non fallo” di D’Angelo poco oltre la trequarti stabiese. Protesta la panchina casertana ed a farne le spese è il team-manager rossoblù Carmine Russo.

Poi al 58′ l’episodio che cambia diametralmente le sorti dell’incontro: lancio di D’Angelo, tocco di testa di Mancino e palla che termina sui piedi di Padovan. Qualche passo in avanti e diagonale alle spalle di Branduani. Vedendo e rivedendo l’azione la realizzazione appare più che regolare. Il tocco volontario di Mancino rappresenta l’inizio di una nuova azione, fatto sta che Padovan sembra partire in posizione regolare. Troest non è certo un fulmine di guerra in termini di velocità, ma sulla linea difensiva quello che è più attardato appare l’esterno basso destro Vitiello. La Casertana ha il tempo di festeggiare sotto la propria curva e rientrare a centrocampo, mentre al momento della concessione del gol Nicoletti sembra guardare con insistenza l'”assistente 2″ Laudato in attesa di qualche segnalazione. L’arbitro si avvicina, circondato da calciatori stabiesi (altro errore), breve conciliabolo e rete annullata. La Casertana non ha neanche il tempo di protestare. Cosa si saranno detti? Probabile che il collaboratore di linea non abbia visto correttamente il tocco di testa di Mancino (che peraltro era solo a saltare) attribuendolo ad un calciatore stabiese. Circostanza che avrebbe rimesso in gioco Padovan. Rivedendo le immagini l’errore di Laudato appare, quindi, “doppio”: non solo non ha visto di chi era il tocco di testa, ma ha anche valutato erroneamente la posizione di Padovan quantomeno in linea con Troest e Vitiello.

Qualche minuto in avanti e si arriva al 74′. Canotto in velocità sulla destra con Pinna che lo affronta. Il difensore entra in contatto con l’attaccante esterno stabiese che “vira” in maniera decisa verso l’area di rigore mentre il pallone continua la sua corsa verso il fondo del campo. “Simulazione” per qualcuno, secondo giallo per Nicoletti. L’espulsione per doppia ammonizione ai danni di Pinna è solo una “miccia” che fa esplodere il nervosismo. C’è Vacca a terra sanguinante (colpito da un oggetto lanciato dagli spalti secondo qualcuno, vittima di una gomitata di Paponi secondo altri). Si accende un parapiglia che vede tutti (ribadiamo tutti) i calciatori in campo protagonisti in negativo. Nicoletti sembra in balìa degli eventi e non lo aiuta neanche l'”assistente 1″ Bruni.

Meritevoli di espulsione Blondett e Troest, col difensore danese che cerca ripetutamente il contatto fisico col calciatore casertano colpevole (stando alle parole del tecnico Caserta) di un gesto vile ed offensivo. Per loro l’arbitro avrà in serbo una semplice ammonizione a testa. La partita resta sospesa per sette lunghissimi minuti di “anarchia” totale completa col direttore di gara che perde in maniera evidente le redini dell’incontro. Alla fine a farne le spese è il solo dirigente casertano Martone anche lui allontanato dal direttore di gara.

Si riprende all’81′ ed al 90′ giunge la rete del pareggio stabiese su giusto calcio di punizione concesso alla compagine di casa. C’è ancora il tempo per due inutili espulsioni nei confronti di D’Angelo ed El Ouazni, ma quello che era accaduto tra i due rappresentava poco o nulla rispetto al confronto di qualche minuto prima tra Blondett e Troest. In definitiva terna ampiamente insufficiente, ma anche i ventidue in campo ci hanno messo del loro per rendere il derby del “Menti” una vera e propria battaglia.

Massimo Iannitti